Esperimenti medici nei lager e altri terribili test

Fino a che punto può spingersi la follia umana? gli esperimenti medici nei lager, rappresentano solo una minima parte di ciò che un animo avvelenato può compiere.

La storia, nel bene o nel male la conosciamo tutti. E in tanti sanno delle terribili ingiustizie subite dai popoli a causa delle guerre o di individui senza etica, morale o senza scrupoli. Tuttavia, esistono documenti che raccontano di azioni che vanno oltre l’immaginabile e che, ancor oggi lasciano sconcertati anche “gli stomaci forti”.

Tra questi, esistono pratiche spaventose, di una disumanità al limite dell’alienazione e della prevaricazione. Abusi in nome della falsa scienza, che troppe persone hanno subito senza essere tutelate da nessuno. Ma peggio, senza giustizia.

Tutti conosciamo lo stereotipo dello “scienziato pazzo”, spesso il cattivo per eccellenza nella cultura popolare. Eppure, nella realtà, mentre la scienza medica salva spesso delle vite, a volte i luminari, commettono crimini orribili per ottenere dei risultati. Alcuni sono errori etici, cadute di giudizio fatte da persone convinte di fare la cosa giusta. Altre volte, sono pura malvagità. Se la storia, dunque, è la veridicità della memoria, questi racconti non vanno e non devono essere ignorati.

Esperimenti medici nei lager e altri terribili test

Ecco nove esperimenti medici avvenuti nei lager e in altri luoghi del mondo

Probabilmente gli esperimenti più infami di tutti i tempi, furono quelli condotti da Josef Mengele, un medico delle SS ad Auschwitz durante l’Olocausto. Mengele setacciava i treni in arrivo, alla ricerca di gemelli su cui fare esperimenti, sperando di provare le sue teorie sulla supremazia razziale degli ariani. Molti morirono durante la procedura di sperimentazione, agonizzanti e in preda ad urla e dolori inimmaginabili. Inoltre, il folle scienziato, raccolse gli occhi dei suoi “pazienti” morti; almeno ciò è quanto riportato dall’U.S. Holocaust Memorial Museum, per altri tipi di test. O forse solo per pura macabra goliardia.

Auschwitz

Questi racconti ispirarono anche il film horror “Il mai Nato”, del 2009 diretto da David S. Goyer. La pellicola, per quanto fantasiosa, racconta quasi totalmente il supplizio subito da questi bambini che si basa proprio su una storia vera e, sfortunatamente, sui racconti della memoria.

I nazisti usavano i prigionieri per testare trattamenti per malattie infettive e guerre chimiche. Altri furono costretti a rimanere in camere a bassa pressione e a temperature gelide per esperimenti di aviazione. Innumerevoli prigionieri furono sottoposti a procedure sperimentali di sterilizzazione.

A Ruth Elias, legarono i seni con uno spago in modo che i medici delle SS potessero vedere quanto tempo impiegava il suo bambino a morire di fame; questo racconto, fu frutto di una testimonianza raccolta dal Museo dell’Olocausto. Alla fine, al piccolo, iniettarono una dose letale di morfina per evitare che soffrisse più a lungo.

Alcuni dei medici responsabili di queste atrocità furono poi processati come criminali di guerra. Ciononostante, Mengele fuggì in Sud America. Morì in Brasile nel 1979, per un attacco di cuore, trascorrendo i suoi ultimi anni in solitudine e depressione.

“Il Monster Study”

Nel 1939, i logopedisti dell’Università dell’Iowa decisero di provare la loro teoria che la balbuzie era un comportamento appreso causato dall’ansia del bambino nel parlare. Sfortunatamente, il modo in cui scelsero di procedere fu quello di cercare di indurre la balbuzie negli orfani, vessandoli con frasi intimidatorie che li inducevano a pensare che erano condannati a balbettare per tutta la vita e a subire umiliazioni.

