Gustavo Rol

Gustavo Rol: un uomo tra prodigi ed enigmi

Nell’ambito di esoterismo e parapsicologia Gustavo Rol è probabilmente una delle personalità italiane più discusse. Durante la sua lunga vita è stato definito: chiaroveggente, illusionista, spiritista, mago. Chi è in realtà quest’uomo che sembra ancora oggi indecifrabile? Lui stesso evita ogni etichetta e si dichiara un essere molto più alla buona, meno importante, ma diverso. Un ricercatore e sperimentatore che vuole incoraggiare gli uomini a indagare oltre l’apparenza. Scopriamo insieme la sua storia alla quale fa da sfondo una città misteriosa per eccellenza, Torino, dove questo personaggio nasce il 20 giugno 1903.

Studi e formazione di Gustavo Rol

Gustavo Rol cresce negli ambienti dell’alta borghesia, il padre Vittorio è un noto avvocato, la madre, Martha Peruglia, appartiene alla élite colta della città. I rigidi protocolli imposti dallo stato sociale non gli impediscono, tuttavia, di seguire le sue passioni come l’arte e la spiritualità. Contemporaneamente agli studi presso la facoltà di Giurisprudenza alla Regia Università di Torino, dove si laureerà nel 1933, segue un tirocinio bancario. Un lavoro come dipendente presso la Comit, Banca Commerciale Italiana, che lo porta in giro per l’Europa. È proprio durante un soggiorno a Marsiglia, tra il 1925 e il 1926, che avviene una svolta nella sua vita. Conosce un polacco ateo che lo introduce ad alcuni giochi di carte e all’esoterismo. Insieme si recano a Lourdes dove assistono a una guarigione miracolosa, in seguito alla quale il polacco si convertirà rifugiandosi in un convento.

Dalla crisi alla popolarità

Suggestionato da questo evento Rol comincia un lungo studio mistico, in seguito al quale ha una crisi esistenziale e si ritira in un monastero. Tornato alla vita laica mette al servizio degli altri le sue potenzialità sensitive, tra le quali: chiaroveggenza, telepatia, precognizione, telecinesi. Negli anni ‘30 del Novecento la sua fama si diffonde in Italia, sembra che persino Mussolini consultò Rol durante la seconda guerra mondiale. Nel 1942 lo chiama a Villa Torlonia per avere previsioni sul conflitto. Lui rispose:

Duce, per me la guerra è perduta”!

Dal 1950 in poi la sua celebrità divampa, arriva a Londra, dove lo invita la regina Elisabetta II. Approda anche in America, grazie a Walt Disney, che desidera incontrarlo. Massimo Inardi, studioso di parapsicologia, su Il Resto del Carlino del 10 giugno 1975, descrive l’uomo come un fenomeno vivente dalle doti illimitate.

Gustavo Rol

Gli estimatori di Rol

Successivamente si occupano di lui giornalisti come Dino Buzzati che ne parla nel libro I misteri d’Italia (1978). Le capacità di Gustavo Rol nel 1982 lo portano a collaborare nella liberazione del generale James Lee Dozier, rapito dalle Brigate Rosse nel dicembre 1981. Ronald Reagan gli invierà un telegramma per ringraziarlo. Negli anni successivi la sua casa, in via Silvio Pellico 31 a Torino, diventa meta di personaggi importanti. Nel suo salotto passano: Federico Fellini, Franco Zeffirelli, Cesare Romiti, Alberto Sordi, la famiglia Agnelli. In cosa consistevano le sedute? Dai resoconti di chi ha partecipato si tratta di predire le carte scelte, lettura in libri chiusi. Scrivere nell’aria una frase e ritrovarla su un foglio di carta, parlare con spiriti intelligenti. Tra i testimoni di questi esperimenti c’è anche Renzo Allegri, che nel 1986 scrive il libro Rol, l’incredibile.

Morte di un uomo e nascita di un mito

Non mancano tuttavia le critiche da parte degli scettici, in particolar modo ci sono quelle dei giornalisti Piero Angela e Tullio Regge. Partecipano entrambi alle prodezze del sensitivo ma, infine, lo classificano nell’ambito del mentalismo, ovverosia una branca dell’illusionismo. Rol si è sempre opposto a verifiche scientifiche su ciò che faceva, affermando che i suoi prodigi non fossero ripetibili a comando. Sosteneva che le sperimentazioni nel campo paranormale lo avevano aperto verso un’entità superiore all’uomo, Dio, capace di condurlo, attraverso la materia, verso dimensioni sconosciute. In conclusione che ruolo ha avuto quest’uomo? Probabilmente quello d’incoraggiare gli uomini a iniziare il suo stesso percorso al fine di dimostrare che il divino non è inarrivabile. Quando Rol muore il 22 settembre del 1994 a Torino entra nel mito, forse anche inconsapevolmente, come una delle figure più enigmatiche del XX secolo.

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