Alessandro De Cerchio: dentro l’Essenziale

Il poeta Abruzzese si racconta ...

Alessandro De Cerchio: dentro l’Essenziale

Alessandro De Cerchio, classe 1968, nasce a Pescara il 19 Maggio. Laureato in Ingegneria Meccanica lavora presso un’azienda sita in Val di Sangro. Vive tutt’oggi nella località Adriatica con la sua famiglia e, nonostante la sua personale formazione antitetica al campo classico, egli rappresenta ciò che oggi viene definita l’umanizzazione del poeta moderno.

Uno scrittore che, muove i suoi primi passi in età anagraficamente matura, facendo il suo esordio nel mondo editoriale, incarnando soprattutto l’ideale femminile di bellezza, sensualità e stile.

L’apoteosi della donna nell’elisir della poesia stessa, profonda, voluttuosa, mai volgare. Intrigante e nel contempo un’angelica femme fatale. Una poesia idilliaca, contemporanea, che esprime un’empatia davvero sensibile in un mondo diametralmente opposto.

Alessandro De Cerchio, in “Come il Mare” – sua opera prima – Masciulli Edizioni, narra accomodamenti coevi e appassionanti.  Si spinge verso una poesia nuova, ricca di sentimento. Una lirica, a volte autunnale, che lo esorta successivamente a confrontarsi con il mondo della metrica libera dove l’intrinseco spazio delle trepidazioni lo persuade verso il piacere di una poesia fresca. Nell’arte dei versi che si contrappongono alla civiltà moderna.

Tra queste “Smalto – Occhi – La Finestra “, sono solo alcune tra le preferite nel maggiore consenso del pubblico che lo segue attivamente anche in “L’Essenziale” (Masciulli Edizioni) che compenetra l’armonia di un’opera più saggia, sentita, un’euritmia esaltante che lo conferma come scrittore di versi.

Alessandro De Cerchio: dentro l’Essenziale

Alessandro De Cerchio
Alessandro De Cerchio

Qual è la componente che non deve mai mancare nelle sue composizioni?

La musicalità, l’impatto emotivo, la vibrazione dell’anima (così forte, da poter sconfinare nel carnale), il ritmo, il cercare di arrivare dritti alle corde di chi legge. Se non sento queste cose, non prendo nemmeno la penna (o la tastiera, o lo smartphone) in mano.

Da cosa si sente motivato, cosa la spinge a mettersi in gioco?

In questo mondo, che ci tenta a indossare una o più maschere, provo a essere un volto, a testimoniare che anche una persona di sesso maschile è in grado di coltivare il proprio femminile, ovvero il lato emotivo; non mette la sordina alla forza delle proprie emozioni e alla sua visione del mondo dal punto di vista dell’istinto puro.

Come si sente quando scrive una poesia? E cos’ha provato davanti alla sua prima pubblicazione?

Quando scrivo (e la scrittura può avvenire da un momento all’altro nella mia testa, perché non sempre c’è la possibilità di porla immediatamente nero su bianco – ad esempio, mentre guido e osservo il mare), mi sento “in vibrazione”, in un atto amoroso con la mia anima e con il mondo; di conseguenza, intingo la penna (reale o virtuale che sia) nella passionalità e nell’istinto, sia nella sgrossatura, sia nella finitura.

Come sta passando questo periodo, quali ripercussioni sta avendo la sua vita di poeta?

Con un certo disagio, non lo nascondo, perché i sacrifici che stiamo facendo (che ritengo fondati, perché, ci tengo a specificarlo, sono contro ogni “negazionismo” e vale specialmente per il COVID) limitano la nostra libertà materiale e allora si cerca di dare voce a quella spirituale. Il silenzio del coprifuoco ci porta di più verso il contatto con noi stessi e, di conseguenza, verso la creazione poetica.

Com’è cambiata la poesia nel corso degli anni?

