Il dolore dell'anima 1 di 3

Il dolore dell’anima [1 di 3] perchè ansia e paure

Blog – Il dolore dell’anima – Che cos’è l’anima? Ce lo siamo mai chiesti? L’anima è la nostra essenza più pura, la parte vitale e spirituale del nostro corpo.

La parola “anima”, significa “soffio, vento” [dal latino/greco], come a volerlo collegare in un cuore astrale che si snoda dal primo respiro all’ultimo della vita.

Ma perché il dolore dell’anima? Perché che ci si creda o no, l’anima soffre e a volte ciò che sente è più insopportabile di un male fisico; e per quanto si voglia dire il dolore c’è, tangibilmente, realmente.

Verrebbe da dire, dunque, che la quantità di dolore che si prova in alcuni casi, è direttamente proporzionata alla quantità del dislivello con l’anima stessa. Con i nostri equilibri esistenziali.

O più semplicemente, quando una persona non è in armonia con se stesso. Il dolore emotivo, il male silenzioso con cui si deve fare i conti ogni giorno è qualcosa che per molte persone diventa asfissia.

Un danno invisibile che attanaglia l’anima. Ma perché accade il dolore? Accade solo perché la nostra vita è piena di sfide, di sofferenze e ingiustizie? Oppure perché le cose brutte accadono e basta? Il dolore, non potrebbe semplicemente avere a che fare con la nostra ricettività e nulla a che spartire con l’anima? E d’altro canto potremmo ancora chiederci, perché non stiamo bene?

L’IO

Molto probabilmente perché siamo sopraffatti dai pensieri. Infatti, nell’essere cosciente, la mente domina la materia; mentre nell’inconscio nella parte spirituale, o nel sogno, dove risiede il nostro IO più profondo, è esattamente il contrario. La mente è plasmata da uno stato più atavico, l’essenza primordiale.

Non a caso nel nostro inconscio, non domina quello che definiamo raziocinio, ma l’anima, l’inconscio, la parte libera di noi, dove non ci sono paure né tentennamenti.

Ultimamente anche a causa del periodo storico che stiamo ancora vivendo, è sovente sentir parlare di dolore, di depressione, ansia; concetti “parenti” che esprimono comunque un disagio, un malcontento di fondo. E ciò rende ancora più palpabile quanto il dolore dell’anima esista.

Il dolore dell’anima, la “fame”

Ma forse il dolore arriva per un motivo, arriva per dirci che l’anima ha “fame”.

Fame di nutrimento, fame di felicità, che spesso ostacoliamo con i nostri comportamenti fuori di noi.

Ma perché il dolore, l’ansia, perché?  Perché probabilmente il nostro corpo non è pensato per questi stati d’animo. Ci dice, infatti, che stiamo subendo una violazione. E lo fa “aggredendoci” con i turbamenti.

Alla radice del dolore quindi, troviamo la negazione dell’anima. Come a voler dire che se stiamo male è perché ci rifiutiamo di sconfiggere la paura. Ci rifiutiamo di incarnare la nostra vera essenza che, altro non è, che la nostra concentrazione embrionale. Ovvero il focus di tutte le particelle interconnesse di cui siamo fatti.

L’anima ci avvisa che dentro di noi ciò che siamo, non ha più niente a che vedere con ciò che credevamo di essere; oppure con ciò che pensavamo fosse la strada da intraprendere.

E allora arrivano i disagi che ci sconvolgono e ci mettono subito in riga. Ci costringono forzatamente a prestare attenzione, violando la nostra sensibilità.

Cosa vuole l’anima

Purtroppo siamo abituati a vivere nella paura. In qualche caso nella vigliaccheria. Poiché esistiamo solo ancorati, hai “se” hai “Ma” hai “Forse” senza mai prendere una decisione; e tutto questo ci impedisce di condurre la vita che meritiamo.

Ma l’anima non vuole questo. L’anima brama la libertà, rifugge l’oppressione. L’anima è pensata per l’armonia per l’amore per l’animosità.

Diversamente, l’odio, la sofferenza, l’insofferenza, l’ignoranza e l’insensibilità la fanno soffrire. Perché in fondo l’anima rifiuta la negatività dei sentimenti.

Quando questa non ottiene ciò di cui ha bisogno, sentiamo arrivare il dolore, il disagio e il malessere. Ed  il primo ad accorgersene è proprio il nostro corpo, che è lo scudo dell’anima l’involucro che la contiene. La nostra essenza più profonda allora inizia mandarci dei segnali.

Il dolore dell’anima 1 di 3 – La luce interiore

Questi segnali non sono solo riscontrabili con sintomi come ansia e panico, ma anche in paure, cattive azioni e cattivi comportamenti; o addirittura si arriva ad essere scontrosi o violenti con chi ci sta intorno.

A volte qualcuno riesce a rendersi conto che sta sbagliando e vorrebbe riparare. Altre volte invece si è talmente concentrati sulle proprie paure, che non si riesce a rendersi conto del male che si infligge a se stessi e anche a chi ci sta vicino, e a chi non vuole altro che il nostro bene.

