Ed Gein

Ed Gein il serial killer che collezionava pelle umana

Che cosa hanno in comune Norman Bates di Psycho, Leatherface di Non Aprite Quella Porta e Buffalo Bill de Il Silenzio degli Innocenti? Sono tutti ispirati da una storia reale e agghiacciante, quella di Ed Gein, i cui omicidi hanno segnato l’immaginario collettivo in maniera indelebile. Ma cosa lo ha spinto a diventare un feroce serial killer? Quali sono i motivi che hanno portato la sua mente a concepire orrori inimmaginabili? Possiamo capirlo partendo dai suoi primi anni.

L’infanzia di Ed Gein ed il legame materno

Ed nasce a La Crosse County, Wisconsin il 27 agosto 1906. Già da bambino è costretto a fare i conti con le angherie e gli abusi sessuali del padre alcolista. L’uomo si trasferisce con la moglie e i due figli presso una fattoria a Plainfield, villaggio definito dai locali come il buco sporco dello stato. Emblematica figura centrale nella vita di Ed Gein è la madre Augusta, fanatica religiosa che infonde concetti estremisti nelle menti dei figli. A loro infatti insegna che tutte le donne, eccetto la madre, sono prostitute e strumenti del diavolo. Questa figura dominante spinge il giovane a maturare nei confronti materni un legame ambivalente. Infatti se da una parte il ragazzo la adora, ritenendola una figura mistica, dall’altra la detesta, provando forte odio verso di lei. Un sentimento che di li a poco sarebbe sfociato in pensieri malati, segnale di una mente disturbata.

La tragica perdita della famiglia e l’inizio della follia

Infatti durante la pubertà Ed, prova un orgasmo osservando i genitori che macellano un maiale. Tempo dopo, sorpreso dalla madre nell’atto di masturbarsi, è punito in modo orribile, la donna lo immerge nell’acqua bollente dopo averlo afferrato per i genitali. Fa inoltre promettere al giovane di mantenere la verginità a vita, spingendolo ad isolarsi dal resto del mondo. Dopo la morte del padre, che avviene nel 1940, e quella del fratello durante un incendio alla fattoria, Gein rimane orfano di madre. Allora comincia a frequentare i cimiteri e a riesumare i cadaveri sepolti di recente, specialmente quelli di donne che gli ricordano la madre. Li porta con se a casa, e così la fattoria diventa un terribile sepolcro, putrido e sporco, che riflettere lo stato mentale dell’uomo. Tuttavia i cadaveri non bastano più ed allora cominciano gli omicidi.

Ed Gein

Il macabro museo dei trofei

Non è chiaro esattamente quanti siano in totale gli omicidi commessi da Ed Gein: se ne ipotizzano dieci. Per certo dalle città del Wisconsin tra il 1947 e il 1957 scompaiono diverse donne fino all’epilogo che chiude tutta la storia. Il 16 novembre 1957, Bernice Worden, proprietaria di un negozio di ferramenta scompare e la polizia entrando nel suo negozio trova tracce sangue sul pavimento. Scoprono anche la prova che inchioderà per sempre il macellaio di Plainfield, ossia una ricevuta che dimostra che il suo ultimo cliente è stato Gein. Viene arrestato e interrogato dallo sceriffo, che nel frattempo organizza una perlustrazione nella fattoria. Trovano in un capannone il corpo nudo e decapitato di Bernice, appeso a testa in giù dal soffitto. Ma quello che scoprono nella casa è ancor più macabro, una lunghissima serie di resti umani accuratamente rimodellati e trasformati in oggetti d’arredamento.

I desideri malati di un serial killer

Vengono ritrovati in tutto: una colonna vertebrale adibita a lampada, una cintura ricavata da capezzoli umani, un cestino ed un tamburo in pelle umana. E per concludere una poltrona con braccia al posto dei braccioli, numerosi vasi contenenti nasi e vagine sotto spirito. Ma soprattutto gli abiti realizzati con cute di donna, infatti Ed spellava ogni cadavere e poi indossava le pelli, un modo per realizzare la fantasia di diventare sua madre. Coincidenza curiosa l’unica stanza in cui non è ritrovato alcun reperto lugubre è proprio quella di Augusta. Ed Gein viene condannato alla sedia elettrica, ma non sconta la pena perché la sua infermità mentale, lo fa finire in un ospedale psichiatrico. Muore il 26 luglio 1984, al Mendota Mental Health Institute del Wisconsin, solo e dimenticato, forse sognando di ricongiungersi finalmente con la madre.

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