Brucia la montagna vicino all’Aquila

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Brucia la montagna vicino all'Aquila
Brucia la montagna vicino all'Aquila

L’AQUILA – Brucia la montagna vicino all’Aquila. E’ ormai da più di dieci giorni che si va avanti così. Anche se ci sono ancora alcuni focolai annunciati dal fumo visibile dalle finestre della case, i roghi sono sotto controllo. Tuttavia l’attenzione non va abbassata. Assolutamente. Gli incendi si sono sviluppati nel monte che sovrasta la frazione di Arischia. Ma anche sulla collina al di sopra del popoloso quartiere di Pettino, tenendo tutti in forte apprensione e preoccupazione per essere arrivati a circa 150 metri dalle abitazioni.

Le fiamme, dolose, tanto che la Procura aquilana ha aperto un’inchiesta, non sono state domate del tutto. Sono presenti soprattutto nel sottobosco alimentate da aghi di pino e pigne e talvolta emergono un superficie. Proprio per questo vigili del fuoco, protezione civile, volontari, esercito e forze dell’ordine, ciascuno per il proprio ruolo, stanno lavorando con turni giornalieri e anche notturni, questi ultimi per monitorare la situazione. L’obiettivo è fare quella che viene definita la prima bonifica, cioè lo spegnimento definitivo anche sotto terra.

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Brucia la montagna vicino all’Aquila

Il Comune dell’Aquila ha sollecitato la dichiarazione dello stato di emergenza rivolgendosi alla presidenza del consiglio dei ministri. Non solo. Inoltrata la deliberazione della Giunta comunale alla Regione Abruzzo, affinché provveda a sostenere la richieste dell’ente al Governo. Ecco cosa ha spiegato il sindaco Pierluigi Biondi a proposito della dichiarazione dello stato di emergenza:

“È necessaria per l’applicazione delle procedure utili per incrementare l’azione finalizzata a un contenimento ancora più efficace degli incendi, e per avere un’opportuna copertura delle spese elevatissime che Comune e Regione stanno sostenendo e dovranno sostenere ancora. I costi non sono solo quelli da sostenere per l’emergenza in corso, ma anche quelli del post incendio. I vigili del fuoco dovranno effettuare una ricognizione puntuale sull’area interessata con i droni. E si dovrà procedere con le necessarie operazioni di bonifica”.