Grafica e arte

Grafica e arte: Eni e la nascita del cane a sei zampe

Il simbolo del cane a sei zampe dell’Ente Nazionale Idrocarburi è probabilmente uno dei loghi più noti in tutto il mondo. È una sintesi di grafica e arte che rappresenta l’eccellenza del made in Italy affiancato ad una azienda testimone della ripresa economica del dopoguerra. Lo vediamo continuamente durante le nostre soste in autostrade oppure mentre ci fermiamo a fare benzina. Ma come e quando nasce questo marchio vincente? La sua storia comincia nel 1952 quando l’allora presidente della Eni Enrico Mattei, intuendo il valore della pubblicità come strumento di marketing, lancia un concorso. Il cui scopo è quello di creare un logo per ciascuno dei due prodotti di punta dell’azienda, cioè Supercortemaggiore e Agipgas.

Il fortunato concorso di grafica e arte di Eni

Il bando, organizzato con il giornale Domus, si rivela un evento strepitoso con un altissimo montepremi, ben 10 milioni di lire. In giuria ci sono i più grandi nomi della storia dell’arte contemporanea: Mario Sironi, Mino Maccari, Gio Ponti. Ad ogni partecipante è chiesto un disegno in grado di colpire l’immaginazione del cliente e riferirsi al mondo dei motori. Rendere il prodotto riconoscibile e familiare, comparire nei giornali, sui cartelloni stradali e al cinema. Ma soprattutto lo stile deve corrispondere perfettamente alla identità aziendale. Ossia commercio di carburante ricco di richiami ai linguaggi artistici italiani e dell’Africa, un paese in cui l’Eni si sta espandendo. Al concorso di grafica e arte vengono presentati oltre 4000 bozzetti ed infine dopo 14 sedute la giuria stabilisce un verdetto all’unanimità. Il cane a sei zampe ottiene il primo premio come cartellone pubblicitario.

Grafica e arte

La contesa sul creatore del disegno

Complice della scelta fu probabilmente l’esposizione dei bozzetti, organizzata dopo il concorso presso la Galleria dell’Annunciata di Milano. Una mostra fortemente voluta dallo stesso Mattei per studiare le reazioni e le preferenze del pubblico. Sull’attribuzione del disegno negli anni comincia una vera e propria leggenda. Da alcuni verbali questo bozzetto dal nome 3×3 risulta essere di Giuseppe Guzzi che tuttavia si limita solo a rifinirlo. Allora chi è l’ideatore del cane a sei zampe? Vennero fatti diversi nomi, tra cui quello di Leo Longanesi, in seguito si scopre che il vero autore è lo scultore e pittore Luigi Broggini. Ciononostante alcune lettere ritrovate di Fortunato Depero, raccontano che questa cosa era già allora nota, almeno tra gli addetti ai lavori. Con le prime campagne pubblicitarie dal tratto fortemente grafico e artistico il logo conquista grande popolarità.

Cosa rappresenta il cane a a sei zampe

Ma qual è il segreto che ha reso questa figura così nota? Probabilmente l’artista ha saputo concentrare in un solo disegno grafica, stile, arte e comunicazione. Il risultato è una immagine che esprime forza, energia e ottimismo, i valori dell’Italia che sta vivendo il suo miracolo economico. Le sei zampe dell’animale fantastico, un cane incrociato con un drago, sono la somma di quattro ruote dell’auto più le due gambe del guidatore. Tra le curiosità c’è quella legata alla testa dell’animale che nel bozzetto originale era rivolta in avanti e la fiamma nella stessa direzione. Solo in seguito giudicando troppo aggressiva la figura è stata corretta girando la testa all’indietro e rendendola innaturale e più familiare. Nasce così il cane a sei zampe che, da quel lontano 1952, inizia la sua lunga corsa sulle strade e nelle case degli italiani.

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