L’avvento dei “social” l’ha trasformata, perché ha aumentato esponenzialmente la fruibilità di brani letterari a vantaggio di un pubblico globale, e, di conseguenza, la spinta alla scrittura da parte di una molteplicità di persone che in precedenza non si erano mai cimentate in questo, portando alla luce i pensieri di un mondo che fino a circa 15 anni fa era praticamente sommerso. Di certo, è aumentato il grado d’immediatezza dello stile espressivo.

Se potesse consigliare 3 delle sue poesie a qualcuno, quali sarebbero? E perché?

Bella domanda…Sarei tentato di rispondere: “Tutte”!!! A parte gli scherzi…La scelta è difficile ma d’istinto dico:

–              “Ai Tuoi Piedi”, in cui parlo di tutto il crescendo del trasporto di anima e di carne da e verso il femminile…Una specie di rituale d’amore che però non si limita alla fugacità dell’accoppiamento.;

–              “Io non sono l’altrove” in cui parlo della sofferenza di elaborare il rifiuto amoroso e di non cedere alla tentazione di sentirsi in difetto;

–              “Le tredici lune” in cui evoco la Luna come simbolo del femminile e della ciclicità mestruale, luce nella notte dell’irrazionale che può far fare il salto al razionale del maschile, fatto di concretezza ma anche di consuetudini che possono essere limitanti, giungendo così all’equilibrio fra i due ruoli, che oggi, per tanti motivi, manca e di cui i bisogno globale è fondamentale.

Invece se dovesse dire, a priori, qual è la sua poesia più bella?

Non lo so, posso solo dire quella che ha ricevuto più apprezzamenti, che è “Rosso d’Eva”, in cui parlo di quella capacità che la Donna ha di investire nell’Amore, mettendosi in gioco rischiando, e a volte perdendo, molto più di quanto non faccia il maschio. Questo, perché l’irrazionale femminile è meno propenso ai calcoli e alla conservazione, di quando non sia il razionale maschile.

Sta lavorando a qualcosa di nuovo?

Sì ma scaramanticamente ne parlerò più avanti, e lo stretto indispensabile…

Come nasce la sua poesia? O meglio: come nasce l’Alessandro autore dell’Essenziale? Cosa l’ha spinta verso la poesia e a immedesimarti totalmente nel ruolo del poeta moderno?

Fin da (pre) adolescente (ovvero circa 40 anni fa…) ho avuto un grandissimo amore per la musica, e talvolta mi cimentavo a riscrivere i testi delle canzoni che più mi piacevano (a volte anche in lingua straniera…Mi ricordo, ad esempio, che a 16 anni provai a trasformare “Navigando Controvento” degli Stadio – quando gli Stadio erano gli Stadio – in “Walking in the streets”).  Così, in automatico, ho sviluppato il mio amore per la scrittura di poesie, come mezzo per esporre il mio punto di vista sul mondo…Perché il mio modo di esprimermi è sintetico, immediato e lo trovo incompatibile con una scrittura più strutturata (come può essere quella di un’opera di narrativa, che sia un romanzo, una raccolta di racconti, una biografia, o altro…Anche se, nella vita, nel bene e nel male, “mai dire mai”…)

C’è un’immagine del suo passato che si collega al preciso istante in cui ha deciso “scriverò poesie”? Oppure è stato un evento graduale?

Tra alti e bassi questa mia attività parallela è andata avanti, finché, attorno al 2015, con la maturità anagrafica e – si spera – esperienziale, e con l’avvento dei “social”, vedendo che tanti si cimentavano nell’esprimere pubblicamente i loro pensieri, mi sono sentito stimolato a fare altrettanto, e, vedendo che il riscontro era positivo, ho iniziato ad ambire a far pubblicare le mie poesie.

Come nasce “come il mare”? Che significato ha per lei?

Ma il mondo dell’editoria è una giungla e allora mi ero rassegnato al self-publishing. Però le vie del web, come quelle del Signore, sono infinite e mi hanno condotto, circa 3 anni e mezzo fa, all’editore Alessio Masciulli, che ha creduto nei miei scritti di una vita e ne ha fatto, a inizio 2018. Una raccolta intitolata COME IL MARE, risultato del mio viaggio nel mondo dei sentimenti…Il mare, come metafora della vita con i suoi alti e bassi; il mare, amico fidato e confidente, cui rivolgere tutte le nostre domande irrisolte e che, in silenzio (o quasi), ci dà tutte le risposte.