Quindi si potrebbe dire che il dolore in qualche modo ci cambia. Ci insegna molte cose. Ma soprattutto impariamo a convivere con un altro aspetto: ovvero la parte oscura che risiede in noi. Una parte con cui coalizzarsi per vivere serenamente l’accettazione di ciò che siamo. Non di ciò che dovremmo essere. Ma soprattutto, può insegnarci ad amare ed amarci.

Può farci capire cosa significhi il rispetto. Cosa significhi non far del male a qualcuno che differentemente ci ha mostrato amore. Ci insegna che il male fatto purtroppo torna indietro con gli interessi e che prima di far male a qualcuno dovremmo pensare al torto subito. Anche se purtroppo, non è sempre così semplice. ‘Verba volant, scripta manent’.

Secondo alcuni professionisti, dalla sofferenza si apprende la luce cioè la luce interiore. Perché rappresenta una piccola “testa di spillo” che s’insinua nella nostra mente per parlarci di bisogno insoddisfatto, latente, che penetra nell’anima.

Il dolore dell’anima 1 di 3

La forza dentro di noi

Questo stato d’animo è sinonimo sia di ripresa, sia di allarme poiché indica come una parte di te, sta soffocando sotto il peso dei pensieri. Come fosse strangolata da qualcuno. Il dolore per quanto possa sembrare ostico va ascoltato, osservato, contemplato e compreso perché in racchiude le risposte e la condotta alla verità e alla scoperta del vero malessere insito nell’uomo.

Pertanto, ciò di cui l’anima ha bisogno, è ciò e di cui essa stessa è fatta, ossia Amore ed Energia e trae nutrimento dalla creatività e dalla forza stessa correlata. Lo spirito ha bisogno di compassione e del principio immateriale che riveste.

Di conseguenza, l’infelicità  non solo ti dice ciò di cui tu hai bisogno. Ma rileva cos’è e cosa vuole la tua anima.

Tuttavia coglie anche qual è la parte più straordinaria di te il punto di ripartenza.

Il problema è che spesso sappiamo di cosa abbiamo bisogno, ma il tremore che ci opprime ci proibisce di fare ciò che dà origine ai sogni e quindi al mutamento, che è condizione ancestrale insita dell’essere umano.

Un input

In questo momento un esercizio utile sarebbe quello di sederti, rilassarti in un luogo dove nessuno può disturbarti e di fare una serie di respiri profondi e poi concentrarsi sul dolore interiore e “interrogare l’anima” chiedendole:

  • Dov’è che ti sei fatta male? In quale luogo?
  • Qual è il tuo bisogno e quale di questi è stato negato o ignorato?
  • In quale momento c’è stato il disallineamento tra la mia vita e i desideri della mia anima?
  • Cosa posso fare, nel limite delle mie possibilità, per realizzare un maggiore allineamento tra la mia vita e la mia anima?

Riflettere e annotare le risposte sono uno spunto su cui ricostruire noi stessi.

Il dolore dell’anima 1 di 3 – Il giusto supporto

Forse la risposta a tutto questo è l’amore. L’amore dato, ricevuto e l’amore per se stessi. Nel dubbio sappi che la tua anima non mente mai. È opportuno ascoltare le risposte che vengono da noi, segnali esaustivi dettati dalla riflessione; un responso che conosciamo perfettamente, ma ignoriamo perché le fobie o lo sconforto ci impediscono di ottimizzare.

Il dolore dell’anima, come qualcuno pensa, non è un dolore immaginario è un affanno che ci spinge a lottare costantemente ogni giorno con noi stessi, con le nostre paure più forti. Un dolore indefinibile che è diverso da persona a persona perché ogni dolore è diverso e non vissuto con la stessa intensità.

È un tribolare che porta ad un disagio psico-fisico emotivo, sociale e spesso sfocia in situazioni tragiche o addirittura traumatiche. Probabilmente è uno dei dolori più forti, forse il peggiore, perché essendo un male invisibile, rappresenta un insieme di emozioni negative innescate da un meccanismo viziato da un ideale di partenza.

Purtroppo spesso i dolori del passato, gli echi di problemi irrisolti i fallimenti, le sofferenze e una grave mancanza di supporto adeguato sfociano in quello che è vissuto realmente come un lutto.

Perché un lutto? Perché la passione che si prova è la stessa di quando qualcuno a cui abbiamo voluto bene ci lascia imprevedibilmente.

Perciò quando ci sentiamo svuotati emotivamente e vediamo che tutto intorno a noi cede e quando sentiamo che tutte le nostre certezze si stanno sgretolando, è il momento in cui c’è bisogno di un supporto terapeutico.

Conclusioni

Ad ogni modo molti sono consapevoli di ciò che si sentono e di ciò che stanno attraversando, ma spesso c’è una sorta di rifiuto a riconoscere il problema. Tutto questo non fa che prolungare lo stato di depressione che ne consegue e andrà a comportare, nel tempo, una sorta d’intorpidimento fisico ed emotivo e l’angoscia comporterà un aggravamento. Motivo per il quale è importante iniziare un processo di guarigione mirato ed affrontare le paure prima che sia troppo tardi.

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