Fiabe: Il mondo incantato esiste

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Fiabe: il mondo incantato

Fiabe: il mondo incantato esiste, aspetta solo di essere vissuto da grandi e piccini. Tutti noi abbiamo bisogno di una sfumatura fantastica nella nostra vita su cui fare affidamento per vivere in maniera più serena e spensierata. L’immaginazione è una dote di ognuno di noi. Deve solo essere risvegliata, basta chiudere gli occhi.

Fiabe: il mondo incantato, la scoperta

Un genere letterario concepito appositamente per vivere meravigliose avventure a occhi chiusi è la fiaba.

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Le fiabe hanno un ruolo psicologico nel processo di crescita perché sono destinate a coinvolgere e divertire, sviluppare immaginazione e creatività. Aiuta a conoscere se stessi e la realtà circostante. Comprendere ed esprimere le emozioni, accettare le difficoltà e creare soluzioni per superarle.

Le fiabe fanno parte di un patrimonio culturale che parla direttamente al cuore del lettore, riportano esperienze del passato sulle principali tematiche che interessano ciascun individuo. Le vicende narrate hanno valore universale consolidato nel tempo proprio perché non si riferiscono ad avvenimenti concreti ma al mondo interiore di ciascuno.

Le origini

L’origine della fiaba è antica. Prima dell’introduzione della scrittura, infatti, fiabe, miti, racconti e leggende si intrecciano tra loro per creare un patrimonio culturale collettivo trasmesso oralmente di generazione in generazione.

Fiabe: il mondo incantato esiste.Il nucleo più antico della fiaba come genere letterario è nato dai rituali di iniziazione praticati dalle società primitive. Ciò che le fiabe narrano una volta accadeva. Giunti a una certa età i ragazzi vengono separati dalla famiglia e portati nel bosco. Come accade a Pollicino, Nino e Rita, Biancaneve. Qui gli stregoni della tribù abbigliati in modo da far spavento e con il viso coperto da maschere orribili; (che fanno pensare ai maghi e alle streghe) li sottopongono a prove difficili e spesso mortali. Ed è anche da ricordare che tutti gli eroi delle fiabe ne incontrano sul loro cammino.

I ragazzi sentito il racconto dei miti della tribù ricevono in consegna armi, quei doni magici che nelle fiabe i donatori soprannaturali distribuiscono agli eroi in pericolo. Infine fanno ritorno alle loro case, spesso con un altro nome e abbastanza maturi per sposarsi. Come nelle fiabe che spesso si concludono con una festa di nozze così anche l’eroe delle fiabe torna talvolta in incognito. La fiaba ripropone con qualche modifica e arricchimento la stessa struttura del rito di iniziazione. Che un tempo veniva svolto per dimostrare il raggiungimento della maturità dei giovani. In definitiva la fiaba ha cominciato a vivere come tale quando l’antico rito è caduto lasciando di sé solo il racconto.

La storia

Storia dopo storia e generazione dopo generazione, la fiaba ha attraversato popoli e avvenimenti storici. Si è trasformato adattandosi alle esigenze delle varie situazioni. Inglobando dentro le storie narrate un corpus in movimento di miti, leggende, canzoni popolari e filastrocche.
Nella fantasia di chi tramanda i racconti i giovani sottoposti ai riti di iniziazione diventano i protagonisti delle fiabe e le loro armi dei doni magici. Di conseguenza gli stregoni che conducono i riti si trasformano in orchi, streghe e mostri.
Narrata inizialmente attorno al focolare come momento di ritrovo, la fiaba è una forma letteraria che non appartiene esclusivamente alla categoria dei bambini. È apprezzata anche dagli adulti come piacevole intrattenimento.
Con il passare degli anni il diritto di fiaba è segregato al mondo dei più piccoli: con l’avvento della scrittura e dei libri si è perso anche il senso dell’oralità che le fiabe hanno sempre avuto.

La voce resta l’elemento del contatto più intimo, più antico, più ravvicinato. Sia le voci rivolte alla collettività come le voci sussurrate ai bambini. Trasmettono una direzione della comunicazione che privilegia il contatto e l’incontro dal vivo fra chi narra e chi ascolta.

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