Corredo Mortale: Elsie Rodgers

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Corredo Mortale

CORREDO MORTALE

ELSIE RODGERS

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«Si cerca una signorina di 37 anni, dai capelli neri e dall’aspetto esile, Mistress Elsie Rodgers»  accusata di triplice infanticidio. Questo, l’annuncio diramato da Scotland Yard a tutti gli uffici di polizia delle isole britanniche il 30 gennaio 1954.

Corredo Mortale: infanticidio a Scotland Yard

Le tre vittime sono ritrovate nel giro di due settimane: i piccoli sono stati strangolati con una calza di nylon e ritrovati già mummificati. La loro morte, risale rispettivamente:

  • il primo a due anni e non permette una precisa identificazione;
  • il secondo poco più di un anno, (di sesso maschile);
  • il terzo, (di sesso femminile) di quattro o cinque mesi.

Chiusi a chiave in tre differenti valigie; la donna ha abbandonato i cadaverini in tre negozi, con la promessa di tornare a riprenderseli. Ma poi, sono state portate dai commessi del negozio nella centrale di polizia.

Il 5 marzo del 1954 la giuria di Burton-on-Tront emette il verdetto su Elsie Rodgers, giudicata non colpevole dell’uccisione di due dei tre bambini, complice invece dell’assassinio del terzo. La donna ha ammesso di essersi recata in viaggio di nozze con uno dei cadaverini nella valigia che conteneva il corredo, dichiarando che due bambini erano suoi, il terzo le è affidato da un conoscente poco prima che si sposasse, nel 1947.

Questo terzo piccolo cadavere, non sapendo dove metterlo, la signora Rodgers se lo porta dietro, durante il viaggio di nozze.

L’imputata è discolpata spiegando che non sapeva che i due bambini fossero nati vivi. Venuti al mondo a due anni di distanza l’uno dall’altro, rispettivamente nel 1947 e nel 1950.

Alle “due parti”, era stato presente solo il marito della signora Rodgers – Bill Townsend – morto alcuni mesi or sono, portandosi nella tomba il segreto del triplice infanticidio.

Colpevole o innocente?

Secondo Elsie Rodgers è stato solo il marito a occuparsi di tutto. Lei ha sempre ignorato cosa fosse successo ai tre neonati, finché non li ha scoperti in un armadio, già mummificati.

Non sapendo cosa farsene agì come riportato in udienza, dichiarando «Me li sono trascinati dietro ovunque sono andata»; fino a quando decise di abbandonarli in tre negozi e in tre valigie.

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