Civitella del Tronto

Civitella del Tronto una fortezza ai confini del regno

Come una immensa nave che sembra voler speronare nell’aria la Montagna dei Fiori sorge, quasi aerea, Civitella del Tronto. Si trova su di una rupe rocciosa di travertino ed è sovrastata dalla fortezza, ultimo baluardo dei Borbone e del Regno delle Due Sicilie.

L’antica Beregra picena Civitella del Tronto

Questo bellissimo territorio è in una posizione privilegiata come altri piccoli centri in Abruzzo, come ad esempio rocca Calascio.  Ad ovest c’è la Montagna dei Fiori che fa parte della catena dei Monti della Laga e del Parco nazionale del Gran Sasso. Mentre a nord il territorio confina con Sant’Egidio alla Vibrata e con i comuni marchigiani di Folignano e Ascoli Piceno. Le prime testimonianze su Civitella del Tronto sono quelle dell’anno 1001 quando è citata come Tibitella in un atto notarile rogato nella città di Penne. Le origini però sono ben più antiche e affondano le radici in epoca Neolitica e Paleolitica. Infatti in località Ripe di Civitella e nelle grotte Sant’Angelo e Salomone hanno ritrovato reperti che appartengono a queste epoche. Inoltre in molti sostengono che il paese sorge sulla antica area della picena Beregra.

Una città in perennemente assedio

L’abitato attuale risale al IX-X secolo, costruito come città incastellata per sfuggire alle scorribande saracene, attorno alla fortezza si svolge la storia fin dal medioevo. Nel 1255 è attaccata dai vicini ascolani che tentano addirittura di smantellarla, a fermarli arriva il Papa Alessandro IV. Successivamente la città passa nelle mani di Alfonso d’Aragona che fortifica il castello prima della guerra contro i francesi. Il borgo di Civitella non ha pace ed è attaccato nuovamente dalle truppe Francesi nel 1798 e nel 1806. Infatti il baluardo fu difeso dal maggiore irlandese Matteo Wade che sostenne un assedio di quattro mesi contro le truppe napoleoniche, capitolando onorevolmente il 22 maggio 1806. Finito il dominio borbonico Civitella cade il 20 marzo 1861, tre giorni dopo la proclamazione del Regno d’Italia. Questo episodio la rende l’ultima roccaforte borbonica a piegarsi alla invasione piemontese.

Civitella del Tronto
Scorci di Civitella del Tronto: Porta Napoli, la Ruetta e le rovine del castello.

Un giro nel borgo

Porta Napoli è il solo accesso all’abitato, nonché l’unico ingresso urbano arrivato ai giorni nostri. Al di sopra della chiave campeggia lo stemma della cittadina che raffigura cinque torri merlate. Passeggiando si scopre subito che le stradine per salire verso la fortezza sono spesso piccole e ripide, quella più stretta è la Ruetta. Infatti consente il passaggio a una persona per volta come recita una targa all’imbocco della viuzza. Si continua passando davanti al monumento alla memoria dell’ufficiale irlandese Matteo Wade, che difese la città durante l’assedio del 1806. Non può mancare una visita alla chiesa di San Lorenzo Martire, trasformata in bastione per la difesa del borgo nell’assedio del 1557. Da ammirare anche le chiese di San Francesco del 1326, e quella di Santa Maria degli Angeli fondata tra il XV e XVI secolo. Insomma il viaggio per visitare questo borgo è ripagato dalla bellezza e dall’unicità dei posti.

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