Omicidio di Bergamo: donna uccisa dal compagno

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Omicidio di Bergamo

La tragedia è avvenuta nella notte tra il 30 e il 31 marzo e dopo le indagini della Squadra mobile è oggi arrestato il compagno. Ad un mese esatto dalla tragedia l’omicidio di Bergamo è chiuso, inizialmente il presunto aggressore, coperto dalla madre di lei, riferisce di una caduta.

Svolta nell’omicidio di Bergamo

Ora è certo, Viviana Caglioni è deceduta a causa di pugni e calci inferti dal compagno, Cristian Michele Locatelli, attualmente in carcere. L’aggressore dopo l’arresto ha riferito agli inquirenti che ha picchiato la compagna per gelosia, adesso è incriminato di assassinio aggravato dai motivi abbietti e futili. L’omicidio di Bergamo è avvenuto in via Maironi da Ponte in una casa divisa in due appartamenti in cui la coppia viveva con i parenti. La sera della violenza la madre di lei e l’uomo chiamano il 118 dichiarando che la donna si era ferita per una caduta accidentale. Inizialmente segnalato come incidente domestico tuttavia le ferite non sono compatibili con una semplice caduta e partono immediatamente le indagini. Infatti nelle intercettazioni telefoniche Giampietro Roncoli, zio della vittima, presente la sera dell’aggressione, inizia a parlare e a descrivere l’accaduto. Questa testimonianza si rivela fondamentale per arrivare all’accusa finale, omicidio volontario pluriaggravato.

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Il tentativo di depistaggio

Viviana rimane stesa sul pavimento per un’ora prima della chiamata dei soccorsi, uccisa a pugni e calci. Ciononostante a madre Silvana Roncoli continua a ribadire la sua versione:

“Io ero al piano superiore perché stavo cucinando, non ho assistito a quello che è successo, ma non li ho sentiti litigare! Lei era seduta sul letto, si è alzata ed è caduta. Non so perché abbia perso l’equilibrio, forse un capogiro, forse è inciampata, ma comunque ha fatto un volo. L’urto è stato violento, ha battuto la testa contro un mobile, poi contro il muro”.

Una versione che non convince gli investigatori che l’hanno quindi indagata per aver coperto il presunto assassino. In Italia, secondo le statistiche Istat, avviene un femminicidio ogni tre giorni, oggi sembra un fenomeno in frenata. Malgrado ciò casi come questo fanno capire bene che non è così, purtroppo.