Occhio Malocchio

Occhio Malocchio, così ne parla il folklore

Occhio Malocchio a cura di Mirko Di Leonardo.


Certe cose bisogna ammetterle: il mondo della magia, dai riti sciamanici ai poteri occulti, attrae anche gli scettici ad oltranza. Allora perché non dare un vademecum a chiunque voglia sapere come funzionano certe cose, oppure difendersi da esse.

I limoni trafitti da spilli. Servono per fare tre tipi di fatture: obbligare qualcuno a dare lavoro al mandante della fattura e servono 33 spilli, per inviare malattie servono 66 aculei, a morte con limone tagliato in due e 7 spilli per ogni spicchio. Il frutto è battezzato con il nome della vittima e sepolto in luogo inaccessibile dopo essere stato legato con fettucce.

Occhio Malocchio

Ancora fettucce e ancora spilli per annodare e trafiggere fotografie: i lacci rossi significano dolore, quelli neri morte. Fecondità, ricchezza, bellezza, potere, amore: sono questi i principali doni della vita contro cui si scatenano i «riti» d’una magia indirizzata al male e mossa da odio ed invidia.

I pupazzi con un chiodino all’altezza del cuore: nella simbologia significa una maledizione per danneggiare il feto di donne in gravidanza. E, analogo, il bambolotto imprigionato in una rete di spago da nascondere in casa del malcapitato che si vuole colpire impedisce la maternità. Dello stesso tipo la fattura realizzata in plastilina con vaghe forme antropomorfiche.

Il rituale per l’orazione di questi oggetti, a volte, ricalca simbologie cristiane: per inviare a qualcuno le sofferenze della passione, una fattucchiera può sistemare nell’abitazione un pezzo d’olivo su cui, con tre chiodi, è crocifisso un lembo di stoffa nera con alcuni capelli strappati al destinatario. E c’è l’esempio di una maledizione agricola: rapanelli disseccati in acido e intrisi nel sangue d’un gallo nero. Sepolti in un campo dovrebbero impedirne la rigogliosità.

Questione di amuleti …

Per difendersi serve ben altro. I latini lo chiamavano amuleto e lo consideravano una tutela passiva contro le influenze. Lo si porta appeso al collo o al polso, o si nasconde negli abiti. Il talismano, al contrario, rappresenta la magia attiva e sempre benefica in molti campi. Mentre l’amuleto utilizza sostanze naturali (erbe, polveri) e lascia agire la virtù che gli è propria, il talismano deriva da una speculazione dell’intelletto e da una preparazione esoterica; è volontariamente diretto verso un obiettivo definito e dunque non è attivo che in tal senso. La confezione di un vero talismano richiede conoscenza delle analogie e delle loro corrispondenze occulte.

Un vero strumento d’azione è, invece, il pentacolo: in queste parole, la radice indica che la sua essenza è universale, che è basato sul macrocosmo. Il pettorale che si trova sulle mummie egiziane e che portavano i grandi Sacerdoti di Israele, è proprio un pentacolo la cui descrizione minuziosa, nella Bibbia, ci fa supporre l’importanza di ogni particolare. I tcraphim citati nelle Sacre Scritture erano insieme pentacoli di divinazione e protezione magica.

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