Etichetta obbligatoria per i salumi

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Etichetta obbligatoria per i salumi
Etichetta obbligatoria per i salumi

ROMA – Etichetta obbligatoria per i salumi. Proprio così. È entrato in vigore l’obbligo di specificare in etichetta l’indicazione di provenienza su salami, mortadella, prosciutti e culatello per sostenere il vero Made in Italy e smascherare l’inganno della carne straniera spacciata per italiana. Soddisfatto il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini. D’altronde questa associazione insiste da anni su tali tematiche, ritenendole – a ragione – molto importanti. Senza dubbio. 

Intanto è scaduto il termine di 60 giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del Decreto interministeriale che riguarda il nuovo sistema di etichettatura per le carni suine trasformate. Un appuntamento atteso dall’82% degli italiani che, con l’emergenza Covid, secondo un’indagine Coldiretti/Ixe’, vogliono portare in tavola prodotti Made in Italy per sostenere l’economia e il lavoro del territorio. Esattamente.

Etichetta obbligatoria per i salumi

Uno degli orgogli italiani, per quanto riguarda i salumi, è sicuramente la ventricina del Vastese. Una delizia che si produce in Abruzzo, per la precisione nella provincia di Chieti. L’assessore regionale all’Agricoltura, Mauro Febbo, annuncio’ che c’era il via libera di Bruxelles all’iter di riconoscimento del marchio di qualita’ per la ventricina. Era il 2013. “Si tratta di un riconoscimento ampiamente meritato per uno dei nostri prodotti piu’ originali, copiato da diverse aziende nazionali. E’ giusto riappropriarci di quella fetta di mercato, offrendo un originale doc, con una tradizione centenaria, inimitabile”, dichiarò all’epoca Febbo.

Tornando all’etichetta obbligatoria per i salumi, Coldiretti ricorda che la nuova norma consente di fare chiarezza in una situazione difficile. Una situazione in cui 1 prodotto alimentare su 4 sugli scaffali richiama all’italianità senza però avere spesso un legame con la produzione agricola nazionale, dalle coltivazioni agli allevamenti. Eh già. Si pensi, ad esempio, al parmesan. L’obbligo è scattato ad una settimana dalla pubblicazione del decreto che per la prima volta stanzia un bonus salva Made in Italy a favore della ristorazione colpita dall’emergenza. Si agevola l’acquisto di prodotti alimentari italiani per un importo complessivo di 600 milioni di euro.

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