Il caso di Epoch Time

Il caso di Epoch Time: dall’informazione all’opinione

Quando l’informazione americana diventa solo un’opinione politica anti-Cina. È il caso di Epoch Time, un giornale che niente ha a che fare con il concetto di giornalismo oggettivo; quello che dovrebbe sempre mettere davanti a tutto i fatti, non le opinioni personali. Questo giornale a dir poco politicizzato non fa altro che utilizzare ogni fatto per distorcerlo e farne un’opinione personale, tra l’altro anche parecchio opinabile.

È chiaro che la testata è pro-Trump e contro la Cina. Di conseguenza, ad ogni azione cinese, questo giornale crea fake news ad hoc, proprio per dare una falsa versione dei fatti a chi lo legge. Purtroppo, se un lettore non è attento e curioso e si affida solo a questi articoli, non può avere una concezione oggettiva e reale di ciò che accade nel mondo.

Quando si è di parte, non si può fare un serio giornalismo. Quando si è per una parte politica e la politica la si usa anche per scrivere, non è giornalismo. Il giornalismo è un’altra cosa. Accertare i fatti, riferirli, fornire informazioni di servizio per migliorare la propria vita nella qualità e nello stile.

In questo caso parliamo solo di uno strumento politico utilizzato partendo dall’America contro la Cina e le sue leggi. Animato dal Falun Gong, corrente spirituale buddista illegale in Cina, utilizza degli ideali di estrema destra, notizie false e tendenziose e l’aggressività come unica via di comunicazione.

Il caso di Epoch Time: dalla Cina agli USA

Nonostante le smentite da parte del giornale, è noto che quello che oggi è un enorme gruppo editoriale della disinformazione è stato fondato; all’alba del nuovo secolo, in un seminterrato della Georgia dall’allora studente ventenne John Tang, conosciuto per la sua stretta militanza nel Falun Gong, allora movimento spirituale nuovo. Fondato in Cina da Li Hongzhi nei primi anni Novanta che in poco tempo aveva trovato, nella grande comunità cinese presente in Americana, decine di migliaia di adepti in tutti gli Stati Uniti.

Tang e gli altri fondatori dell’Epoch Times, che da subito si associarono a lui, spiegarono come il giornale fosse nato per rispondere alla pesante censura cui il Falun Gong era soggetto in Cina e per diffondere nel mondo i principi, ad oggi segreti e misteriosi, del gruppo religioso.

Nel maggio del 2000 il giornale, inizialmente solo in cinese, fece la sua comparsa nei chioschi di New York City e negli appositi contenitori gialli agli angoli delle strade di Manhattan. Tre mesi dopo partiva anche il sito web. A fine 2003 arrivò la sua prima edizione in inglese, e poi arrivò anche l’edizione cartacea a New York nel 2004.

Fino a qualche anno fa era ancora un giornale anti-Cina a basso costo. Poi ha effettuato dei cambiamenti e delle operazioni strategiche per crescere a dismisura: ha abbracciato completamente la politica di Trump perché vista come alleata con l’ambiguo movimento religioso del Falung Gong contro il partito comunista cinese. Con Trump, Falun Gong e Epoch Times insieme hanno trovato l’alleato più potente che potessero avere contro il governo cinese, come ha ben spiegato anche l’autorevole New York Times in un lungo e dettagliato articolo che potrete trovare qui.

Il caso di Epoch Time

Il traffico fantasma

Inoltre ha poi investito molto su Facebook, creando decine di pagine collegate al Falun Gong mirate a portare consenso alla sua politica di estrema destra. Molte delle pagine Facebook gestite dall’Epoch Times e dai suoi affiliati hanno iniziato pubblicando video virali e articoli di notizie edificanti aggregati da altri siti. Sono cresciuti rapidamente per poi indirizzare i follower ad acquistare gli abbonamenti di Epoch Times e promuovere contenuti di parte. Molti post sono stati condivisi migliaia di volte ma non hanno ricevuto commenti; tipico delle pagine potenziate da traffico fasullo, ottenuto pagando le persone per cliccare su certi link più volte.

