Dono di Dio

Dono di Dio: Lady “Godiva” e la sua cavalcata epica

Lady “Godiva”, letteralmente Dono di Dio, è il personaggio leggendario, che salvò il suo popolo cavalcando nuda per le strade del suo regno.

Quella mattina, qualcuno la ricordò come angosciosamente silenziosa. Una fitta nebbia, invadeva le strade del villaggio. Le poche persone erano impegnate nei lavori mattutini, dall’accudire il bestiame alla raccolta nei campi.

Qualcuno vociferò che l’assenza di rumori era qualcosa di penetrante, quasi l’avvisaglia che qualcosa di strano stesse per accadere. Da lontano si udì il suono lento degli zoccoli e, la gente iniziò a radunarsi volgendo lo sguardo al centro della strada. La foschia rendeva impossibile la visuale. Ma mano a mano che il rumore degli zoccoli si fece più intenso la curiosità ne subì la stessa condizione.

Dal vuoto spuntò una figura femminile a cavallo. Tutto, ben presto, lasciò spazio al mormorio della folla che si fece prepotente, facendo avanzare lo sgomento e, lo stupore di una figura eterea e senza veli!

Ma chi era questa donna? E perché se ne andava completamente nuda a cavallo, coperta soltanto dai lunghi capelli?

Lady Godiva di John Collier (1898 ca).

Dono di Dio, una cavalcata epica

Il personaggio di cui parliamo è Lady Godiva. Un personaggio controverso e chiacchierato. Più volte discusso e più volte messo in dubbio.

C’è da chiedersi, allora perché intorno a questa figura, ruotano tante leggende e dicerie?

Lady Godiva, è ribattezzata nel corso degli anni, con almeno 17 nomi differenti. Il più famoso è Godgifu– letteralmente tradotto “dono di Dio”. Come ogni personaggio leggendario, viene assoggettata alla fantasia continua e indiscutibile del folklore popolare;

Nasce, secondo le fonti, nel 990 ma la storia che, conseguentemente la vede diventare famosa, risale al XI secolo.

Si narra, che Godiva, fosse andata in sposa al Conte di Mercìa, Leofrico (o Leofric, secondo i casi). Leofric, a quei tempi era ritenuto un temuto feudatario. Il più terribile alla corte di Edoardoil Confessore” – ultimo sovrano anglosassone d’Inghilterra. Lui e Godgifu, si erano poi stabiliti nella contea di Coventry.

Il conte era sempre perennemente impegnato altrove e soprattutto era poco intenzionato alle relazioni e ai bisogni del popolo. La conseguenza era che aveva pesantemente tassato i suoi sudditi che, oppressi, chiedevano (ovviamente senza nessun riscontro) uno sgravio fiscale.

Impietoso dalle richieste del popolo, comunicò nuove tasse. Così Lady Godiva, mossa da un profondo senso di compassione per il popolo, supplicò più volte il consorte di sospendere qualche balzello.

Leofric, esasperato dalle continue richieste della moglie, le propose un patto.

Se fosse salita nuda su un cavallo, attraversando il villaggio e la piazza del mercato, avrebbe accolto la sua richiesta.

Godiva entra nella storia

Leofric, sapeva della profonda religiosità della moglie e sperava con tale condizione, (data la sua natura spirituale, e pudica), di farla desistere.

Ma inaspettatamente, Godiva acconsentì, salendo la mattina del giorno seguente, (completamente priva di indumenti), su di un cavallo, coperta a tratti, solo dalla folta capigliatura. Attraversò la piazza, e il marito mantenne la promessa.

Godiva entrava nella storia.

In realtà, attorno a questa figura, ruotano diverse voci, (troppe elencarle tutte). “Alcuni sostengono che non c’erano le folte chiome a coprirla, ma che Dio, visto il nobile gesto, le avesse concesso il dono dell’invisibilità”.

Un’altra leggenda racconta che la nudità della nobildonna sia solo un fatto estetico. Quest’ultima, attraversò le vie del mercato privandosi solo di gioielli, che rappresentano un segno distintivo del suo ceto aristocratico.

Una storia più ironica è quella del sarto di nome Tom. Ribattezzata “Peeping Tom”( in italiano potrebbe essere tradotto come “Tom il guardone” o “Tom che da una sbirciatina”.

