Relazioni: quand’è il momento di chiuderle?

Alcuni suggerimenti che possono farci capire che una relazione non sta andando nella direzione giusta

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Relazioni: quand'è il momento di chiuderle?

Quand’è che ci rendiamo conto che la nostra relazione si sta arenando? E quand’è che, in linea di massima è opportuno fare un passo indietro? Molte persone oggi vivono relazioni tossiche e stagnanti che per diverse ragioni non riescono a chiudere.

Purtroppo, nel girone “infernale” le situazioni, i casi e le sfaccettature di una storia sono vaste e in alcune condizioni, quando il problema diventa gravemente irreversibile è opportuno “tagliare i rami secchi” e ricominciare da capo. Per alcuni individui, il vero ostacolo è rappresentato proprio dall’incapacità di agire e reagire.

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Questo maggiormente nei casi più seri dove si ha a che fare con narcisisti o manipolatori. Attenzione però: non sono la stessa cosa, anche se spesso in donne o uomini possono insidiarsi entrambe le personalità.

Ma non tratteremo l’argomento. Tuttavia, se pensate di essere vittime di un/una narcisista, consiglio il canale YouTube della Dottoressa Counselor Eliana Sebastiani Pierbattisti, esperta nel disturbo narcisistico e autrice del volume “Il bluff del cuore”.

A questo punto, c’è da chiedersi quali sono i segnali che dovrebbero accendere in noi un campanello d’allarme. Purtroppo, non è sempre semplice perché non è assolutamente detto che la caratteristica di una persona o il suo modo di fare corrisponda a determinati criteri. Tuttavia, è possibile in linea generale racchiudere alcuni punti utili per iniziare quantomeno a capire se è opportuno fare un passo indietro.

I motivi sbagliati dietro le relazioni

Avete mai quella sensazione di dover sempre e costantemente “sistemare le cose” con lui/lei? un’insoddisfazione perenne e continua in uno stato di costante angoscia? E ancora, vi sentite mai in continua disconnessione emotiva tanto da provare, seppur in compagnia, senso di solitudine?

E ancora: quella percezione di dipingere forzatamente, agli occhi degli altri, un partner (o in alcuni casi un familiare) per ciò che in realtà non è per evitare il giudizio altrui, che nella maggior parte dei casi è il nostro? Quel guardarvi dentro ed essere consapevolmente coscienti che la persona con cui state non fa per voi e per qualche oscura ragione ve la fate andare bene? Ebbene, non siete felici e il/la vostro/a partner non è per voi.

Facciamo una premessa: qui si parla di relazioni da un punto di vista statistico. Dunque, non è assolutamente un concetto che va a plasmarsi su ogni singolo individuo.

Quando capita di imbattersi in qualcuno, nei forum online o sui social, si legge o sente spesso una frase di questo tipo:

So che la mia relazione ha dei problemi, ma voglio davvero chiuderla? Starei davvero meglio da solo/a?.

Parliamoci chiaro: se sei arrivato a porti questa domanda per via del disagio che stai provando probabilmente la risposta è già in te.

Il malessere e le trappole

Naturalmente, la vita reale non è un test e non esiste un vero punto di riferimento. Non possiamo mai essere certi dei risultati di una nostra scelta. Qualunque decisione prenderemo, sarà quella con la quale vivremo, e non saremo mai in grado di sapere al 100% con certezza come sarebbe andata a finire.

A volte, però, si può fare un’ipotesi ben ponderata. Ci sono segni concreti che una relazione non è sana, e vi impedisce di incontrare qualcuno che sia il meglio per voi. Spesso, l’inerzia è abbastanza forte da farvi optare per rimanere nella relazione. Questo perché il malessere che si prova in quell’istante, nel momento in cui decidete di porvi fine, vi tiene intrappolati. E in quel frangente siete ben lontani dall’immaginare che fatto quel passo, dentro di voi qualcosa di straordinario arrivi a capovolgere le situazioni. Non sempre si riesce ad immaginare che un attimo può veramente cambiare la vita.

