Arrivano i cani anti-covid per individuare i positivi

Arrivano i cani anti-covid per individuare i positivi

MILANO: ARRIVANO I CANI ANTI-COVID IN GRADO DI INDIVIDUARE I POSITIVI

di Giorgia Piccolella

Cani che grazie al loro fiuto eccezionale riescono a intercettare i pazienti affetti da covid: non è la scena di un film di fantascienza ma il risultato di una sperimentazione iniziata ad aprile e ancora in corso tra l’Università degli Studi di Milano e il Centro cinofili dell’Arma dei Carabinieri.

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L’ iniziativa è partita dal servizio veterinario del Comando interregionale carabinieri Pastrengo a Milano in collaborazione con la professoressa Maria Rita Gismondo, Direttore Responsabile del reparto Microbiologia clinica, Virologia e Diagnostica Bioemergenze dell’Ospedale Luigi Sacco di Milano.

Berla (in copertina) e Max, due pastori tedeschi – tre anni e mezzo lei, due anni e mezzo lui – sono addestrati fiutando garze impregnate di sudore, prelevato a persone affette da Covid-19 e a soggetti già risultati negativi al tampone molecolare.

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Arrivano i cani anti-covid, una collaborazione tra il servizio veterinario del comando interregionale carabinieri Pastrengo in collaborazione con la professoressa Maria Rita Gismondo

Contando sulle capacità olfattive degli animali addestrati nel distinguere gli odori, i due cani sono indotti a fiutare i pazienti infetti. L’addestramento si è svolto in un’area interna dell’Ospedale L. Sacco, priva di possibili distrazioni e soprattutto esente da potenziali fonti di contaminazione olfattiva.

“Nelle varie fasi dell’addestramento, ad ogni paziente è stato eseguito un doppio prelievo, per consentire la ricerca in parallelo da parte di ciascun cane”, ha spiegato Carlo Alberto Minniti del servizio veterinario dei Carabinieri.

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“Da aprile a ottobre 2021, sono stati utilizzati 427 campioni di sudore. Ognuno appartenente a 127 pazienti, di età compresa tra i 21 e gli 86 anni. Realizzata la fase dell’imprinting olfattivo dei due cani, si è passati alla terza fase, le prove su individui positivi al Covid-19 presso l’Hub tamponi dell’Ospedale L. Sacco. Grazie al loro superfiuto i cani riconoscono il paziente covid ancora prima del test, e lo segnalano sedendosi vicino a loro”.

E’ la prima volta che si hanno questi risultati in Europa”, ha aggiunto la virologa Maria Rita Gismondo. “E’ auspicabile immaginare non ovviamente una sostituzione agli strumenti che abbiamo; ma un ottimo aiuto e supporto alla sanità pubblica ovunque vi siano ingressi di masse di persone”. Ha concluso la Gismondo.

I cani anticovid non sostituiranno dunque i test, ma potranno essere impiegati negli aeroporti, nelle manifestazioni, agli ingressi degli stadi e ai concerti, permettendo un riconoscimento immediato di chi è asintomatico a costi limitati e soprattutto in real time, a garanzia della salute e della sicurezza di tutti.

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