Natale: Storie horror e di fantasmi

Perché a Natale alcune tradizioni vogliono narrare storie horror e di spiriti del passato?

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Natale: Storie horror

Natale: Storie horror e di spiriti Natalizi oltre “A Christmas Carol“.

Chi di noi non conosce l’ormai famoso film tratto dal racconto Canto di Natale di Charles Dickens? un romanzo breve, del 1843 che è sia commovente sia efferato sul Natale e che racchiude una nota critica verso la società imprigionata in una morsa di indifferenza; tra cui spicca un aspetto negativo sul lavoro minorile, la povertà e il paradosso a cavallo tra l’ignoranza, l’analfabetismo e una nicchia marginale di benessere e cultura – rivisitato nella figura di Ebenezer Scrooge, un banchiere avaro ed egoista – che, tuttavia, inasprisce il forte divario delle classi sociali.

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Natale: Storie horror
Natale: Storie horror e di fantasmi – scena di “A Christmas Carol”

Perché la gente racconta storie di horror a Natale? Facciamo un passo indietro

Ebenezer Scrooge non è stato il primo personaggio immaginario a vedere i fantasmi nel periodo natalizio. Le storie di spiriti in questa fase dell’anno, hanno una tradizione che va molto, molto più indietro – forse anche di più – del Natale stesso. Quando la notte si fa lunga e l’anno volge al termine, è naturale che la gente senta l’istinto di riunirsi. Alla fine dell’anno, ha anche senso pensare alle persone che non sono più con noi, o alla malinconia dei luoghi rimasti nel cuore.

Probabilmente è per questo motivo che sono nate le storie di spettri natalizi. Le sue origini hanno poco a che vedere con il tipo di Natale commerciale che celebriamo dall’epoca vittoriana. Riguardano cose più oscure, più antiche, più fondamentali: l’inverno, la morte, la rinascita e la connessione estatica tra un narratore e il suo pubblico. Tuttavia, “ben confezionati” negli accoglienti aspetti della festa.

Il Natale celebrato in Europa e negli Stati Uniti era originariamente collegato alla celebrazione “pagana” del solstizio d’inverno e alla festa conosciuta come Yule. Il giorno più buio dell’anno era visto da molti come un momento in cui i morti avrebbero avuto un contatto particolare con i vivi. Inoltre, questa festa, ha un cocktail di elementi che evocano l’aldilà, potremmo dire che c’è una strana mescolanza di abitudini pagane e grande religiosità, con un connubio di credenze legate a quelli che sono i giorni più corti dell’anno.

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In mezzo a tutto questo, tra vini, spumanti, rum e liquori vari … beh, qualche racconto altisonante è destinato a venire fuori! E questo era particolarmente veritiero nei giorni precedenti l’arrivo della televisione. 

Quando Charles Dickens arrivò con il suo Carol (1843), la tradizione del Natale iniziava a svanire, un po’ dappertutto. In effetti, per la maggior parte delle persone era ancora un giorno di lavoro e, come dice la storia, la rivoluzione industriale significava meno giorni liberi per tutti, e il Natale era considerato così poco importante che nessuno si lamentava.

In Inghilterra, ad esempio, l’eclissarsi della festa arrivò con la figura di Oliver Cromwell. Puritano, Signore e Protettore d’Inghilterra nel XVII secolo, era deciso a portare avanti la sua “missione” per ripulire la nazione dai suoi eccessi più decadenti. In cima alla lista c’era proprio il Natale e tutti i suoi ornamenti festivi.

Prima di questo periodo i festeggiamenti erano celebrati in modo molto simile al Natale moderno; un sacco di cibo e bevande, decorazioni e canti (Cromwell ha notoriamente vietato anche i canti di Natale).

Le popolazioni inglesi a quei tempi – e non solo – celebravano anche le storie di fantasmi natalizi. Ma quest’aspetto non riguarda solo l’Inghilterra. Tradizioni simili sono riscontrate anche in altri luoghi del mondo.

Grazie a “A Christmas Carol” e all’invenzione della “cartolina di Natale” e alle imprese del diciannovesimo secolo che cercavano di creare una nuova festa economica, (votata al consumismo), il Natale vide una rinascita in tutta la Gran Bretagna. E con esso arrivarono le storie di paura per le quali il Natale britannico è oggi molto famoso. Narratori terrificanti come E.F. Benson, Algernon Blackwood e J.H. Riddell posero le basi per i racconti del XX secolo di artisti come A.M. Burrage e M.R. James.

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La tradizione delle storie di spettri si è fatta strada anche nei tempi moderni, conservata in documenti storici o in alcuni testi natalizi come “It’s the Most Wonderful Time of the Year” che parla di “spaventose storie di fantasmi”.

Anche se agli occhi moderni, Halloween potrebbe essere una festa più appropriata per i fantasmi, il Natale, a detta di molti, ha più senso. Come scrisse lo stesso Dickens, “i fantasmi del Natale sono in realtà il passato, il presente e il futuro, che vorticano intorno a noi nei morti dell’anno. Ci ricordano che siamo tutti perseguitati, sempre, da fantasmi buoni e cattivi, e che tutti hanno qualcosa da dirci”.

Buone Feste Da Racconti Dal Vicinato.