Freddie Mercury

Freddie Mercury: un destino già scritto

13 luglio 1985. Lo stadio di Wembley è gremito in ogni ordine di posto. Più di 70.000 spettatori.
I Queen hanno scelto minuziosamente la scaletta. La ballata iniziale di Bohemian Rhapsody, Radio Ga-ga, Hammer To Fall, Crazy Little Thing Called Love, We Are The Champions, It’s The World We Created. Freddie si siede al pianoforte. Il fonico Trip Khalaf disattiva i limitatori del sound system per rendere l’esibizione più rumorosa, l’esibizione leggendaria fa entrare i Queen con Freddie Mercury di prepotenza nella storia della Musica.

Freddie Mercury a Sanremo il 4 febbraio 1984.

Freddie Mercury: Una rivoluzione musicale

Farroch Bulsara nasce il 5 settembre 1946 a Zanzibar (Tanzania), con un destino già scritto. Studia all’istituto d’arte Ealing, si laurea in arte e design. Per fortuna della storia della musica scoppia la rivoluzione e la sua famiglia sceglie di scappare! Destinazione Middlesex, alle porte di Londra. Dall”incontro con Brian May e Roger Taylor, nascono i Queen e già che c’è il cantante decide di cambiare il suo nome in Freddie Mercury.

Gli anni ’70

La rivoluzione dei Queen è musicale: pop, funk, disco. Fin dagli esordi i critici non riescono a classificare il tipo di musica incidono. È il 1975 lirica e rock si incontrano per generare il capolavoro assoluto dei Queen: A Night at the Opera. Il campo dei talenti di Freddie Mercury è sconfinato. A partire dalla voce, unica con tessiture da tenore leggero. Il cantante attribuisce la sue estensione vocale all’iperdontia di cui soffriva, nato con quattro incisivi oltre la norma. Per timore di modificare il timbro o l’estensione del suo canto, non volle mai correggere questo difetto. La sua inesauribile vena di cantautore è capace di spaziare in un’infinità di generi diversi tutti nella stessa canzone. Nascono così negli anni ’70: Bohemian Rhapsody, Somebody To Love, We Are The Champions/We Will Rock You, Love Of My Life.

Gli anni ’80

Gli anni ’80 portano per Freddie un notevolmente cambiamento di immagine. Taglia i capelli e fa crescere i baffi. Segue la moda “Castro clone” lanciata a San Francisco dalla comunità omosessuale dell’epoca. Questa trasformazione fu osteggiata da molti, che inviarono al cantante rasoi da barba usa e getta. Sono gli anni di Flash Gordon, Under Pressure, Radio Ga-ga. I Want To Breack Free.
Ma ogni storia ha le sue cadute. Dei primi tentativi da solista non rimane traccia nemmeno nelle classifiche. I Queen si ritrovano nell’agosto 1983 e registrano insieme The Works. Parte un Tour mondiale. L’errore che rischia di costargli la carriera è il tour a Sun City, in Sud Africa. Quando preferisce milioni di sterline al boicottaggio contro l’apartheid. Lui però è lapidario «non amo scrivere canzoni per il messaggio. Non sono John Lennon o Stevie Wonder. Scrivo canzoni che parlano di quello che sento. Amore ed Emozione».

Morte, la canzone che non canterà mai Freddie

Ad ogni album dei Queen segue un tour mondiale, così succede con la pubblicazione dell’album A Kind of Magic. Mentre non vi fu alcun tour dopo la pubblicazione di The Miracle nel 1989. Su volontà di Freddie, a suo dire stremato dal Magic Tour. Così il quartetto cominciò subito le registrazioni per un nuovo album in studio: Innuendo Nella primavera del 1987, Freddie Mercury scopre di aver contratto il virus dell’HIV. Notizia che rivelò ai membri del gruppo solo nel tardo novembre 1989, quando apprese che si era tramutato in AIDS. Durante una cena a Montreux, in Svizzera, sede dei Mountain Studios dei Queen. Qui si trasferisce per registrare le tracce vocali per Innuendo. Mother Love è l’ultima canzone che registra, tra il 13 e il 16 maggio 1991. Con il cantante costretto a incidere il brano da seduto per la debolezza causata dalla malattia.

L’inizio di una leggenda

A fine giugno, consapevole del suo stato terminale, dopo un comunicato stampa alle 18:48 del 24 novembre 1991, Freddie Mercury muore. All’età di 45 anni.
Tuttavia, c’è un mistero che riguarda le ceneri del cantante. Una volta cremato le sue ceneri vengono affidate a Mary Austen che le conservò nella sua camera da letto per circa due anni. Successivamente le sparse segretamente nel luogo scelto dal cantante, ad oggi ancora sconosciuto.

Statua di bronzo rappresentante Freddie Mercury
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