Amore e Psiche: il mito dell’antica Grecia

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Amore e Psiche

Amore e Psiche, è una delle leggende mitologiche più narrate. La storia racconta di una giovane donna , la cui bellezza eterea, era imparagonabile a quella di qualunque altra. Una bellezza che provocò più insidie e dissapori di quanto la storia stessa ricordi.

Psiche, era il suo nome.

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Amore e Psiche: rivalità

Vista con astio, persino dalle sue stesse sorelle, per la sua grazia che lasciava chiunque incantato, suscitò purtroppo,  l’invidia di una presenza molto più importante ed influente. Stiamo parlando della dèa Afrodite (dèa della bellezza) che, dal momento in cui si rese conto del fascino autentico della ragazza, non ebbe più pace. Cercò in tutti i modi di punirla, per ciò che riteneva essere un affronto diretto alla sua supremazia.

La rivalità, portò Afrodite a chiedere a suo figlio Eros (Amore, o cupido), di colpirla con una freccia; che l’avrebbe fatta così innamorare di un uomo volgare e mostruoso!

Tutto sembrava perfettamente combinato. Ma quando Eros si recò da Psiche, le cose andarono diversamente. Nello stesso istante in cui il dio vide il volto della giovane, se ne innamorò perdutamente.

Trovò allora uno stratagemma per impedire che Afrodite portasse a temine comunque la sua vendetta; e allo stesso tempo un modo per stare con la donna di cui si era perdutamente infatuato.

Così chiese a  Zefiro, (dìo del vento),  di rapirla per lui, e di condurla in una dimora splendida, dove l’avrebbe fatta sua sposa.

L’incontro avvenne di notte

Ogni lume, o fonte di luce, fu fatta togliere, e i due amanti iniziarono la loro storia senza mai vedersi, nemmeno una volta!

Ma una notte Eros, mise in guiardia Psiche:
Verranno da te le tue sorelle, per trarti in inganno su di noi … Tu non devi ascoltarle” ! 

 

Psiche, rispose soltanto che presto lo avrebbe reso padre.

Ma, come il dio aveva predetto,  le sorelle invidiose, tentarono di chiedere a Psiche chi fosse suo marito, insinuando in lei, il dubbio atroce che fosse un mostro deforme che volesse solo divorarla!

La ragazza, presa dal timore, si fece convincere a scoprire chi ci fosse dietro colui che tanto amava e così, animata da tanta ansia e paura, si recò di notte, con un lume ed un pugnale, al capezzale del marito, che dormiva profondamente.

Ma, nell’avvicinarsi pian piano, scorse una delle creature più belle del creato! Il coltello le scivolò a terra, e d’impulso si chinò per baciarlo, ma una goccia calda dell’olio del lume, cadde sul corpo del dìo che, svegliandosi d’impatto, la guardò in silinzio, e di seguito, fuggì via senza dire una parola!

La gioia turbata

Jacopo Zucchi

Psiche, disperata e affranta, lo cercò ovunque. Egli non si mostrò mai per non metterla in pericolo.

Infine, al limite della sofferenza, s’inchinò di fronte alla stessa dea Afrodite, supplicandola di farle ritrovare l’amore perduto!
La dèa, accolse la sua richiesta, ma le chiese di affrontare una serie di prove;

L’ultima, la più difficile, richiedeva che si addentrasse negli inferi.

Psiche, avrebbe dovuto recarsi da Persefone, moglie di Ade dio dei morti e, fratello dell’onnipotente Zeus, e Persefone avrebbe dovuto consegnarle uno scrigno che la giovane, avrebbe dovuto cosegnare ad Afrodite stessa, a condizione però che quest’ultimo, non fosse mai aperto, per nessuna ragione!

Psiche acconsentì, superando brillantemente ogni prova, ma nell’ultima, vinta, ancora una volta dalla curiosità, aprì il cofanetto, dal quale uscì una nuvola di polvere, che l’addormentò condannandola alla dannazione e al sonno eterno.

Amore (Eros), disperato e non rassegnato ad accettare la perdita della sposa, chiese a Zeus di intercedere  per lui, riportando sia Psiche alla vita, che ponendo fine alle ostilità  con Afrodite.

Zeus, mosso a pietà, accolse la richiesta.

La storia più conosciuta, riporta che Psiche, una volta in salvo, salì all’Olimpo diventando oltre che una divinità, moglie di Eros a tutti gli effetti.

A cura di Stefania Stella Di Francescantonio

Amore e Psiche di Antonio Canova – 1787/1793 Louvre (Parigi)