Nel corso della promozione dell’opera, tra le altre cose, mi è stata fatta notare (spero, a ragion veduta) la capacità di “leggere” l’universo femminile e in quel momento ho capito che non avevo terminato ciò che avevo da dire; quindi, in quattro mesi, è nato L’ESSENZIALE (pubblicato nel marzo 2019) che è il mio punto di vista sull’universo femminile, focalizzato in quelli che ritengo aspetti caratteristici della Donna, della sua forza non ancora sufficientemente riconosciuta e spesso annichilita, a volte, purtroppo, delittuosamente.

Lei ha detto che il suo pensiero si riferisce alla comprensione dell’universo femminile. Ci Spieghi …

Dunque, la Donna che genera, custodisce, dà alla luce la Vita e la accompagna fino alla fine; la Donna che valorizza la sua bellezza e non contiene la sua passionalità; la Donna che con forza sa ritagliarsi l’indipendenza economica e la libertà sentimentale, e che urla a gran voce l’istanza d’esser rispettata. La Donna, che sa congiungersi a quelle spiritualità divine e mitologiche che pervadono Terra e Cielo.

La Donna, che per il vero Amore mette in gioco tutto…E gli investimenti qualche volta riescono bene e qualche altra no; la Donna, che con le sue profondità, attrae e nel contempo spaventa, e nelle quali il viaggio, una volta entrati, è di sola andata.

L’Essenziale: è una poesia o la poesia è essenziale?

In realtà non esiste una poesia chiamata “L’Essenziale”, perché “L’Essenziale” è uno stile, la ricerca dell’immediatezza, della musicalità, dell’alternanza di profondità e leggerezza che caratterizza le nostre vite, della recitabilità teatrale senza l’obbligo della lettura, dell’arrivare all’anima di chi legge, perché, se le parole ci spingono a compiere azioni salutari per noi stessi, allora si trasformano in fatti, che sono quelli che contano, alla fine. Per sfidare il luogo comune che vuole la poesia come un mondo raffinato ma astruso, elitario, lontano dal percepibile.

Perché spesso lo spunto è biografico ma è solo una piccola parte della creazione poetica, a cui partecipa l’immaginazione, la contemplazione (di un paesaggio, di una foto, di un quadro, di una vita altrui, pubblica o privata che sia, piuttosto che della propria), qualsiasi altra cosa…E, con la pubblicazione, la poesia è condivisa e passa dalla dimensione individuale a quella collettiva, in cui ognuno vede quel che sente; magari, un’altra delle mille e più facce della stessa verità. La poesia come mezzo d’introspezione, per chi legge e chi scrive, per “riconoscerci” terapeuticamente…Perché nella vita, quando si sbaglia, è perché non sappiamo “riconoscerci” a sufficienza. Ecco, il valore salvifico della poesia.

Il futuro?

Il futuro? Continuo a scrivere e, a Dio piacendo (o a chi per lui)…Il 2021 porterà la mia terza raccolta (e di nuovo ringrazio Alessio Masciulli che ancora una volta ha creduto in me). Perché “i poeti non si ritirano mai”, mi disse, il 13.09.15, un mio amico e collega, quando mi ero scoraggiato per la grande difficoltà a pubblicare editorialmente, e volevo smettere. Aveva ragione lui, per fortuna.

Prima di salutarci vuole aggiungere qualcosa?

Rinnovo la mia esortazione a chi legge, a non temere di guardarsi dentro, perché, più ci “riconosciamo”, meno sbagliamo e più saremo felici anche se talvolta costa fatica…E, se leggere COME IL MARE e/o L’ESSENZIALE può aiutare in questo, ben venga!!!

Le pubblicazioni di Alessandro De Cerchio sono reperibili su IBS o direttamente al link della Casa Editrice Masciulli.

Pagina Facebook di Alessandro De Cerchio.

error: Content is protected !!