Bracciano, un borgo senza tempo

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Bracciano, un borgo senza tempo
Panoramica del castello che si affaccia sull'omonimo lago

Bracciano è un piccolo gioiello situato nel Lazio. Si trova a 40km da Roma, ed è considerato uno dei luoghi più affascinanti della regione. Meta ambita e ricercata sia dalla popolazione locale sia dai tanti turisti che ogni anno, in periodi diversi vi fanno visita.

Il borgo, famoso anche per l’omonimo lago che irradia e corolla la zona, è amato da molti, che lo elogiano per la sua autenticità e per le sue caratteristiche uniche che, negli anni, conservano il sito ancora come un tempo. Inoltre, permette un percorso panoramico lungo l’intero perimetro del lago, con la possibilità di esplorare e curiosare.

Il bacino, è uno dei più estesi del Lazio e si è formato all’interno di un cratere vulcanico. La sua estensione, spettacolarmente ampia – parliamo di 160 metri con una superficie quadrata di quasi 57 metri – è quanto l’estensione dell’antica Roma all’interno delle mura aureliane.

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Le acque, molto profonde, nascondono la storia di Sabate, la leggendaria città che fu sommersa a seguito di un orribile terremoto.

Intorno al lago, dalle acque radiose, si affacciano Anguillara, Trevignano e Bracciano, dominata – quest’ultima – dall’imponente e secolare Castello Orsini-Odescalchi, dove la vista spazia fino ai monti Sabini e al Soratte. La struttura ponderosa, la cui costruzione prende nome da due importantissime famiglie romane – appunto gli Orsini, che l’hanno edificata, e gli Odescalchi che la acquistarono solo nel XVIII secolo – domina letteralmente lo scenografico paesaggio.

Bracciano e l’imponente castello

In realtà, questa “visione” dall’alto, deriva dai Prefetti Vico che, ancor prima degli Orsini, avevano innalzato questa maestosa opera architettonica come fortificazione, affinché fosse ben visibile e ben chiaro a tutti il significato della stessa. I Vico, l’avevano trasformata in una torre difensiva, una roccaforte il cui scopo era di avvistare e difendersi dai nemici. Furono poi gli Orsini (XV sec), a costruire l’elegante Castello a pianta irregolare.

In merito a Bracciano, si pensa che i primi insediamenti, ci fossero già nel periodo etrusco, (IX secolo a.C. e il I secolo a.C.), in quanto il primo insediamento risulta proprio nel X° secolo.

I casti nobiliari che hanno lasciato l’impronta nella storica città, hanno costruito opere artistiche-architettoniche che hanno arricchito il fascino del sito. Un autentico corollario che sono l’apoteosi perfetta di una gita fuori porta.

Bracciano
Castello Orsini-Odescalchi

Il castello è suddiviso in due corpi. Il più antico risale al XII sec. E fa parte del nucleo originale. Il secondo, che risale al 1400, è più accogliente. Entrambe si collegano tramite un edificio centrale e poi da cortili che permettono di far comunicare la zona a ridosso del lago con la parte più recente (Alto-medievale).

Un dettaglio di non poco conto è rappresentato dal colore delle mura. Questi indica che l’edificio è stato costruito con rocce vulcaniche, infatti, i 5 torrioni e il resto della costruzione, sono edificati a grandi blocchi squadrati di lava basaltica. La tonalità grigio scuro, quasi nerastra del complesso ne è la prova definitiva.

All’interno del castello, che conserva ancora la sua minuzia di dettagli e di finezza, troviamo collezioni di mobili, raccolte di vasi e statuette del periodo etrusco. Armi antiche e splendidi affreschi datati intorno al 1400.

La storia

1419 – Bracciano e castello passano nelle mani del Nobile Casato di Orsini. La concessione fu data da papa Martino V. Il tributo annuo, fu piuttosto simbolico consisteva, infatti, in un avvoltoio. Gli Orsini, che erano una delle grandi dinastie Romane che dividevano lo Stato della chiesa con Roma Capitale, si garantiva con Bracciano, il controllo della via Cassia che era il principale collegamento Roma-Umbria-Toscana e che, abilmente, sottrasse ai rivali Colonna (altra potente famiglia di Roma) con cui erano in perenne contrasto; e che spesso avevano rischiato di trasformare Roma stessa in un caos di disordini e faide interne.

A seguito dell’acquisizione di Bracciano, Napoleone Orsini, decise di rinnovare il complesso ampliandolo e plasmandolo come abitabile, ma soprattutto rinforzandolo al fine di renderlo meglio difendibile.

L’opera, tuttavia, fu completata dal figlio Gentile Virginio, cognato di Lorenzo il Magnifico che, per lavorarvi, chiamò Francesco di Giorgio Martini, famoso in tutta la penisola per le sue opere architettoniche belliche.

