Huawei nell’occhio del ciclone per il 5G

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Huawei nell'occhio del ciclone per il 5G
Huawei nell'occhio del ciclone per il 5G

MILANO – Huawei nell’occhio del ciclone per il 5G. La società cinese, infatti, rischia grosso. Il premier britannico Boris Johnson sarebbe pronto a iniziare a eliminare gradualmente la tecnologia Huawei dalla rete 5G della Gran Bretagna entro quest’anno, e la svolta sarebbe imminente.

Lo rivela il Telegraph, precisando che l’agenzia governativa che si occupa di comunicazione e intelligence, la Gchq, ha già riconsiderato la garanzia fornita a suo tempo sulla sicurezza delle tecnologie del colosso cinese.

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Huawei nell’occhio del ciclone per il 5G

Secondo il Telegraph, la svolta sarebbe originata dalle sanzioni statunitensi su Huawei che, impedendo alla società l’utilizzo di tecnologie basate su brevetti americani, costringeranno l’azienda a utilizzare tecnologia cinese. Un fatto che, secondo la Gchq, indurrebbe a ritirare la garanzia precedentemente accordata circa la possibilità che i rischi rappresentati dal colosso tecnologico cinese possano essere gestiti in sicurezza.

Queste considerazioni sarebbero raccolte in un un rapporto che dovrebbe essere presentato al primo ministro questa settimana. Le nuove sanzioni statunitensi su Huawei costringeranno l’azienda a utilizzare tecnologia non affidabile che potrebbe rendere impossibile il controllo del rischio. Questo, per lo meno, è quanto scrive il Telegraph citando le conclusioni del rapporto. D’altronde gli Stati Uniti, tramite il presidente Donald Trump, stanno già facendo da tempo la guerra a Huawei.

Lo spiraglio della Francia

Tuttavia è notizia di oggi che, almeno in Francia, il gigante cinese delle telecomunicazione non sarà fatto oggetto di un “bando totale” dal mercato transalpino del 5G. Al contrario, gli operatori francesi che utilizzano la sua tecnologia riceveranno autorizzazioni per continuare a farlo per un massimo di 8 anni.

Lo ha garantito Guillaume Poupard, direttore generale dell’Agenzia nazionale per la sicurezza dei sistemi informatici (Ainssi), in un’intervista rilasciata a Les Echos.

“Incoraggiamo gli operatori che non utilizzano Huawei – ha sottolineato Poupard – a non farlo, perché questo è un po’ il senso naturale delle cose. A quelli che l’utilizzano già concederemo autorizzazioni della durata fra i tre e gli otto anni”.

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