Tragedia del Mottarone: avaria dei freni

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Tragedia del Mottarone
Funivia Stresa Mottarone

Tragedia del Mottarone, Faisa Cisal:”Profonda vicinanza ai familiari delle vittime”

Roma, 24 maggio 2021 – La Faisa-Cisal esprime profondo cordoglio ai familiari delle vittime e dei feriti del disastro che si è consumato sulla funivia Mottarone in Piemonte.

Tragedia del Mottarone: i fatti

Solo le 12.30 di domenica 23 maggio. Una gita tranquilla si trasforma in una tragedia. Accade sulla Montagna che si affaccia su lago Maggiore, in Piemonte. Un cavo di traino della funivia che collega Stresa con il Mottarone si spezza, la cabina precipita nel vuoto cadendo da un’altezza di circa 20 metri per poi rotolare a valle per altre decine. 15 le persone a bordo. Inizialmente solo due i superstiti, trasportati poi d’urgenza a Torino, in gravi condizioni. Uno di loro muore poco dopo le 19. Il bilancio dei morti sale a 14 persone.

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L’impianto ora è sotto sequestro per ordine della procura di Verbania, si indaga per omicidio colposo plurimo e lesioni colpose, come dichiara inizialmente Olimpia Bossi – procuratore. Inoltre, il ministero delle Infrastrutture ha istituito una commissione ispettiva.

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In questo momento, le indagini stanno battendo a tappeto ogni pista. La dinamica, ancora da chiarire, evidenzia sin da subito come uno dei cavi risulti tranciato di netto. Mentre Giorgio Santacroce, Tenente colonnello dei carabinieri di Verbania, avrebbe riferito che un cavo, forse quello portante è rotto. Il resto sembra intatto.

L’unico sopravvissuto è un bambino di 5 anni, comunque in condizioni serie, che avrebbe riportato la frattura di entrambe le gambe e diversi traumi. Operato d’urgenza nello stesso pomeriggio, risulta cosciente e le condizioni stabili, seppur in prognosi riservata. Come dichiarano le fonti.

L’impianto, che era stato riaperto il giorno prima, aveva subito una totale ristrutturazione nel 2016. I lavori, finanziati dalla Regione Piemonte e dal Comune di Stresa, per la revisione tecnica dell’impianto sono costati 4 milioni e 400 mila euro.

Nelle ultime ore, inoltre, è emerso che “Il sistema di sicurezza non è riuscito a bloccare la cabina”, quindi è avaria dei freni. Intanto il comune di Stresa proclama il lutto cittadino. Ora al di là della rottura del cavo, l’inchiesta della Procura di Verbania dovrà stabilire perché non abbia funzionato il freno di emergenza della cabina precipitata dalla funivia dello Stresa-Mottarone.

Le parole di Mauro Mongelli alle famiglie delle vittime

A loro va la nostra più profonda vicinanza in un momento così drammatico”, scrive in una nota Mauro Mongelli, Segretario Generale della Faisa-Cisal, la Federazione Autonoma Italiana Sindacale degli Autoferrotranvieri, Internavigatori ed Ausiliari del Traffico.

Il bilancio dell’incidente che riporta la perdita di vite umane, ci porta a osservare un doveroso e rispettoso silenzio per la sofferenza di chi è stato colpito da questo triste evento – prosegue Mongelli – ma l’accertamento delle responsabilità, delegato agli organi competenti, resta prioritario”.

“La nostra Federazione – conclude il leader della Faisa-Cisal – auspica la ricerca, da parte di tutti, in modo consapevole e responsabile, di soluzioni finalizzate a evitare che, nell’ambito del trasporto pubblico locale compreso quello a fune, si ripetano simili tragedie.

Tra questi auspici, aldilà degli immaginabili e scontati messaggi di solidarietà, speriamo nell’’immediata attivazione di un percorso ministeriale e datoriale, comprese le autorità di controllo che operano in tal senso, al fine di consolidare con atti percepibili, il concetto e la cultura della sicurezza“, conclude il segretario Mongelli.