La struttura storica di Bracciano, diventa signorile, una reggia imponente e originale al pari delle grandi corti dell’Italia centrale.

Purtroppo, con l’arrivo in Italia di Carlo VIII – re di Francia – (1494), l’opera s’interrompe all’improvviso perché il Re – che rivendicava agli aragonesi il trono di Napoli – irrompe con le sue truppe costringendo Orsini a essere il gonfaloniere del Papa (alleato aragonese) nonché capitano dell’esercito napoletano. Tristemente, per paura di una ritorsione da parte di Carlo VIII, Gentile Virginio tradì gli alleati e, fu poi incarcerato e poi avvelenato a Napoli.

Il tour

Immersi in un’atmosfera romantica e stregata, attorno al castello si snodano le peculiari vie del borgo.

Dalle diramazioni ricche di storia, si flettono le strutture più importanti e diversi edifici religiosi come il duomo di Santo Stefano del XIII secolo circa; o la chiesa di Santa Maria Novella del 1436, dov’è custodito il museo civico di Bracciano. E ancora viuzze dove dedali in pietra vulcanica e abitazioni, rendono questo comune italiano, uno dei posti  più affascinanti della Tuscia Romana.

Anguillara

Punto panoramico d’eccezione è il Belvedere della Sentinella che in passato era un bastione difensivo, mentre oggi è una magnifica Terrazza sul lago e sui Colli.

Visitando Bracciano non si può non citare Trevignano Romano e Anguillara Sabazia, piccoli ma affascinanti centri, carichi di dettagli suggestivi; con loro Monterano, una misteriosa città abbandonata, le cui rovine sono attrazione perpetua per i turisti. Osservando i paesi lacustri, si ha la possibilità di optare per una navigazione in battello sul lago nei mesi estivi.

Se invece amate il trekking o siete appassionati di mountain bike ed escursioni, all’interno del parco naturale regionale di Bracciano-Martignano ci sono numerose possibilità d’itinerari fra la natura.

Ettari ed ettari di territorio vulcanico che sfociano nella vegetazione e permettono di immergersi nel silenzio, avventurarsi in percorsi a ridosso lago circolare, che in bici da la possibilità di raggiungere le ciclovie ben segnate, come quella dei Laghi che comprende: Bracciano, Monti Sabatini, lago Martignano e scorci di campagna laziale.

Anguillara – Bracciano

Gastronomia e oltre

Non meno importante la cucina e la gastronomia del posto che – come tradizione fedele vuole- raggiunge il culmine nella ricchezza dei prodotti tipici del Lazio.

Vera aspirazione per gli amanti della buona cucina e apprendisti cuochi, ricette tipiche di questo comune radicate e rivisitate; che si snodano in primi, secondi, dolci, insaccati, vini e formaggi, che hanno reso nota sia la località sia la regione stessa.

Dai bucatini all’amatriciana (che in origine annoverava gli spaghetti) e che sono originari della città di Amatrice – l’acquisito dalla cucina romanesca, ne ha modificato l’ingrediente base. Inizialmente era un pasto povero, dedicato ai pastori; guanciale, pecorino e spaghetti (oggi bucatini) che sono spesso accomunati alla famosa carbonara fatta – diversamente -con tuorli d’uovo, assolutamente pecorino romano piccante e pancetta rosolata.

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Tra i piatti più conosciuti del posto, come non citare i crostini alla ponticiana, che consistono nel friggere il pane tagliato a fette nel burro; ricoperto con mozzarella fresca, prosciutto crudo e funghi trifolati. Oppure i crostini con le alici ricavati dal pane in cassetta, dorati con metà olio e burro. A cui si aggiungono pomodori pelati, aglio, acciughe, cipolle, alici e pepe e sono una vera chicca.

In aggiunta si deve citare l’insalata dell’imperatore, che annovera pane a dadini, olio, aglio, crostini e uova; e ancora le penne al mascarpone oppure la polenta di farro al tartufo e come non citare la famosa trippa Romana.

Il culmine arriva con uno dei dolci più tipici della tradizione del luogo: i maritozzi! Un composto di pane morbidissimo, che quasi si scioglie in bocca, con pinoli, uva e scorzetta d’arancia candita che si arricchisce con la panna.

Bracciano

Una brioche che prende originariamente nome proprio dal fatto che erano serviti nei periodi matrimoniali. Ecco perché “maritozzi” (da matrimonio).

Se siete interessati a visitare e gustare Bracciano in ogni sua performance, potete consultare questo sito interamente dedicato alle sue meraviglie e organizzare il tour dei vostri sogni.

Itinerari Italiani da visitare:

Il Molise

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