Arena dei gladiatori

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Arena dei gladiatori portata alla luce in Turchia

Cinque giorni fa in Turchia, un gruppo di Archeologi ha riportato alla luce, i resti di una “magnifica” arena di epoca romana, dove fino a 20.000 spettatori probabilmente tifavano e scherzavano mentre assistevano a lotte di gladiatori e feroci scontri tra animali selvatici. Questo è quanto gli esperti hanno dichiarato in una lettera ufficiale a LScience.

L’arena di 1.800 anni, è stata scoperta sulle colline dell’antica città di Mastaura, nella provincia occidentale di Aydın in Turchia. La sua grande area centrale, dove un tempo si svolgevano “spettacoli sanguinosi“, si è poi riempita di terra e vegetazione nel corso dei secoli.

La maggior parte dell’anfiteatro è sotto terra; e la porzione visibile è in gran parte coperta da “arbusti e alberi selvatici”. Così commenta Mehmet Umut Tuncer, il direttore provinciale della cultura e del turismo di Aydın. Con lui, il capo del progetto Sedat Akkurnaz, un archeologo dell’Università Adnan Menderes in Turchia.

Gli archeologi hanno trovato l’arena nell’estate del 2020, a seguito del permesso dal Ministero della Cultura e del Turismo turco di condurre ricerche archeologiche nella città antica. Dopo aver trovato un’immensa opera in pietra che emergeva dal terreno, il team ha immediatamente iniziato a ripulire e studiare il sito. Da ottobre a dicembre 2020, hanno “tagliato tutti i cespugli e gli alberi selvatici“, hanno detto Akkurnaz e Tuncer. “Abbiamo iniziato a proteggere l’edificio dalla distruzione della natura”.

Arena dei gladiatori di epoca romana portata alla luce in Turchia

Ben presto divenne chiaro che l’arena era vecchia, risalente a circa il 200 d.C., il che significa che fu costruita durante la dinastia dei Severi, che comprendeva cinque imperatori che governarono successivamente dal 193 al 235 d.C., hanno detto.

Durante questa dinastia, la città di Mastaura era molto sviluppata e ricca; questo perché gli imperatori romani aiutarono la città a crescere economicamente, il che portò a nuovi lavori in pietra e muratura risalenti a quella dinastia”; hanno detto Akkurnaz e Tuncer. “C’è un grande aumento e varietà di monete di Mastaura durante questo periodo“, hanno aggiunto.

Gran parte della struttura sotterranea dell’arena è ben conservata. “È solida, come se fosse stata appena costruita“, hanno detto Akkurnaz e Tuncer.

Molte delle sovrastrutture in superficie, si sono sgretolate nel corso degli anni; ma i ricercatori hanno trovato ancora: 

“Alcune delle file di sedili, l’arena dove combattevano i gladiatori e i muri di sostegno all’esterno dell’edificio“, hanno detto.
“Tra 15.000 e 20.000 persone potevano entrare nell’arena, ed essendo più piccola rispetto al famoso Colosseo di Roma, che conteneva circa 50.000 persone, questa le comprimeva di più”; hanno detto Akkurnaz e Tuncer.

“Il Colosseo, che è stato costruito nel 70 d.C. circa, era complessivamente più grande – le sue pareti esterne sono ancora in piedi (circa 157 piedi – 48 metri) rispetto alle pareti alte 82 piedi (25 m) dell’arena di Mastaura; e l’arena centrale del Colosseo era circa 285 piedi per 180 piedi (87 per 55 m), rispetto alla più piccola arena di Mastaura di circa 131 piedi per 98 piedi (40 per 30 m)” . Aggiungono Akkurnaz e Tuncer.

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“Le battaglie dei gladiatori dell’arena di Mastaura e i combattimenti tra animali selvatici, su cui la gente scommetteva, tuttavia, erano probabilmente altrettanto sanguinosi come quelli del Colosseo”. Continuano. “L’arena aveva anche aree specializzate, tra cui sale d’attesa per i gladiatori e sale di intrattenimento per gli spettatori privati”.
Non c’è nessun esempio precedente di un tale anfiteatro in Anatolia [noto anche come Asia Minore] e nei suoi immediati dintorni“, hanno detto i ricercatori nella dichiarazione. “L’arena probabilmente attirava spettatori da ogni parte, anche dalle antiche città dell’Anatolia occidentale di Afrodisias, Efeso, Magnesia, Mileto e Priene”.

Il team sta lavorando con il Museo Archeologico di Aydın e il Comune di Nazilli, che comprende Mastaura, per pulire e preservare l’arena. Hanno in programma di affrontare le crepe nei muri dell’edificio. E le pietre in muratura che stanno cadendo dall’antica struttura. La squadra ha già preservato uno dei muri dell’arena e ha iniziato a fare scansioni laser della struttura per poterne fare un’immagine virtuale in 3D”.

Dopo questo, probabilmente a maggio, gli archeologi hanno intenzione di fare indagini geofisiche sopra la struttura, in modo da poter “capire come sono le parti sotterranee dell’edificio“. Così concludono Akkurnaz e Tuncer.

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