Erotismo e arte raccontati dalla pittura

Erotismo e arte raccontati dalla pittura

L’arte sin dalla notte dei tempi, ha sempre indagato ogni tipo di tema, anche momenti di quotidiana intimità, relativi a persone comuni. Effettivamente il nudo nasce con la storia dell’uomo e questo basta a capire perché erotismo e arte coincidono nel desiderio di auto rappresentarsi. Tuttavia, nella storia dell’arte occidentale, l’erotismo è stato a lungo nascosto, ignorato o addirittura messo al bando.

Per secoli si è dovuto guardare alle opere mitologiche o, addirittura religiose, per trovare rappresentazioni del corpo nudo, anche solo un lembo di pelle scoperta. Come ad esempio, una Venere senza veli – dea dell’amore e della bellezza – focus nell’Antica Roma; o Adamo ed Eva come rappresentazioni simboliche del peccato in paradiso. Solo in tempi relativamente recenti l’arte erotica è diventata veramente trasgressiva. Liberata dalle catene del mito, della religione e del mondo accademico, lasciando spazio alla passione e al desiderio.

rappresentazione delle leggi: Il padrone del bordello con i rotoli di nastro

Al principio di erotismo e arte

La raffigurazione del corpo privo di vestiti riflette lo spirito di una cultura e di inclinazioni estetiche, ma soprattutto la morale del tempo. Tuttavia l’impressione è che si passa dall’antichità greco-romana, in cui i piaceri della carne sono esaltati, al Medioevo cristiano, in cui sono severamente condannati. Difatti in forza dell’autorità di Dio è realizzato un calendario dell’amore, dove le leggi religiose proibiscono di praticare sesso in alcuni periodi e nei fine settimana. Addirittura il vescovo tedesco Sant’Alberto Magno (1206-1280) si prende la briga di compilare una lista delle posizioni dell’accoppiamento, ordinandole dalla più peccaminosa alla più consona. In ogni caso il rapporto doveva essere fatto il più possibile vestiti, tutto il resto, che non era ammesso, veniva punito con la galera. Tuttavia il tema iconografico che descrive erotismo e arte in chiave morale, conquista i cicli pittorici di palazzi e castelli, soprattutto in Italia.

Erotismo e arteScene di vita ordinaria

Gli affreschi che ornano le pareti della Camera del Podestà nel Palazzo Pubblico di San Gimignano, sono un esempio di storie profane a carattere erotico. Realizzati da Memmo di Filippuccio narrano le quotidiane vicende di una fiorente coppia vissute nel Trecento. Tra le scene che appaiono subito particolari c’è una donna che frusta il marito sotto lo sguardo di un’altra coppia di sposi. Questa è una palese allusione erotica al ribaltamento dei ruoli percorsa da una vena sadomasochista, ancora lontana dalla immagine della femme fatale.

Ancor più curioso l’affresco che descrive la toeletta: gli amanti siedono immersi in una una tinozza scambiandosi carezze. La sequenza continua con i coniugi che si coricano. Il tutto si svolge sempre sotto lo sguardo vigile e attento della domestica. In conclusione, è opportuno dire, che il Medioevo è certamente un epoca di forti contraddizioni e di grandi eventi che vale la pena di essere indagato.

Erotismo artistico nel mondo

Storicamente, ci sono sempre state forme di erotismo nell’arte. I famigerati affreschi della condannata Pompei, ad esempio, presentavano erezioni e atti sessuali di dimensioni eccessive, e gli artisti in India, Cina e Giappone, hanno a lungo immortalato scene di sesso esplicito in modo libero e bello. In Europa la sessualità avrebbe preso piede molto più tardi, con l’ascesa dei cosiddetti “libertini”.

Katsushika Hokusai – Shunga – (226) Pescatrice di Awabi e piovra – Awabi è il nome giapponese dell’abalone, frutto di mare orientale

La Francia del XVIII secolo vide la comparsa dei dipinti ritenuti indecenti di artisti del calibro di Jean-Antoine Watteau e Jean-Honoré Fragonard, nonché la proliferazione di incisioni erotiche – l’equivalente delle odierne foto pornografiche – che potevano essere facilmente trasportate e nascoste sotto al cappotto.

Fu una svolta per l’erotismo nell’arte, ciò nonostante, la minaccia della censura incombeva ancora. Non dimentichiamo che sei poesie de “Les Fleurs du Mal“, un volume del 1857 di Charles Baudelaire, furono inizialmente condannate come pornografiche e bandite dalla pubblicazione.

Edouard Manet_-Déjeuner sur l’Herbe- (1862)

Poco dopo, Edouard Manet scatenò uno scandalo quando presentò “Déjeuner sur l’Herbe” (1862), un dipinto di un picnic in cui una donna nuda siede tra due uomini vestiti. Tuttavia, meno di 30 anni dopo, François-Auguste-René Rodin creò “Le Baiser” (“Il bacio”) – una scultura di due amanti nudi abbracciati – come commissione ufficiale per il governo francese. Così, alla fine del XIX secolo, per riprendere un’espressione del filosofo francese Georges Batailles (autore del testo fondamentale “Eroticismo“), la “parte maledetta” dell’arte, (l’arte che celebra la sessualità a scapito della fertilità, che si fa beffe degli ideali di bellezza e moralità), si era presa la sua rivincita.

Le Baiser, François-Auguste-René Rodin presso il Museo dell’Orangerie di Parigi

L’arte erotica avrebbe giocato un ruolo essenziale e ineludibile nella rivoluzione artistica del XX secolo

Erotismo e arte
Egon Schiele, Ragazza inginocchiata, sui gomiti, 1917,Collezione del Museo Leopold

Paul Gauguin iniziò con i suoi colorati nudi tahitiani nel 1890, e Gustav Klimt e il suo protetto Egon Schiele aprirono la strada a Vienna nei primi anni del 1900. Poi arrivarono i dipinti di Picasso, dei surrealisti e di Balthus; la fotografia di Man Ray e Mapplethorpe. La loro eredità proseguì con le sculture di Sarah Lucas e Paul McCarthy, con i nudi di Thomas Ruff e, forse, con la serie “Made in Heaven” di Jeff Koons con la sua ex moglie e musa, la pornostar Cicciolina.

Erotismo e arte
Gustav Klimt, Danae, 1907-1908, olio su tela, 77×83 cm, collezione privata, Vienna

L’arte, dunque, diventata un’espressione del potere viscerale, vitale e inconscio che chiamiamo desiderio, di cui la sessualità è solo una delle tante manifestazioni. Il potere sperimentale e seduttivo dell’arte erotica trascende la semplice rappresentazione. Racconta un’altra storia, che va oltre quella storica, accademica, religiosa o mitologica. L’arte erotica è davvero un’immagine senza contesto, un’immagine nuda e pura che trasgredisce la norma rendendo pubblico il privato, l’intimo e il sessuale; esprimendo l’infinito potere e la bellezza del subconscio.

Pablo Picasso disse una volta che la sessualità e l’arte sono la stessa cosa. Probabilmente, aveva ragione.


In Copertina: Antonio Canova, Paolina Borghese, 1805-1808, marmo bianco, 92 (160 con la base) x 200 cm, Galleria Borghese, Roma.

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Lato B