Mezzi pubblici: ”Troppa violenza ma anche tanta indifferenza”

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Mezzi pubblici
Trasporto pubblico, nuove aggressioni sui mezzi

Nuovi atti di violenza sui mezzi pubblici, questa volta accade nel barese, dopo Torino, Napoli e Taranto l’ennesima aggressione tra l’indifferenza generale. ”Troppa violenza ma anche tanta indifferenza”.

Roma –  20 agosto 2020. Le recenti e ripetute aggressioni al personale impiegato nei servizi di guida, di controllo e scorta delle aziende del Trasporto Pubblico Locale e Ferroviario, non sono più tollerabili. I dipendenti, sia di terra che di bordo, oramai sono costantemente insultati e sottoposti a minacce o vessazioni.

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Dopo Foggia, Torino, Napoli, Taranto, ancora un’aggressione a Bari ad un autista dell’azienda AMTAB. Secondo quanto riportato dalla stampa, sarebbe stato attaccato e preso a pugni; ed ancora colpito al volto con una bottiglia.

“Questi vili accadimenti, ma anche la colpevole indifferenza che si sta ingenerando rispetto a questi episodi, stanno trasformando i treni, metro, bus e stazioni in teatro di gravi atti di violenza; che, oltre a compromettere la sicurezza e la serenità di chi viaggia e di chi lavora, crea la percezione di profondi disagi ed un generale senso di insicurezza del servizio offerto”. Dichiara il Segretario Generale della Faisa Cisal Mauro Mongelli.

Mezzi pubblici: FAISA CISAL verso un tavolo nazionale

E’ inaccettabile”. Continua deciso il dirigente della Federazione sindacale  – “che il personale ‘ front line’ debba continuare a subire angherie e violenze”.

“Non possiamo permettere che si consolidi la falsa convinzione che sui mezzi di pubblico trasporto si possa agire indiscriminatamente restando impuniti; pena la diffusa quanto mai errata percezione che quei luoghi non sono più presidi di sicurezza”.

Non è più sufficiente la sola solidarietà per le vittime. Servono fatti, azioni. Al fine di mettere concretamente in atto; anche attraverso la costituzione di un tavolo nazionale permanente che non sia solo di osservazione del fenomeno in questione, ma anche di contrasto con azioni appropriate”.

Sarebbe inoltre auspicabile da parte delle aziende, quale segnale tangibile di difesa dei propri dipendenti e dei beni aziendali, innanzitutto costituirsi parte civile nei confronti degli aggressori”. Conclude il Segretario Generale Mauro Mongelli.