Spesso, siamo abituati a sentir parlare di fantasmi, ma noi di Racconti dal Vicinato non amiamo questo termine … scetticismo vuole che, pur essendo appassionati dell’argomento preferiamo rimanere con i piedi ben ancorati a terra.

Tuttavia, la tematica ghiotta porta molto spesso a chiederci quanto di vero ci sia in alcuni racconti e quanto non sia solo frutto della fantasia umana che non ha proprio limiti.

Ad ogni modo, gli scienziati non usano mai il termine fantasma ma entità, questo perché nei dispositivi ad infrarossi, nei misuratori di EMF K2, K-II, K-2, e attrezzature simili per le “presunte” indagini paranormali, i fenomeni reagiscono a particolari campi magnetici che, spesso, lasciano basiti anche i più critici sull’argomento. Per i più curiosi invito a leggere il sito del team Ghost Hunters Roma che tempo fa si è occupato del fenomeno.

Su questa scia, si muove il mito di Azzurrina, figlia del conte Ugolinuccio o Uguccione di Montebello, feudatario di Montebello di Torriana, scomparsa in circostanze strane e mai accertate nel 1375.

Azzurrina: “Aveva gli occhi color del cielo e i capelli chiari coi riflessi azzurrini!”

Un passo indietro. Arroccato su un’imponente roccia a picco sul pittoresco villaggio di Borgo Montebello, si erge un maestoso castello che custodisce la storia di questa bambina scomparsa. Tramandata nei secoli è diventata ormai una leggenda, quella di “Azzurrina il fantasma che torna a far sentire la sua voce ogni cinque anni”.

Infatti, con il cadere del solstizio d’estate si manifestano presenze e voci che, presumibilmente appartengono alla bambina. Ma perché proprio in questo giorno? Perché le poche fonti a disposizione raccontano che la prematura scomparsa avvenne il 21 giugno 1375, giorno del solstizio d’Estate.

Il vero nome di azzurrina, è Guendalina nata nel 1370. Lo pseudonimo, gli fu attribuito dal folclore locale in quanto, la sfortunata creatura nacque albina e la madre, nel tentativo di difenderla dalle maldicenze popolari, che attribuivano il fatto di essere albini alla stregoneria, iniziò a tingerle i capelli di nero. Purtroppo, la pigmentazione del colore di natura vegetale non riusciva a legare con la natura del capello albino scarsamente capace di trattenere i pigmenti neri e quindi contrastando ogni intento che la voleva difendere dalle accuse di essere una presenza diabolica. Il risultato tra i pigmenti naturali e congeniti produsse un capello di colore azzurro, da cui il nomignolo azzurrina.

La scomparsa

La superstizione popolare crebbe nelle paure più profonde dei genitori, tanto che il padre la mise sotto stretta sorveglianza. Ordinò a due delle sue guardie più fedeli di non perderla mai di vista. Domenico e Ruggero, questi i loro nomi, avevano ordine tassativo di non farla mai, in nessun modo uscire dal castello.

Il 21 giugno, fuori dalle mura, imperversava un temporale. La bambina stava giocando con una palla fatta di stracci. Il padre, lontano, combatteva in battaglia e non era ovviamente vigile.

La palla, d’un tratto, rotolò in fondo ad una scalinata che conduceva alla ghiacciaia. Guendalina le corse dietro nel tentativo di riprenderla. Un grido spaventoso. Il nulla.

Le guardie accorsero. Di lei nessuna traccia. Come poteva essere accaduto? Certo, il pensiero logico porta da subito a pensare che qualcuno, forse con una certa complicità all’interno del castello, avesse agito indisturbato. Eppure, nessuno ne seppe più nulla. Le ricerche non portarono ad esiti positivi e la storia di Azzurrina entrò nella leggenda.

Il folclore

Il tremendo episodio, ad ogni modo, aveva sconvolto molte persone. Nessuno, per quanto ovvio, vide più la bambina. Di contro, il suo corpo non venne mai ritrovato. Tra le varie ipotesi si fa largo quella secondo la quale Azzurrina fu fatta uccidere dal suo stesso padre, che – con l’alibi della battaglia – poteva uscirne pulito. Alla base di questa ipotesi, possibili incidenti diplomatici e ancor prima un ostacolo alla carriera. Un mistero irrisolto che si arricchisce ancor di più della presenza della bambina nel castello riportata dalle fonti. Infatti, nelle Memorie sul Castello di Montebello di Romagna, Tommaso Molari (1875-1935) scrive:

La leggenda popolare vi intesse intorno il suo mondo di spiriti e di folletti, tanto che, nella notte, chi vi si attarda, sente salire dai trabocchetti rumori strani, tonfi e vagiti paurosi di anime chiedenti pace“!

Partendo dai documenti, o ciò che ne restano, si può comunque aggiungere che l’unico ufficiale sulla bambina è il Mons belli et Deline (Montebello e Adelina).

Il resto, tra realtà e fantasia, rappresenta una storia più volte rivisitata arricchita o, distorta, nel corso del tempo dal folclore. Sembrerebbe che un parroco, nel 1620, l’annoveri nelle fulgide leggende popolari in un mix di novelle.

Improvvise apparizioni

Percorrendo i corridoi e le scale ripide del castello la sensazione è claustrofobica. Man mano che ci si avvicina al luogo esatto in cui Azzurrina è scomparsa, i visitatori raccontano, ognuno a modo suo, di strane “presenze”.

La botola nel pavimento, che conduce ai sotterranei, è recintata. Già dal 1990, in questo sito, sono stati registrati da tecnici del suono e parapsicologi vari suoni e fenomeni. Dei tuoni, uno scrosciare violento di pioggia, poi il pianto di una bimba che riecheggia. Nel 2020, ricorreva il lustro nel quale questo spirito tormentato si rivelava.

Non a caso come detto inizialmente, ogni 21 giugno, a distanza di 5 anni, nella notte del solstizio d’Estate, nel castello di Montebello “apparirebbe” Azzurrina e, in quella notte, risuonerebbero proprio i rumori tipici di quel giorno lontano. Tra questi anche la voce della bambina che a volte ride e a volte piange. Qualcuno [senza fonte] sentiva e raccontava dell’impercettibile tonfo che fa la palla cadendo e rimbalzando … o del rintocco delle campane.

Infine, c’è chi testimonia anche di altre presenze che animano le stanze e fatti difficilmente spiegabili. Come, ad esempio, sedie che si muovono da sole, rumori di passi, in un castello che nella sua millenaria storia continua ad alimentare suggestive leggende. Mi chiedono: “Perché ogni 5 anni?” …Perché è l’età che aveva Guendalina il giorno della sua scomparsa, vita, esistenza che dir si voglia … scelta (forse) un po’ teatrale non trovate?

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