Avendo provocato un foro nelle imposte, Tom sbirciò il corpo nudo di Lady Godiva, diventando improvvisamente cieco. Viene punito per aver osato tanto, irradiato da una luce molto intensa.

Una versione più diffusa, sostiene che il conte Leofric, (come racconta un’antica ballata), sentendosi umiliato dal gesto della moglie, esentò di ogni tributo gli abitanti.

Tranne l’imposta sui cavalli; cosa piuttosto verosimile perché sembra che nel 1600 la città vantava ancora quelle esenzioni fiscali.

Statua di Lady Godiva – vicino Coventry, in Gran Bretagna

Scrittori e tradizioni a confronto

Nel 1911, il premio Nobel di origine Belga, Maurice Maeterlinck, nel suo libro “MonnaVanna“,trasformò Lady Godiva, in una gentildonna Italiana.

La donna, per salvare PISA, (la sua città), dalla fame, si sottomise ai desideri di un lascivo generale nemico. Si presentò al suo campo nuda, avvolta solo dal suo mantello.

Invece, il drammaturgo austriaco Arthur Schnitzler, creando un personaggio simile a Godiva, intitolerà l’opera “FrauleinElse”. Nel libro narra di una giovane nobile, invitata a comparire nuda davanti all’uomo che teneva imprigionato suo padre. Dovendo scegliere tra il conflitto, il pudore e il sacrificio di sé, sceglie il suicidio.

Leofric (secondo le voci), morì nel 1057. La morte di Godiva, al contrario è dubbia, forse tra il 1066 e il 1086.

Lo stesso accade per il luogo di sepoltura; qualcuno come il romanziere Octavia Randolph affermò che fu sepolta accanto al marito nella chiesa principale di Coventry. In disaccordo coloro che al contrario la ritengono sepolta nella chiesa della Benedetta Trinità a Evesham.

Un aneddoto

Nel 1966, Lady Godiva fu rinominata per un altro fatto sconcertante.

Secondo il Debrett’s Peerage, una guida che si occupava di spiegare la provenienza di alcuni personaggi, (soprattutto aristocratici) la portò alla luce, riesaminando l’albero genealogico di Elisabetta II.

Che la Regina annoverasse tra i suoi antenati, personaggi come Guglielmo il conquistatore era risaputo. Ma  si scoprì che fosse anche la trentunesima discendente di Aroldo II, spodestato nel 1066 da Guglielmo, a seguito di una guerra.

Il peso della dicendenza

Aroldo, aveva una figlia, Gytha, che dopo la morte del padre fuggì incontrando e sposando Volodymyr Monomakh, principe del Kiev. Fu così che la loro progenie si sparse in varie famiglie reali Europee.

Uno dei loro discendenti, tornò in Europa ai tempi di Edoardo II, sovrano della dinastia plantageneta. Questi abdicò poi a favore del figlio per morire assassinato in prigione nel 1327.

Secondo il Debrett’s Peerage, il trisavolo di Gytha non era altri che Leofric, un tiranno che preferì umiliare la moglie, piuttosto che avere un atto di clemenza in favore dei sudditi.

La Regina Elisabetta, dunque, può anche vantarsi di avere una discendenza da una donna pulita e liberale.

Curiosità

Il 31 maggio 1678, a Coventry, si allestì la prima rievocazione della storica cavalcata.

Viene interpretata da un ragazzo, ma subisce una battuta d’arresto nel 1907.

La mancanza di abbigliamento, venne sempre meno e divenne, negli anni sconveniente, così anche forte oggetto di controversia.

Dalla metà degli anni ’80, un certo Pru Porretta, residente di Coventry, ha iniziato a utilizzare la figura di Lady Godiva. Questo per promuovere eventi e iniziative della comunità.

Nel 1999, i consiglieri di Coventry, ritennero la rappresentazione troppo spinta, così decisero di eliminarla insieme alla figura della nobildonna.

Nel 2005,  dopo continue discussioni, Porretta diventa ambasciatore ufficioso della cittadina. Organizza in maniera definitiva e, in occasione del compleanno di Lady Godiva, la rievocazione storica.

Se la storia di Lady Godiva (Dono di Dio) ti è piaciuta, segui le nostre special stories.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

error: Content is protected !!