Strage di Ustica

Strage di Ustica: mille ipotesi dopo 40 anni

Il 27 giugno del 1980, alle ore 20.08, un DC-9 della Itavia decolla dall’aeroporto di Bologna diretto a Palermo. Alle ore 20.59, tra Ponza e Ustica, l’aereo scompare dai radar assieme alla vita di 81 persone. Questo tragico evento è ricordato oggi come la strage di Ustica.

Le supposizioni della strage di Ustica

Aleggia un vero alone di mistero attorno alla strage di Ustica, le piste seguite negli anni sono diverse. Dalla pista francese a quella americana, passando per l’attentato terroristico. Sebbene le cause dell’incidente sono ancora incerte le ipotesi prodotte sono discordanti e molte le verità ufficiali smentite dagli addetti ai lavori. Ustica si aggiunge a quei casi ancora irrisolti che tormentano giorno e notte la travagliata storia della Repubblica Italiana. Dopo 40 anni è ormai certo che non fu un attentato terroristico, infatti le perizie successive dimostrano che le fusoliere e finestrini dell’aereo erano integri. Di conseguenza è improbabile che dentro l’aereo è scoppiata una bomba. Ciò nonostante le autorità insistono su ipotesi che escludono a priori la loro responsabilità nel caso. Con queste intenzioni hanno condotto un’indagine parallela con la volontà di insabbiare tutti gli elementi riconducibili a loro.

Vittime collaterali

Verosimilmente a questa volontà di occultare la verità si collegano strani incidenti accaduti a coloro che, direttamente o indirettamente, hanno partecipato a questo incidente. Infatti alcuni ufficiali del DC-9 persero la vita dopo aver condiviso con i familiari l’angoscia che qualcosa potesse accadere loro. È forse il caso dell’incidente avvenuto il 28 agosto 1988 a Ramstein, in Gemania? Qui difatti perdono la vita tre militari e 67 civili, proprio mentre assistono alla esibizione delle Frecce Tricolori. I militari sono: il tenente colonnello Mario Naldini, il parigrado Ivo Nutarelli e il capitano Giorgio Alessio. E il mistero diventa più fitto se si aggiunge che chi indaga sulla strage viene cacciato dall’Aeronautica, è il caso di Marco Ciancarella.

La misteriosa chiamata a Telefono Giallo

Un mistero quello di Ustica che intreccia bugie di stato e strane congetture come quella che sostiene nel 2007 Cossiga. L’ex capo di Stato attribuisce l’incidente ad un missile lanciato da un aereo militare francese il quale crede che a bordo ci sia Gheddafi. Resta quella misteriosa telefonata di un militare alla nota trasmissione Telefono Giallo, datata 6 maggio 1988. Il militare riferisce di uno scontro ravvicinato sui cieli di Ustica tra due F-14 francesi o americani e un Mig libico. In effetti sulla Sila, meno di un mese dopo la strage di Ustica, è ritrovata la carcassa di un Mig libico. Forse lo stesso di cui parla l’ex aviere a Telefono Giallo? Quel che resta oggi di quell’aereo distrutto è esposto nel Museo per la Memoria di Ustica e fa parte della Galleria d’Arte Moderna di Bologna. Si commemora così le vittime di un caso fumoso e ancora irrisolto.

Strage di Ustica

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