Andrea Crisanti
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Andrea Crisanti, virologo dell’Università di Padova rileva una riapertura del Paese per fine maggio. Possibile? forse, ma solo con dati in ribasso curva epidemica.

PESCARA – 01 aprile 2020. Così dichiara il professore di microbiologia in un articolo Ansa.it , nel quale parla di una realtà possibile solo se, entro quel periodo ci sarà una “reale inversione di tendenza nella curva epidemica”; cui seguirà un piano assolutamente indispensabile per mettere tutti in sicurezza.

Il virologo sottolinea l’efficacia delle restrizioni, dimostrata dai dati. Ma rileva anche che guanti e mascherina andrebbero usati anche a casa, dove oltretutto bisognerebbe limitare gli spazi condivisi.

L’esperto, col rischio (come lui stesso afferma) di diventare impopolare, rimarca che i dati sono attendibili; e che queste misure sono estremamente necessarie.

Chi pensava, insomma, di essere scampato all’epidemia dovrà ricredersi, in quanto Crisanti precisa che non ammalandoci tutti nello stesso momento, ci sono tanti positivi di cui ancora non si è a conoscenza. Dunque sono gli stessi che si sono accumulati, il cui numero è impossibile prevederlo. In sintesi, il consiglio delle mascherine in casa, eviterebbe altri possibili contagi.

La riapertura, secondo l’esperto dovrà comunque essere messa a punto con misure specifiche di sicurezza.

Andrea Crisanti: non tanto “quando” ma “come”

Tuttavia, dovrà anche essere frazionata in base al tipo di “attività produttive su base regionale”.

In aggiunta, sarà opportuno garantire per tutti, i dispositivi di protezione individuale (DPi) indistintamente dal tipo di lavoro; partendo in primis dagli operatori sanitari, fino ai lavoratori di altri settori.

I DPi, nella fattispecie mascherine e guanti di alta protezione sono vitali per debellare almeno in parte la pandemia.

Crisanti, aggiunge che per quanto riguarda l’apertura delle attività e delle aziende, è importantissimo e fondamentale “pensare ad un piano di diagnostica mirato”.

I test con tampone, saranno cruciali per i lavoratori e andranno eseguiti alla riapertura e poi anche successivamente.

Sostanziale dunque, questo passaggio nell’elaborare anche il “tracciamento” dei lavoratori tramite App.

Al fine di trovare immediatamente gli eventuali casi di positività.

Senza un piano di sicurezza, sono convinto che l’epidemia ricomincerà“.

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