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Il fatto è che tutto ciò rappresenta un problema più viscerale. La paura che subentra nel momento di una rottura, che ribadisco è comunque temporanea, anche se sapete che a lungo termine stareste meglio, blocca ogni senso. E vi condanna ad una situazione di stallo dove difficilmente, senza aiuto se ne uscirà. Anche se questo non è uguale per tutti.

Naturalmente, dobbiamo tenere a mente che, ad un certo punto, decidere che si sta meglio da soli, quando si è sposati da 35 anni è molto diverso dal decidere che si sta meglio da soli dopo il quarto appuntamento.

I pensieri disturbanti

Il primo punto che mi sento di affrontare riguarda quei pensieri autolesionistici stile loop mentale. Che siate voi, il vostro partner (o entrambi) ad avere questi pensieri, è un cattivo segno. Soprattutto se c’è sempre quel “sentore” che la relazione potrebbe essere soddisfacente se solo “una certa cosa” cambiasse radicalmente. Sì, molte relazioni passano attraverso fasi in cui le cose non sono del tutto a posto, ma nel caso di una relazione in cui si percepisce costantemente il bisogno di essere aggiustata, il vero benessere sarà sempre fuori portata.

Una o entrambe le persone possono iniziare a sognare un futuro ipotetico (e forse irraggiungibile), piuttosto che nel qui e ora; il che preclude la possibilità di una vera felicità. La vostra relazione è buona al 90%, ma il restante 10% è qualcosa che vi assilla e vi disturba, ogni giorno e non sembra mai del tutto risolvibile. A volte, questo può essere un segno che non vi troverete mai bene insieme.

L’incomprensione

Non ci si sente mai compresi. Si ha la costante sensazione che ci si sente amati solo a certe condizioni. Spesso tutto questo include anche un comportamento di facciata con il partner. In questo caso, se porrete fine alla relazione, si sentirà disorientato. Il motivo è che non avete mai dato segni di disagio e lui/lei non capirà.

Questa situazione può ostacolare la vera intimità emotiva e nel tempo portare a sentirsi vuoti. L’idea che il partner non vi ami veramente, o che non vi amerebbe se mostraste altri aspetti di voi vi porta ad uno stato di agitazione.

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In alcuni casi, si finge effettivamente di essere qualcun’altro, nascondendo una parte importante della nostra personalità; o anche fingendo interesse in certi hobby o attività dell’altro per renderli felici, lasciando che siano loro a decidere come passare il tempo insieme.

Probabilmente decidete voi, sempre per non rendere l’altro scontento; però, in tal senso, non avete mai la sensazione che il vostro partner vi “capisca” davvero. Questi tipi di disconnessioni emotive possono portare a una profonda solitudine che – ironicamente – può farvi sentire ancora più isolati che se foste single.

Il partner ci fa sentire esausti

Sentiamo spesso dire che per una sana relazione, rispetto, reciprocità ed equilibrio non devono mancare mai. Però, quasi in tutte le relazioni, in alcuni momenti specialmente, uno dei due partner pretende di più di quanto è disposto a dare.

La vita, soprattutto di questi tempi, è altalenante per tutti e mantenere una storia in perfetto equilibrio spesso non è possibile.

Però è opportuno sottolineare che le buone relazioni sono flessibili. Diversamente, in un rapporto, uno dei due può sentirsi svuotato e sotto pressione. Questo anche quando l’altro, in effetti, non ha fatto nulla per farvi sentire così.

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Quando si è sempre frustrati da un partner, e si sente che si ha bisogno di una pausa, è segno che qualcosa è seriamente fuori posto. Nella maggior parte dei casi, è qualcosa di risolvibile, ma se fosse difficile da risolvere, potrebbe essere un segno che stare in coppia sarà sempre più faticoso di quanto una relazione dovrebbe essere.

Omettete dettagli su di lui/lei

Può darsi che omettiate il fatto che il vostro partner beve o che mentiate su come tratti bene gli altri e non voi. O forse vi vergognate di ammettere quanto spesso litigate, o vi trovate a censurare il fatto che il vostro partner ha un problema di vecchia data con il gioco d’azzardo, o avete perso fiducia nella sua fedeltà.

