Charles Manson l’uomo dietro il mostro

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Charles Manson

È forse conosciuto come uno dei criminali più efferati d’America, viene definito in molti modi: icona del male assoluto, satanista, manipolatore. Charles Manson incarna l’inequivocabile prova del fascino morboso del male sull’uomo. Ma chi era veramente?

La vita di Charles Manson

Nato a Cincinnati nel 1934, dalla sedicenne Kathleen Maddox, Charles Manson salta a piedi pari l’infanzia per arrivare subito ad una adolescenza scellerata. Rimbalza da un riformatorio all’altro trovando il tempo anche di sposarsi con l’infermiera, Rosalie Jean Willis. Un matrimonio che si trasforma presto in sodalizio criminale finché nel 1956 finisce in carcere. Durante la detenzione nel penitenziario di MacNeil Island, Charles, nutre il lato oscura con lo studio di esoterismo, magia occulta ed ipnotismo. Infatti uscito di prigione nel 1967, spinto dall’insaziabile bisogno di costruire quella famiglia mai avuta, diventa una sorta di guru spirituale. Si crea un seguito di seguaci nel quartiere di Haight-Asbury a San Francisco, dove è già in corso la cosiddetta Estate dell’amore.

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La Manson Family e la musica

Charles offre a questi giovani un porto sicuro aprendogli le porte dello Spahn Ranch di Los Angeles. Si dipinge come la risposta a tutti i loro bisogni arrivando a dire di essere la reincarnazione di Cristo e Satana insieme. Questo delirio di onnipotenza è condito dal disprezzo nei confronti dei neri, Manson profetizzava uno scontro civile tra bianchi e neri. Ovviamente una guerra dove alla fine la sua famiglia avrebbe regnato per sempre in un crescendo di ossessioni, come quella per la musica. Infatti Manson ha un sogno, diventare un musicista famoso e nell’estate del 1968 accarezza questa illusione grazie a Dennis Wilson, batterista dei Beach Boys. Tuttavia un suo brano Cease to Exist, viene rubato e inserito dalla band nell’album 20/20 (1969) con un nuovo titolo Never Learn Not to Love.

Charles Manson

Il massacro di Cielo Drive

In seguito alla vicenda la delusione accresce l’odio e l’avversione di Charles per questo mondo marcio e corrotto. La sua mente pianifica e realizza una vera carneficina ma senza sporcarsi le mani di sangue perché le sue braccia sono gli adepti. Inizia non a caso dalla proprietà di Terry Melcher, il produttore musicale che si era rifiutato di scritturarlo come musicista per la Columbia Productions. Perciò la villa a Cielo Drive, un ricco quartiere di Los Angeles, diventa per Manson il simbolo di tutti coloro che lo hanno respinto. A eseguire gli ordini Charles Watson e Susan armati di coltelli, revolver e corda di nylon. Il primo a morire è il parrucchiere Jay Sebring, ferito con un colpo di pistola all’ascella e finito con una serie di coltellate. In seguito sotto una pioggia di coltellate muoiono Voityck Frykowski e la Folger, l’ultima vittima fu Sharon Tate, incinta di otto mesi.

Una lunga scia di sangue

Il diavolo però è nei dettagli infatti dopo la carneficina la Atkins scrive sulla porta da cui avevano fatto irruzione PIG con il sangue dell’attrice. Mentre sullo specchio del bagno venne scritto HELTER SKELTER, titolo di una canzone dei Beatles interpretata da Manson come l’arrivo del caos. L’orrore continua, il giorno dopo è il turno dell’imprenditore Leno LaBianca e la moglie; colpita da più di quaranta colpi alla testa con una forchetta. L’attività criminosa scatenata da Charles Manson termina quando è tradito dai suoi stessi seguaci. Difatti la testimone chiave nel processo fu Linda Kasabian, la ragazza che ricoprì il ruolo di palo la sera del 9 agosto 1969. Al processo Manson si presenta con una X incisa sulla fronte, che poi farà diventare una svastica nazista. Susan Atkins rivelò che Manson voleva uccidere altre celebrità tra cui Liz Taylor, Steve McQueen e Frank Sinatra.

L’epilogo ed altre curiosità

Il 29 marzo 1971 il processo si chiude con la condanna a morte di tutti i componenti della Family. Tuttavia, nel 1972 lo Stato della California abolisce la pena di morte e per Charles Manson e la sua setta la pena venne commutata in ergastolo. Lontano dalle luci il leader furioso diventa quasi mansueto, in pochi sanno che smontava le sua calze per trasformarle in bambole lavorando a maglia. Si è persino rotto un dente una volta mentre cercava di togliere un filo che faceva resistenza. Nel 2015 alla soglia degli 80 anni si sposa con la ventiseienne Elaine Burton, muore improvvisamente il 19 novembre 2017. Ci lascia la delirante storia di un folle, aspirante rockstar rifiutata dal mondo e detentore di un’inspiegabile potere di vita e morte sulle persone.