Corridoi turistici

Corridoi turistici: l’Italia rischia l’isolamento

Germania ed Austria chiudono al turismo da e per le nostre frontiere, considerando il nostro bel paese terra di contagio. Tuttavia non c’è la possibilità di creare accordi bilaterali che possono eventualmente creare corridoi turistici privilegiati. Un’ingiustizia che non può essere tollerata, soprattutto in un momento dove la coesione è elemento essenziale per la ripresa.

La strategia dei corridoi turistici

Stretti protocolli di igiene e sicurezza all’interno delle strutture turistiche, corridoi sicuri per i viaggiatori, passaporti sanitari e test obbligatori. Sono queste le novità previste dalle principali compagnie europee dell’Italia nel settore turistico in vista dell’inizio della stagione balneare all’epoca del coronavirus. Tra Austria, Francia, Svizzera e Germania, le frontiere sono riaperte dal 15 giugno anche se ci sarà possibilità di viaggio già da sabato. Tuttavia L’Italia è tagliata fuori perché esclusa da Germania e Austria in quanto considerata ancora territorio di contagio Covid-19. Eppure la faticosa risalita dopo il crollo è assolutamente da sostenere, su queste basi i corridoi turistici sono accordi bilaterali cioè la distruzione del mercato. Eppure l’Italia è storicamente il Paese più frequentato dai vacanzieri tedeschi, circa 12,2 milioni, sulla lista nera c’è anche la Spagna, che richiama molto turismo.

Alternative di viaggio

L’Austria in vista dell’estate per soggiornare al mare sceglie come alternativa all’Italia anche con le vicine Ungheria, Slovacchia, Repubblica Ceca e soprattutto Slovenia. Anche la Germania è pronta ad aprire lo storico corridoio con la Danimarca ma attende il via libera da Copenhagen. Nel frattempo è già pronto un accordo con Lussemburgo e Francia, e nei Laender tedeschi è proposta la Croazia come meta alternativa. Le offerte turistiche tra Germania e Spagna sono in trattativa, soprattutto per le isole di Maiorca, Minorca e Ibiza molto meno colpite. Infatti la compagnia Lufthansa riprende i collegamenti con Maiorca da giugno e anche altri tour operator vorrebbero includere le Baleari nelle offerte estiva. Dalla Germania i voli saranno riattivati su Atene da giovedì, da fine mese su Creta. La Grecia fa accordi anche con Paesi che hanno avuto pochi casi di coronavirus, quali Austria, Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Norvegia, Cipro.

Le decisioni dell’Unione Europea

Nel contesto dei confini, la situazione del Brennero tra Tirolo e Alto Adige è ancora da pianificare bene. La Provincia di Bolzano fa pressione su Roma per poter riattivare, oltre che per motivi di studio, lavoro e salute. Se Vienna e Roma riusciranno ad accordarsi – compito che spetta ai ministeri degli Affari esteri – nell’apertura transfrontaliera rientrerebbe anche il Trentino. Un corridoio turistico senza quarantene potrebbe essere attuato tra Francia e Regno Unito. Da domani non ci saranno più controlli tra la Repubbliche Baltiche, ovvero si potrà viaggiare liberamente tra Estonia, Lettonia e Lituania. In conclusione quello che potrebbe capitare nel nostro Paese è davvero preoccupante visto che molti Stati si muovono in autonomia. In questo panorama che traballa L’Unione Europea vuole che gli spostamenti devono essere scelti in modo non discriminatorio, ma il rischio tuttavia resta.

 

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