Se vi trovate a dipingere agli altri un’immagine del vostro partner che non è affatto rappresentativa di ciò che è realmente, è un segno che semplicemente non si sta misurando con i vostri standard.

Una cosa è non aver voglia di dire ai vostri genitori dettagli sulla vita privata. Un’altra è se state costantemente facendo in modo che il vostro partner sia qualcun altro – che non è – con chiunque vi conosca. Tutto ciò è un segno tangibile che dentro di voi siete consapevoli che questi non è qualcuno con cui siete orgogliosi di stare.

Il futuro e le idee sul cambiamento del partner

Probabilmente avete passato anni a immaginare il vostro futuro con il/la vostro/a partner – ma questo comprende una versione di loro che esiste solo nella vostra mente. Fantasticate che diventeranno magicamente più ambiziosi, più gentili o più disponibili, e così via. Vi immaginate che sarete finalmente pronti a fidanzarvi quando diventeranno più responsabili, o che una volta che “vedranno la luce” sull’impegno, (magari) vi sentirete pronti a sistemarvi con loro.

Non fatelo! Non cadete nella trappola insita nell’impegnarvi con una persona che non è reale. La vostra relazione è qui e ora. Non esiste una persona che vi ama, ma per i motivi più diversi, non è pronta mai ad impegnarsi con voi. Voi, sfortunatamente, non siete il focus né il loro obiettivo. Supponendo che ne abbiano uno. Questa è una dimensione cognitiva molto più importante.

La “pezza a colore”

In gergo, questo termine, indica il continuo giustificare, plasmare, coprire, legittimare alcuni comportamenti sbagliati che alla fine portano ad un continuo scusarsi … e purtroppo queste scuse le fate voi quando sono altri a doverlo fare.

Il problema non è tanto il perdonare ogni tanto un comportamento che non vi piace. Il quesito che dovreste porvi realmente è: si tratta di un campanello d’allarme? La risposta è SI.

Vediamoci chiaro: se dovete spesso scusarvi con il vostro compagno/a per quello che siete, per le vostre azioni tranquille o perché a voi piace una cosa diversa, è un problema serio.

Inizierete a sentire il peso della situazione. Alcuni inizieranno ad avere la sensazione di non essere mai abbastanza.

Vi sembrerà che gli standard del vostro partner non possano essere soddisfatti. Insomma, vi sembrerà di essere sempre sotto esame.

Se portato all’estremo, questo è un chiaro segno di una relazione di controllo. Ma anche nelle sue forme più lievi, può assumere un peso significativo sulla psiche che rende la vostra stessa esistenza condizionata dall’errore o dal fare sempre cose “sbagliate”.

Diametralmente opposta, la sensazione di nutrire, in fondo, grandi – eccessive – speranze e sogni, tanto da incanalarvi in pensieri che vi fanno sentire “sciocchi” per il solo fatto di averlo pensato. Ma a questo punto, subentra una rottura profonda in voi che vi fa desiderare la libertà per poter vivere come volete, liberati dalle critiche e dal senso di colpa. Allora, la domanda è: perché vi state trattenendo da quella libertà?

Il conflitto costante

Molte ricerche coniugali hanno dimostrato che non è necessariamente la presenza di conflitti, ma piuttosto il modo in cui si combattono, che preannuncia quanto sarà felice una relazione.

In sostanza. Le vostre ostilità sono piene di comportamenti malsani, come l’ostruzionismo, il silenzio reciproco o gli attacchi personali che feriscono? Il risentimento cresce ad ogni discussione, senza che il vero problema venga mai veramente affrontato e tanto meno risolto? I vostri problemi non vi sembrano opportunità per risolvere le differenze o momenti per capire le prospettive dell’altro, ma piuttosto occasioni per ferirvi a vicenda e tirare fuori un po’ di aggressività?

Allora, a meno che non siate entrambi motivati a lavorare su queste “trappole”, è improbabile che le cose cambino magicamente per rendere il vostro rapporto migliore.

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