Ted Bundy

Ted Bundy storia di un assassino gentiluomo

Negli anni ’70 gli Stati Uniti affrontano un’ondata di criminalità che si traduce in uno spaventoso incremento di omicidi e violenze sessuali. In questo malsano habitat trova terreno fertile Ted Bundy, probabilmente uno dei serial killer più terribili ed efferati mai esistiti. Un gelido mostro senza cuore capace di rapire, uccidere, decapitare e seviziare decine di giovani donne indifese. Ma cosa può trasformare un essere umano all’apparenza comune in uno spietato orco? Cerchiamo di capirlo insieme ripercorrendo la storia di questo uomo affascinante e dagli atteggiamento garbati.

L’infanzia di Ted Bundy

Bundy nasce il 24 novembre del 1946 a Burlington, nel Vermont, dove i suoi nonni lo crescono come loro figlio. In realtà vogliono nascondere la gravidanza indesiderata della figlia Eleanor Louise Cowell. Infatti per tutta la sua infanzia fanno credere al ragazzo che la madre è sua sorella. Tra le pareti di casa la violenza è all’ordine del giorno, il nonno picchia regolarmente sia Ted che sua madre. Finché l’esasperazione li porta a fuggire per vivere con i cugini a Tacoma, Washington. Dopo il diploma nel 1969 scopre che la sorella è in realtà la madre. L’evento cambia per sempre le sorti dell’uomo che è pronto a liberare una terribile perversione latente. Ted Bundy si laurea in psicologia e inizia a interessarsi di politica e di legge. Talentuoso e carismatico ha ora trovato il suo posto nel mondo, ma dietro quel sorriso c’è qualcosa di inquieto pronto ad esplodere.

I primi omicidi

L’orrore si manifesta nel 1974, quando giovanissime donne belle e intraprendenti iniziano a sparire tra lo stato di Washington e l’Oregon. La prima è Karen Sparks studentessa di 18 anni assalita nel suo appartamento brutalmente a colpi di spranga con la quale viene anche violentata. Non muore ma finisce in un coma di 10 giorni e con disabilità permanenti. Dopo di lei è il turno di Donna Gail Manson, una studentessa diciannovenne di Olympia, Washington. E poi ancora, poco tempo dopo Susan Elaine Rancourt. I rapimenti si susseguono a ritmi serrati tra i due stati americani ed altre due ragazze scompaiono nel nulla. Nell’agosto del 1974 Ted Bundy si trasferisce a Salt Lake City per frequentare la facoltà di legge e si fidanza con Liz Kloepfer. Spariscono altre ragazze ma questa volta vengono ritrovati anche i corpi, uccise e seviziate, a volte anche dopo morte.

Ted Bundy

Una furia inarrestabile

La tecnica che usa è ormai ben collaudata, avvicina le donne mentre indossa un gesso, chiede loro aiuto, e poi scatena la sua gelida malvagità. Nei cinque mesi successivi, Bundy uccide cinque studentesse universitarie nel nord-ovest del Pacifico. Selvaggio e fuori controllo l’8 novembre del 1974 tenta di rapire Carol DaRonch. Ma lo fa in pieno giorno, però la ragazza lottando con tutte le sue forze riesce a scappare, viene denunciato ma le prove non bastano. Quindi le accuse cadono, sentendosi inattaccabile inaugura un nuovo territorio di caccia, il Colorado, qui uccide Caryn Eileen Campbell e Julie Cunningham. Tuttavia il suo arresto è solo questione di tempo perché il 2 ottobre del 1975 lo fermano per il rapimento di Carol DaRonch. Trasferito nel carcere di Aspen cerca di evadere in diverse occasioni e nella seconda, il 30 dicembre del 1977, ci sono risvolti mortali.

L’ultima strage e la condanna

La notte del 15 gennaio del 1978 si introduce nel dormitorio della Chi Omega, una confraternita femminile. Armato di un ramo di quercia, uccide e sevizia due ragazze e ne riduce in fin di vita altre due, violentandole e picchiandole selvaggiamente. Poi qualche ora più tardi aggredisce un’altra giovane, lasciandola menomata per sempre. La scia di sangue termina con l’arresto nel giugno del 1978, il processo è lungo e Bundy decide di difendersi con una audace arringa solitaria. Ciononostante la pena è inevitabile ed infine il 24 gennaio del 1989 è eseguita la condanna a morte. Alle 7:16 del mattino la sedia elettrica della prigione di Raiford pone fine alla sua esistenza. Talmente clamorosa da aver ispirato il personaggio di Bufalo Bill nel film Il Silenzio degli innocenti. Perfino l’auto con cui rapiva le vittime è finita nel museo del crimine di Washington D.C..

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