Due anni fa Epoch Times è stato bandito dalla pubblicità su Facebook; quindi ha spostato molta della sua attività su YouTube, dove ha speso più di 1,8 milioni di dollari in pubblicità dal maggio 2018. Come attesta il database pubblico di pubblicità politica di Google. Soldi di cui la provenienza è un mistero, perché anche la combinazione di abbonamenti, annunci e donazioni di ricchi praticanti del Falun Gong, oltre che altre diverse donazioni considerevoli, non bastano a pagare tali investimenti multimilionari.

Oggi di fatto l’Epoch Times è una vera potente arma digitale di estrema destra e ha concentrato molto la sua attenzione anche sul coronavirus, che chiama infatti “il virus cinese” o “il virus del Partito Comunista Cinese”.

Ha fatto man mano breccia nel cuore del loro idolo Trump, tanto che lo stesso (ex?) presidente americano e la sua famiglia hanno condiviso articoli di questo giornale sui social. Addirittura dei funzionari della sua amministrazione si sono fatti intervistare dai suoi reporter o sedicenti tali.

Il New York Times

Lo scorso agosto un giornalista dell’Epoch Times è riuscito anche a partecipare ad un briefing alla Casa Bianca e a fare una domanda. Già nel 2006 un reporter di questo giornale aveva interrotto la visita del presidente cinese alla Casa Bianca gridando: “I malvagi moriranno presto”.

Il Times ha contattato molti dipendenti e praticanti del Falun Gong; ma questi sostengono di essere istruiti a non divulgare i dettagli del funzionamento interno. E hanno ammesso che parlare negativamente dell’Epoch Times vorrebbe dire disobbedire al signor Li, che è conosciuto dai suoi discepoli come “Maestro”.

Di recente il Falun Gong è stato messo sotto esame; questo perché alcuni suoi ex praticanti lo hanno definito un sistema di credenze estreme che proibisce il matrimonio interrazziale. Condanna l’omosessualità e scoraggia l’uso della medicina moderna. Il gruppo dell’Epoch Times nega, come del resto nega di essere collegato al Falun Gong; seppur palesemente creato proprio da un suo adepto come è Tang. Lo stesso leader del Falun Gong, Li Hongzhi, già nel 1999 parlava di Epoch Times e di altre testate come “i nostri media”.

Ma siamo sicuri che possa essere considerato testata giornalistica e il suo contenuto informazione? Se è sempre e solo per Trump e contro tutto il resto, la si può considerare informazione? O è pure disinformazione? Se tutto il gruppo editoriale è una via pagata per distruggere l’avversario politico cinese e andare contro le leggi che il suo governo attua anche nei confronti del Falun Gong, come ci si può affidare e considerare autorevoli le sue notizie? Possono essere davvero essere considerate notizie? O semplici comunicati stampa di un partito politico dietro cui si nasconde un movimento religioso clandestino?

Conclusioni: Il caso di Epoch Time

Anche negli eventi, nei congressi, nelle conferenze stampa, che senso ha accreditare sedicenti giornalisti di questo sedicente giornale se poi anche questi sfruttano solo queste occasioni per minacciare, per aggredire e disturbare senza alcuna logica e senza fornire informazioni necessarie né utili?

Esistono altri movimenti religiosi cinesi clandestini come ‘La Chiesa di Dio Onnipotente’; chiamata anche ‘Folgore da Oriente’ o ‘Il Lampo da Levante’. Che non vengono accettati e accreditati nelle conferenze stampa o nei congressi, perché l’America di Trump accetta adepti del Falun Dafa, così come viene anche chiamato il Falun Gong? Solo perché sa che segue e condivide la sua politica? Solo perché diffonderebbe informazioni che assecondano la sua politica?

Ciò non si potrebbe considerare corretto né si potrebbe far riferimento alla libertà di informazione e alla giustizia. Perché in questa ‘selezione all’ingresso’ a convenienza non sa né di giustizia né di libertà; ma solo di sabotaggio e guerra fredda nei confronti della Cina.

Si Ringrazia Olive media – Il caso di Epoch Time

error: Content is protected !!