Zodiac killer

Zodiac killer e la verità dietro la finzione

L’incubo che ossessiona da anni senza trovare alcuna soluzione ha un solo nome: Zodiac killer. L’assassino che dal 1968 al 1969 ha disseminato panico nella California del nord uccidendo e rivendicando omicidi mai confermati. A fare il punto della situazione ci hanno provato i libri scritti da Robert Graysmith studiando i rapporti della polizia. Ed infine un film diretto da David Fincher nel 2007 in cui James Vanderbilt ha basato la sceneggiatura.

Il profilo di Zodiac Killer

Narcisista e auto referenziale sceglie da solo il suo nome d’arte nelle lettere di sfida inviate alla stampa datate fino al 1974. Queste ultime contenevano quattro crittogrammi o messaggi cifrati, tre dei quali rimangono tuttavia ancora senza soluzione. Nelle missive confessa di avere ucciso almeno 37 persone, ma gli inquirenti sono sicuri soltanto su 7 vittime, due delle quali sono sopravvissute. Una cosa è certa, Zodiac killer predilige le armi da fuoco e i coltelli nei suoi omicidi. David Faraday e Betty Lou Jensen vengono sorpresi nel buio della notte sulla Lake Herman Road, Benicia, California, il 20 dicembre 1968. L’anno successivo la stessa pistola canta la morte per Michael Renault Mageau e Darlene Elizabeth Ferrin. Fulminati nel parcheggio del Blue Rock Springs Golf Course, nella periferia di Vallejo, California. Darlene è dichiarata morta all’arrivo al Kaiser Foundation Hospital, mentre Michael sopravvive.

Le lettere

Il 1969 è un anno di sangue per la California perché l’assassino vestito da boia attacca Bryan Calvin Hartnell e Cecelia Ann Shepard. Cadono sotto una pioggia di pugnalate il 27 settembre in quella che oggi è chiamata la Zodiac Island sul Lago Berryessa nella contea di Napa. Hartnell sopravvive a 6 pugnalate alla schiena, mentre Shepard muore due giorni dopo l’aggressione. Paul Lee Stine è l’ultima vittima accertata, ucciso con arma da fuoco l’11 ottobre nel quartiere di Presidio Heights, San Francisco. Il 1 agosto del 1969, tre lettere quasi identiche firmate arrivano ai tre quotidiani: Vallejo Times-Herald, San Francisco Chronicle, San Francisco Examiner. In queste il Killer dello Zodiaco rivendicava la responsabilità degli omicidi e inoltre include su ciascuna un terzo di un crittogramma. Quindi per un totale di 408 caratteri, 24 righe e 17 colonne, che a suo dire nascondono la sua identità.

Zodiac killer

Una richiesta particolare

Le esigenze dell’omicida sono molto specifiche, chiede la pubblicazione di quello che ha scritto sulla prima pagina dei quotidiani che ha contattato. In caso contrario avrebbe passato il fine settimana ad uccidere dozzine di persone, per fortuna queste minacce non hanno luogo. Infatti tutte e tre le parti del crittogramma sono pubblicate ed il 4 agosto 1969 un’altra lettera è recapitata al San Francisco Examiner. La lettera è una risposta alla richiesta del commissario Stiltz di Vallejo di fornire ulteriori dettagli sugli omicidi per provare di essere realmente il killer. L’8 agosto 1969 due lettori del quotidiano risolvono il crittogramma, che non contiene il nome di Zodiac. Il messaggio è terrificante:

RINASCERÒ IN PARADISO E TUTTI QUELLI CHE AVRÒ UCCISO DIVENTERANNO MIEI SCHIAVI NON VI DARÒ IL MIO NOME PERCHÉ CERCHERESTE DI RALLENTARE O FERMARE LA MIA COLLEZIONE DI SCHIAVI PER LA MIA SECONDA VITA”!

Nuova identità in Italia

Un’inchiesta della rivista Tempi, sostiene che Zodiac e il Mostro di Firenze sono la stessa persona, ovvero nel 1974 Zodiac si è trasferito in Italia. Un ex militare americano in Italia ha confessato durante un’intervista di essere Zodiac e anche il mostro di Firenze. Il principale sospettato si fa chiamare con lo pseudonimo Ulisse, citato anche da Mario Vanni in una intercettazione del 2003. È un americano che risponde al nome di Joe Bevilacqua, già supertestimone all’accusa nel primo processo a Pietro Pacciani. Infatti sembra che il suo nome è uscito dopo la risoluzione di alcuni messaggi cifrati e indovinelli. Date e luoghi coincidono tragicamente sia per i delitti in California sia per quelli in Italia. Inoltre Ulisse tira in ballo altre persone di cui non fa i nomi creando uno scenario oscuro e terrificante. Soprattutto irrisolto come ad esempio il caso del Mostro di Modena.

 

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