Nicola e Rita

Nicola e Rita un male immaginario

Sabato sera 18 marzo 1972, sembra un sabato italiano qualunque, ma non lo è per il cameriere Nicola Settimio di San Vito (CH) e Rita Delli Compagni di Ortona (CH).

Il male immaginario che lo affligge lo divora e decide di farla finita. Trascinando con lui la sua ragazza.


Un giorno qualunque per Nicola e Rita

È stata recapitata una lettera chiusa presso il comando dei carabinieri di Ortona. Dentro la busta una cartina, una specie di mappa: con disegnate alcune strade e in un punto una croce. Accanto la scritta:

«Qui trovate i corpi di Nicola e Rita».

Nicola poco prima di mezzogiorno chiede in prestito al fratello una 500 scassata. E come ogni giorno raggiunge la camiceria dove la sua fidanzata Rita Delli Compagni di Ortona lavora. Come regolarmente fa da quando sono fidanzati. Aspetta la ragazza che esce per l’intervallo di mezzogiorno. C’è un prato davanti alla fabbrica dove si siedono sempre a fare uno spuntino. A parlare delle loro vite, del futuro. Quando suona la sirena dello stabilimento, Rita torna a lavoro e Nicola si dirige verso casa. Lascia una lettera per i suoi genitori e prende il fucile da caccia, calibro 12, del padre.

Due destini che si uniscono

Eugenio, padre del ragazzo, Verso alle 15:00 ritrova la lettera del figlio. Preso dallo sgomento allerta subito i carabinieri della sua città, San Vito Chietino. Vengono allertati anche i colleghi di Ortona per rintracciare.
Intanto Nicola attende davanti alla camiceria, la ragazza esce, gli sorride e sale a bordo. Si dirigono insieme verso il loro destino, sulla provinciale per Caldari. Ad un ragazzo addetto ad un distributore di benzina Nicola consegna una lettera indirizzata ai carabinieri di Ortona: «la devi consegnare non prima delle 20,30 di questa sera» dice dando una mancia al giovane.

Un’eco nella nottE

I carabinieri che già hanno iniziato le ricerche dei due giovani su sollecitazione dei genitori, sono accorsi con una gazzella verso il punto indicato nella mappa. Sotto il viadotto di Contrada Gagliarda. Poco prima di arrivare sentono chiaramente, nella notte, l’eco di due fucilate. La ragazza, Rita Delli Compagni, aveva sul petto un foglio di carta con un messaggio per i suoi genitori: «Perdonatemi ma ho dovuto seguirlo, non potevo lasciarlo solo». Il giovane cameriere è convinto di essere affetto da un male incurabile ma in realtà è affetto da esaurimento nervoso. Nel portafogli del ragazzo c’è una lettera «non voglio continuare a vivere senza di te, devo seguirti fino in fondo, qualunque cosa tu faccia». E questo amore amaro li porta a finire in una notte sola.

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