Arte e mistero

Arte e mistero: quattro dipinti per spiegare la psiche

L’arte spesso rappresenta in immagini quello che va oltre le parole, scava nell’inconscio e crea la definizione di un incubo come ha fatto Fussli. Oppure indaga traumi oppressivi come il quadro di Munch la madre morta. Da quando l’uomo ha imparato a esprimersi mediante immagini arte e mistero sono sempre andate di pari passo.

L’incubo di Fussli e i traumi di Munch tra arte e mistero

Una delle più inesplorate regioni dell’arte sono i sogni e Fussli dipinge un’opera di straordinaria suggestione, L’incubo. Tenebra e luce lottano sulla tela in perenne contrasto, inoltre, la donna raffigurata da quasi la sensazione che in realtà è morta. Forse prosciugata nel riposo dal demone che le sta addosso e che ci fissa con le sue orbite vuote? L’opera materializza le zone di ombra inesplorate della mente umana in un insieme di arte e mistero che è un sogno ad occhi aperti. Contrariamente quando il malessere è concreto può essere catturato e imprigionato in un dipinto come ha fatto Edvard Munch con La madre morta. Qui immortala disperazione e solitudine della sorella Sophie, con gli occhi sbarrati e la bocca aperta, mentre da le spalle al cadavere della mamma. Chi si è soffermato a guardare questo quadro ha poi detto di aver provato una forte sensazione di disagio.

Arte e mistero

L’inquietudine di Beksiński e il bipolarismo di Csontváry Kosztka

Le angosce che ci attanagliano si traducono in immagini demoniache, questo lo sa bene il pittore Zdzisław Beksiński, ossessionato dall’aldilà. I suoi quadri raffigurano scheletri, spettri o mostri, e c’è chi sostiene che sono stati ispirati direttamente da visioni dell’inferno. Addirittura queste creazioni maledette farebbero impazzire chiunque le guarda portando indicibili sventure. Ne è un esempio la vita di Beksiński, nel 1998 muore la moglie, l’anno successivo il figlio. Infine anche la sua vita ha un brutale epilogo, nel 2005 il figlio diciannovenne della sua badante lo pugnala a morte. Altro esempio di bipolarismo artistico è Tivadar Csontváry Kosztka, che si raffigura in un ritratto doppio, il Vecchio pescatore (1902). Se visto allo specchio ciò che appare è un volto malvagio forse associato al diavolo, che si trova non su una barca ma sopra una bara nera.

Arte e mistero

Parola di artista

Verità o leggenda ancora oggi molte opere celano arcani segreti e reconditi significati che solo la mente umana può districare. O più semplicemente come ricorda il pittore Ingres:

“I capolavori non sono fatti per sbalordire! Sono fatti per persuadere, per convincere, per entrare in noi attraverso i pori”!
Jean-Auguste-Dominiquie Ingres

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