Catacombe dei Cappuccini

Catacombe dei cappuccini: il mistero di Rosalia

Nel cuore di Palermo, precisamente nel quartiere Cuba, si trova la chiesa di Santa Maria della Pace che conserva nella cripta le catacombe dei Cappuccini. Proprio i monaci alla fine del 1500 decidono di ampliare il cimitero sotterraneo e traslare tutte le mummie dei confratelli. Tuttavia col tempo accettano nel loro cimitero anche i personaggi facoltosi appartenenti alla nobiltà siciliana. Questi infatti affidano i loro defunti ai Cappuccini che, dopo l’imbalsamazione, espongono le salme nei corridoi della cripta. In questo modo i parenti ancora in vita possono far loro visita, in una sorta di continuità tra prima e dopo la morte. Nel 1920 viene accolta la piccola Rosalia Lombardo, una delle ultime persone a essere ammesse alla sepoltura nella cripta. Ad un secolo dalla sua morte è perfettamente conservata. Quali segreti cela e chi ne è l’artefice?

Un enigma lungo 100 anni nelle catacombe dei cappuccini

Nata a Palermo il 13 dicembre del 1918 Rosalia muore a causa di una polmonite all’età di due anni. Il padre distrutto dal dolore la affida alla confraternita dei frati per farla vivere in eterno. Ad operare il miracolo delle catacombe dei cappuccini è il tassidermista Alfredo Salafia ed i risultati sono semplicemente sorprendenti. Infatti la bambina si presenta come un piccolo angelo addormentato, un raggio di luce nel buio dell’oltretomba. Con riccioli dorati che le ricadono sulla fronte e sembianze talmente autentiche da farla sembrare viva, ma sprofondata in un sonno perpetuo. Il mistero è presto svelato, a fermare l’istante della morte è stata un’iniezione di formalina, glicerina, sali di zinco, alcool e acido salicilico. Mentre il volto è trattato con paraffina disciolta in etere, per mantenere un aspetto vivo e rotondeggiante. Ciononostante per un enigma svelato ne sorge un altro.

Catacombe dei cappuccini

Uno sguardo dall’oltretomba

Infatti secondo alcuni testimoni la bambina avrebbe aperto e chiuso gli occhi più volte al giorno. Tale fenomeno è stato registrato dalle telecamere installate nella stanza dove riposa. Si tratta solo di un’illusione ottica prodotta dalla luce che filtra dalle finestre laterali? Forse è probabile perché la mummia ha cambiato posizione: prima era inclinata grazie a un supporto ligneo, adesso, nella nuova vetrina, è in posizione orizzontale. Si osserva quindi, meglio che in passato, che le palpebre non sono totalmente chiuse. Un’altra spiegazione plausibile è che a provocare tale fenomeno è la variazione di umidità all’interno della teca. Intanto, Rosalia riposa, a distanza di anni, nella sua culla celeste tra i volti curiosi dei temerari che si avventurano nelle catacombe. Un luogo suggestivo e unico nel suo genere che, in tanti secoli di storia, attira ed affascina curiosi da tutto il mondo.

error: Content is protected !!