Leonardo De Amicis: premio “La Croce di Celestino”

Leonardo De Amicis: premio “La Croce di Celestino”

Al Maestro Leonardo De Amicis il premio “La Croce di Celestino” del Lions Club L’Aquila, 
per l’edizione 727 della Perdonanza Celestiniana

L’AQUILA. Nell’Aula Magna Alessandro Clementi del Polo Umanistico dell’Università degli Studi dell’Aquila, nell’ambito della 727esima Perdonanza Celestiniana e dei “Settecento anni con il Monastero di San Basilio“, si è celebrata nel tardo pomeriggio del 27 agosto, la cerimonia di consegna del premio “La Croce di Celestino” realizzata dall’artista aquilana Laura Caliendo, che quest’anno è stato conferito al Maestro Leonardo De Amicis.

Aquilano di adozione. Nato a Roma ma cresciuto a L’Aquila, dove ha studiato organo e pianoforte presso il Conservatorio Alfredo Casella, la carriera artistica di Leonardo De Amicis parte negli anni ottanta. Sono note le sue numerose collaborazioni con svariati artisti italiani; tra cui Riccardo CoccianteLucio DallaGianni Morandi e tanti altri. Collaborazioni televisive, soprattutto con la Rai. Nel 2020 e 2021 lo abbiamo visto ricoprire il ruolo di direttore musicale del Festival di Sanremo. A L’Aquila sono ormai quattro anni che viene investito della direzione artistica della Perdonanza Celestiniana

Leonardo De Amicis il Maestro, l’arte e la musica

«Abbiamo deciso di premiare il Maestro De Amicis per la sua visione organizzativa. La sua capacità comunicativa di intrecciare la bellezza dell’arte, della musica e coinvolgere le persone in un cammino di fratellanza e di rinascita”; è quanto spiegato da Massimiliano Laurini, neo Presidente del Lions Club Aquilano che aggiunge – “Il Maestro De Amicis è cresciuto ed ha studiato in questa città e, anche attraverso la direzione artistica della Perdonanza e dei Cantieri dell’Immaginario, contribuisce grazie al suo lavoro ed alle sue capacità a far conoscere L’Aquila ovunque in l’Italia e nel mondo».

«Quindi per noi è un piacere ed un onore potergli conferire questo importante riconoscimento. Il mio personale desidero – aggiunge ancora Laurini – sarebbe poter vivere lo spirito e il messaggio di Celestino nel quotidiano, in modo da poter parlare di Perdonanza tutto l’anno. Quest’anno ricadono anche le celebrazioni per i “Settecento anni del Monastero di San Basilio”, le cui abitanti le “Suore Celestine” – presenti alla cerimonia- sono le ultime eredi del messaggio Celestiniano. Per questo motivo il Lions Club come ogni ha voluto contribuire con un piccolo gesto alla loro attività di missioni in Africa e ovunque ci sia bisogno di loro». 

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Cerimonia molto partecipata, l’Aula Magna era al limite delle presenze consentite dalle normative anti Covid-19, scandita dai precisi ritmi che il protocollo ufficiale del Lion Club International (la più grande organizzazione umanitaria al mondo) impone e, dopo aver ascoltato gli inni degli Stati Uniti, dell’Unione Europea e quello italiano, ha preso avvio l’emozionante cerimonia.

Tra le personalità intervenute, Franco Saporetti, Governatore del Distretto Lions 108-A, Raffaele Daniele, Vice Sindaco dell’Aquila; Emanuele Imprudente, Vice Presidente della Regione Abruzzo, Edoardo Alesse, Magnifico Rettore dell’Università dell’Aquila, Don Carmelo Pagano Le Rose, Istituto Scienze Religiose,  Massimiliano Laurini, Presidente Lions Club L’Aquila.

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A moderare i lavori il vulcanico giornalista e scrittore Angelo De Nicola in veste, per l’occasione, del comitato Amici di San Basilio –  “deus ex machina” delle celebrazioni in onore dei “Settecento anni con il Monastero di San Basilio” che quasi a conclusione della cerimonia lancia una oceanica, ambiziosa e forse utopica proposta ai membri presenti del Lions Club, di valutare la possibilità, di consegnare la “Croce di Celestino“, durante gli eventi della prossima Perdonanza Celestiniana nel 2022, a Sua Santità Papa Francesco.  

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Visibilmente emozionato Leonardo De Amicis, nel ricevere il premio. Queste alcune parole che ha pronunciato:

«Per me è oggi il giorno dopo della mia partenza dall’Aquila, con la sensazione di non averla mai lasciata, perchè è qui che sono cresciuto, è qui che la mia famiglia è rimasta, è qui che incontro i miei compagni come vent’anni fa dopo il campetto sportivo, L’Aquila per me è questo; la Perdonanza è vostra non è la mia. Io ripeto sempre che la ricostruzione interiore deve andare di pari passo con quella delle strutture; è inutile ricostruire un palazzo se poi la parte interiore dell’uomo è distrutta; e quindi la cultura, la musica è un’arte che ci aiuta a ricongiungere i fili spezzati, fatto con delicatezza, senza dimenticare ciò che è accaduto, ma non fermarsi». 

«Il pensiero va sempre a chi ha sofferto, a chi soffre ancora; il terremoto, il Covid hanno lunghi strascichi. La Perdonanza l’ho pensata come una cosa che appartiene a voi, all’Aquila, il contenuto è fondamentale, come il suo obiettivo; lo spettacolo serve a veicolare i contenuti, che sono importanti. Ricordando i motivi per cui si celebra la Perdonanza, un ritornare insieme e condividere le emozioni con la persona accanto. Facendo partecipare chi c’è anche se non è sul palcoscenico mettendosi sempre a disposizione. Grazie per me è un onore ricevere la Croce di Celestino».