Emergenza epidemia

Emergenza epidemia: nuove disposizioni

Emesso un decreto del presidente del Consiglio per inasprire le sanzioni a chi non rispetta le limitazioni sugli spostamenti per l’emergenza epidemia.

Aggiornate le norme di circolazione per l’emergenza epidemia

Il presidente del Consiglio ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale una ordinanza che contiene nuove disposizioni contro la diffusione del virus. Il Viminale cambia il modulo dell’autocertificazione, inserisce le modifiche introdotte con l’ultimo Dpcm che vieta anche gli spostamenti per il rientro al proprio domicilio. Sul nuovo modulo c’è l’obbligo di indicare oltre alla residenza anche il domicilio.

Infatti nella prima sezione, tra i provvedimenti di cui deve dichiarare di essere a conoscenza, c’è anche il Dpcm del 22 marzo. In aggiunta all’ordinanza del ministero della salute del 20 marzo sull’emergenza epidemia, che riguardano le limitazioni alle possibilità di movimento delle persone. Nel nuovo modulo occorre inoltre indicare da dove lo spostamento è cominciato e la destinazione. Pressoché invariate le motivazioni che sono: comprovate esigenze lavorative, per motivi di salute oppure per situazione di necessità. Mentre la voce assoluta urgenza sostituisce quella del rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

Una circolare per precisare la legittimità degli spostamenti

Il Capo di Gabinetto del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha inviato una circolare ai prefetti che precisa quando sono legittimi gli spostamenti. Rimangono tuttavia consentiti i movimenti effettuati:

“per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute, che rivestano carattere di quotidianità. O comunque siano effettuati abitualmente in ragione della brevità delle distanze da percorrere”.

Rientrano, ad esempio, in questa casistica gli spostamenti per esigenze lavorative in mancanza, nel luogo di lavoro, di una dimora alternativa a quella abituale. Inoltre sono consentiti spostamenti per acquistare generi alimentari nel caso in cui il punto vendita più vicino alla propria abitazione è ubicato in altro comune. Questo ha la finalità di scongiurare spostamenti in ambito nazionale eventualmente correlati alla sospensione delle attività produttive, che possano favorire la diffusione dell’epidemia.

Link utili:

Il nuovo modulo lo trovate qui

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