Jorit Agoch l’artista che ci racconta la storia

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Jorit Agoch

Senza ombra di dubbio è uno degli street artist più popolari del momento, i soggetti di Jorit Agoch sono attori, calciatori, cantanti, rivoluzionari. Ma soprattutto persone ordinarie che lottano ogni giorno per rivendicare i propri diritti. La sua ricerca artistica si concentra sul volto umano rappresentato realisticamente con dovizia di dettagli espressivi. Perché quanto più si va a fondo nei particolari e nello studio dell’aspetto visivo del mondo tanto più il modo di osservare il mondo cambia.

Conosciamo meglio Jorit Agoch

Nasce nel 1990 a Napoli da madre olandese e padre italiano, indirizzato all’arte frequenta l’Accademia di Belle Arti in città. Studia pittura e le sue creazioni sono un continuo divenire, infatti contemporaneamente realizza opere in strada nella periferia nord del capoluogo campano. A partire dal 2005 inizia dei frequenti viaggi in Africa, un continente che lo conquista con i suoi straordinari colori e le tradizioni. Lo influenzano a tal punto che in ognuno dei suoi ritratti, riporta due strisce rosse sul volto. Sono fregi tipici di alcune tribù africane che segnano il passaggio dalla giovinezza all’età adulta. Tutti i soggetti, di qualsiasi provenienza, genere, colore, ideologia, sono così segnati da un simbolo di umanità. Ma soprattutto rappresentano l’unità contro la singolarità e lo stesso Jorit Agoch sottolinea che:

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Sono la chiave di interpretazione di tutto ciò che faccio. Ormai è quella la mia firma simbolo di appartenenza ad una comunità”.

Alla conquista del mondo

Africa, Argentina, Bolivia, Palestina, Russia, sono alcune delle città dove il writer ha lasciato un segno del suo passaggio urbano. Per Jorit l’arte è il mezzo per comprendere la realtà e studiarla, perciò i suoi murales fanno crollare le gerarchie sociali del mondo contemporaneo. Maradona o Neruda oppure semplici abitanti dei posti che visita, sono raffigurati sui muri nelle città che visita. E li marchia, tramite il rito pittorico facendole entrare a suo dire nella Human Tribe, con lo scopo di raccontare solo l’essere umano. Certamente un invito ed un monito per tutti alla riflessione, soprattutto in un momento storico come quello che viviamo.