Una donna per amico

Una donna per amico

Una donna per amico, una delle gemme di Battisti

ROMA – “Una donna per amico” è una delle gemme di Battisti. Decisamente. E’ stato pubblicato nel 1978 ed è ricco di successi dell’artista laziale, da “Prendila così” e “Donna selvaggia donna” ad “Aver paura di innamorarsi troppo” e “Perché no”. La storia di questo disco ci porta indietro di 42 anni. Siamo negli studi di registrazione The Manor, in una sontuosa villa vittoriana nell’Oxfordshire, a sud di Londra. Lì prende vita uno dei più grandi successi discografici non solo di Lucio Battisti, ma della storia della musica italiana.

L’album uscirà nell’ottobre di quell’anno, conquistando il primo posto della classifica italiana dei dischi più venduti. Rimase in chart per 14 settimane consecutive e registrò vendite per oltre 700mila copie. Il singolo “Una donna per amico/Nessun dolore” spodestò “Wuthering Heights” di Kate Bush, restando in vetta alla classifica fino al 13 Gennaio 1979. In quel giorno, a sua volta lo scalzò “Meteor man” di Dee Dee Jackson.

Una donna per amico, una delle gemme di Battisti

A decenni dall’uscita il capolavoro di Battisti, tuttora al 3° posto nella classifica dei 100 dischi italiani più belli di Rolling Stone Italia, è anche arrivato in edicola riscoprendo una nuova giovinezza come seconda uscita della collana “I grandi album italiani“, curata da Paolo Maiorino, responsabile del catalogo Sony Music. È possibile riscoprire così, nell’ultima versione rimasterizzata e arricchita da un apposito fascicolo di contenuti inediti, la forza trainante del singolo che dà il titolo all’album. Ma anche di brani indimenticabili come “Prendila così”, “Donna selvaggia donna”, “Aver paura di innamorarsi troppo”, “Perché no”, “Nessun dolore”, “Maledetto gatto” e “Al cinema”. Bellezza assoluta.

Non a caso il disco sarebbe stato il quarto album più venduto in Italia nel 1978, nonostante fosse uscito quasi alla fine dell’anno e alle spalle di due colonne sonore mostruose come “Saturday Night Fever” e “Grease”, oltre che di “Sotto il segno dei pesci” di Antonello Venditti. Un’opera iconica, solido punto di riferimento per la scena musicale italiana, che ha visto numerose interpretazioni succedersi nel corso degli anni, come “Prendila così” rivisitata da Anna Oxa e l’indimenticabile versione di “Nessun dolore” interpretata da Giorgia nel 1994. Insomma, un capolavoro immortale.

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