Medici USCA: necessario prorogare i contratti

48
Medici USCA
Omceo Bari - Medici USCA: necessario prorogare i contratti

Medici USCA: necessario prorogare i contratti, per non lasciare il territorio scoperto

Sponsor
Bari, 6 dicembre 2020. “Nei prossimi mesi dovremo continuare a presidiare il territorio per contenere eventuali ritorni dell’epidemia e mitigarne gli effetti.
Occorre quindi potenziare la medicina territoriale“; dichiara Filippo Anelli, Presidente Omceo Bari, “Nella Asl Bari abbiamo 61 medici attualmente in servizio presso le USCA il cui contratto scade a fine mese. È essenziale che i loro contratti siano prorogati e che le Unità speciali di continuità assistenziale in cui operano siano potenziate con i medici che saranno assunti grazie al nuovo bando regionale. Non si può smantellare il sistema avviato e disperdere l’esperienza maturata nei mesi scorsi dai medici delle Unità Speciali, nella maggior parte dei casi giovani.

Medici USCA: si richiede continuità assistenziale

L’attivazione da parte delle regioni delle Unità Speciali di Continuità Assistenziale (USCA) è stata prevista dal Decreto legge del 9 marzo per la gestione domiciliare dei pazienti affetti da COVID-19; che non necessitino di ricovero ospedaliero, in modo da consentire al medico di medicina generale, al pediatra di libera scelta e al medico di continuità assistenziale di garantire l’attività ordinaria. Il Decreto prevede una Unità speciale ogni 50.000 abitanti: in Puglia al momento, su 80 previste; ne sono attive 50 (Fonte: Quotidiano Sanità su dati delle Regioni al 27 novembre 2020). Il fabbisogno nella Asl Bari è di 25 USCA da 8 medici l’una, per un totale di 200 medici. Confermando i 61 attualmente in servizio, quelli che dovrebbero essere contrattualizzati attingendo alle graduatorie del nuovo bando regionale dovrebbero quindi essere 139.

“Durante l’estate, dopo la prima ondata, i medici delle Unità speciali hanno coperto le carenze di personale dei dipartimenti di prevenzione; per esempio per le attività di tracciamento e per i tamponi “. Aggiunge Anelli. “Oggi le richieste di assistenza domiciliare sono tantissime. E i medici USCA devono essere il braccio operativo della medicina generale. Hanno dispositivi per garantire in sicurezza l’assistenza domiciliare ai pazienti positivi; evitando il rischio che i medici di famiglia, di continuità assistenziale e i pediatri possano contagiarsi. Dopo la firma da parte del Presidente Emiliano dell’Ordinanza che prevede il coinvolgimento dei medici di famiglia e dei pediatri nelle attività di contact tracing; accertamento diagnostico e applicazione delle misure di isolamento e quarantena, è fondamentale rafforzare la medicina del territorio attraverso le USCA. I medici pugliesi hanno già pagato un tributo altissimo di vittime alla pandemia e occorre adottare un’organizzazione che tuteli la loro sicurezza.”

Uffcio Stampa – Kibrit & Calce
Roberta Franceschetti