Gelato tridimensionale

Gelato tridimensionale un brevetto made in Italy

Porta la firma tutta italiana il primo modello di stampante 3D per gelati, è quella della giovane imprenditrice Selene Biffi. La sua passione per le innovazioni tecnologiche l’hanno da sempre portata ad avere felici intuizioni. Tra queste c’è quella di un gelato tridimensionale, un’idea nata quando Selene lavorava a Mogadiscio ed è diventata reale dopo poco più di un anno. Grazie alla collaborazione di Paolo Aliverti, esperto di fabbricazioni digitali, e del suo team di laboratorio di Lodi che ha realizzato il prototipo. Siete curiosi di scoprire qual è il procedimento per ottenere questa singolare prelibatezza? Andiamo a scoprirlo insieme.

Come funziona la stampante per il gelato tridimensionale

Innanzitutto l’idea di applicare la stampa al mondo alimentare è forse una realtà conosciuta, tuttavia è utilizzata solo per la produzione di cibi solidi. Contrariamente per quanto riguarda il macchinario per la produzione di gelato tridimensionale si procede con l’immissione di liquidi che arrivano nella camera di congelazione. È proprio in quest’ultimo ambiente che avviene la modellazione, partendo da oggetti tridimensionali disegnati con i più comuni programmi CAD. Si ottiene così un prodotto formato per esempio da latte e panna, tuttavia non ci sono particolari limiti. Perché si possono usare anche ingredienti adatti a chi ha intolleranze alimentari. Per di più non è necessario aggiungere addensanti, conservanti o altre sostanze, di conseguenza si tratta di un’ottima alternativa al gelato industriale.

Un progetto che attende investimenti

La stampante 3D per il gelato è un prototipo autofinanziato e quindi ha bisogno di eventuali investimenti. Soprattutto perché ci sono ancora dei limiti da superare come ad esempio la grandezza del macchinario che deve essere ridotta. In aggiunta per il momento è possibile stampare un colore, ovvero un solo gusto, per volta, e infine la risoluzione non è perfetta. Questi obiettivi possono essere raggiunti con ulteriori studi e ricerche accompagnati da un giusto supporto finanziario. In conclusione quali benefici potrebbe portare questa invenzione? Selene Biffi ha le idee chiare che aprono scenari per i quali vale la pena investire. Basta pensare all’applicazione nei laboratori di pasticceria dove si realizzano torte gelato. I professionisti avrebbero a disposizione uno strumento perfetto per montare vere e proprie opere d’arte, creando diverse combinazioni di forme geometriche e di colori variabili.

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