MOLFETTA – Caparezza è un grande artista. C’è poco da aggiungere. Michele Salvemini (questo il suo vero nome) ha iniziato la propria carriera facendosi chiamare Mikimix: le prime canzoni, però, hanno poco successo. Nel 1995 ha partecipato a Sanremo Giovani con “Succede solo nei film”.

Ritornato a Molfetta, continua a comporre nel suo garage, registrando un centinaio di nastri. Intanto si fa crescere i capelli, che presto diventano una selva di ricci: da qui la decisione di cambiare il proprio nome d’arte in Caparezza (“testa riccia” in dialetto molfettese). Il suo primo cd arriva nel 2000, ma è soltanto “Verità supposte” del 2003 che lo fa arrivare al successo. Da quell’album è tratto infatti uno dei brani più noti di Caparezza, “Fuori dal tunnel”: con una musica orecchiabilissima e un testo-tormentone, questo pezzo lancia il rapper come uno dei giovani più interessanti della musica italiana.

Caparezza, un grande artista

Nel 2006 arriva il terzo disco, “Habemus Capa”, seguito due anni dopo da “Le dimensioni del mio caos”, che lo conferma come uno degli artisti più versatili del panorama musicale italiano. I singoli estratti da questo album sono tutti un successo: su tutti basta ricordare “Vieni a ballare in Puglia”, che nell’estate del 2008 è suonato da tutte le radio italiane, diventando un tormentone. Recita nel film di Checco Zalone “Ma che bella giornata” interpretando se stesso in un breve cameo.

Nel 2011 esce il suo quinto lavoro, “Il sogno eretico”, anticipato dal singolo “Goodbye Malinconia” che vede la partecipazione di Tony Hadley degli Spandau Ballet. Dall’Italia si può solo scappare, fa intendere Caparezza, che chiede pure alla sua nazione «chi ti ha ridotto in questo stato». Una considerazione, quella dell’artista, sui tempi che corrono, una critica rivolta alla società italiana. E una riflessione, amara, su un problema ormai diffuso: la fuga dei giovani da un Paese che non vuole saperne di capirli. Nel 2014 è uscito l’album “Museica”. E quest’anno Caparezza ha anche scritto un brano per Tiziano Ferro. In ogni suo lavoro, Salvemini ha sempre mostrato grande creatività e non ha mai mancato di farcire le sue incisioni con guizzi geniali che lo fanno essere sicuramente, oggi, uno dei più grandi cantanti italiani. Massimo rispetto.
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