I ricercatori si sono seduti con i bambini dell’Ohio Soldiers and Sailors Orphans’ Home e hanno detto loro che stavano mostrando segni di balbuzie e non dovevano parlare a meno che non fossero sicuri che avrebbero parlato bene. L’esperimento non ha indotto a balbettare, ma ha reso i bambini precedentemente normali ansiosi, introversi e silenziosi. Esperimenti medici nei lager

I futuri studenti di patologia dell’Iowa hanno soprannominato lo studio “il Monster Study”, stando a un articolo del 2003 sulla ricerca, pubblicato dal New York Times. Tre bambini sopravvissuti e gli eredi di altri tre, hanno fatto causa all’Iowa e all’università. Nel 2007, l’Iowa ha patteggiato per un totale di 925.000 dollari.

Separazione Trigemellare

Negli anni ’60 e ’70, gli psicologi clinici guidati da Peter Neubauer hanno condotto un esperimento segreto, in cui hanno separato tre gemelli (o forse anche altri – non è dato saperlo) l’uno dall’altro e li hanno adottati come singoli.

L’esperimento, che si dice sia stato in parte finanziato dal National Institute of Mental Health, è venuto alla luce quando i tre gemelli, identici, si sono ritrovati per caso nel 1980. David Kellman, uno dei tre gemelli, ha provato rabbia verso l’esperimento dichiarando in un articolo dell’Orlando Sentinel quanto segue:

Siamo stati derubati di 20 anni insieme”.

Edward Galland, suo fratello, è morto suicida nel 1995 nella sua casa di Maplewood, New Jersey, secondo il LA Times, per non aver retto il colpo.

Gli psichiatri infantili che guidarono lo studio – Peter Neubauer e Viola Bernardnon mostrarono alcun rimorso, secondo le notizie riportate; arrivarono a dire che pensavano di fare qualcosa di buono per i bambini, separandoli in modo che potessero sviluppare la loro personalità individuali; queste, in sintesi, le parole della Bernard, al Quillette.

Per quanto riguarda ciò che si apprese da Neubauer sul suo esperimento “perfido”, tutto resta solo un’ipotesi, dato che i risultati del controverso studio sono conservati in un archivio dell’Università di Yale, e non possono essere svelati fino al 2066, come riportato da NPR nel 2007.

Neubauer ha pubblicato alcune delle sue scoperte in un libro del 1996, Nature’s Thumbprint: The New Genetics of Personality, riguardante principalmente suo figlio. Secondo Psychology today, a partire dal 2021, alcuni documenti della dottoressa Viola Bernard sono diventati visionabili alla Columbia University.

Il regista Tim Wardle ha raccontato la vita dei tre gemelli nel film “Three Identical Strangers“, che ha debuttato al Sundance 2018.

Credits@ wikipedia.org

Il sadico scienziato dell’unità giapponese 731

Durante gli anni ’30 e ’40, l’esercito imperiale giapponese condusse una guerra biologica ed esperimenti medici sui civili, soprattutto in Cina. Il bilancio delle vittime di questi esperimenti brutali, guidati dal generale Shiro Ishii, il medico capo dell’UNIT 731, è sconosciuto; secondo le stime dello storico Sheldon H. Harris, apparse in un articolo del New York Times del 1995, potrebbero essere morte fino a 200.000 persone.

Numerose malattie furono studiate per stabilire il loro eventuale sfruttamento in guerra. Tra queste c’erano peste, antrace, dissenteria, tifo, paratifo e colera. Tutte elencate in un articolo del dottor Robert K D Peterson per l’Università del Montana. Furono commesse numerose atrocità, tra le quali, infettare i pozzi con il colera e il tifo e diffondere pulci infestate dalla peste nelle città cinesi.

Shiro Ishii

Secondo Peterson, le pulci venivano rilasciate in bombe d’argilla, che venivano sganciate ad un’altezza di 200-300 metri, e non lasciavano alcuna traccia. I prigionieri venivano fatti marciare al gelo e poi sottoposti a test per determinare il miglior trattamento per il congelamento.

Gli ex membri dell’unità hanno raccontato ai media che i prigionieri venivano sottoposti a dosi di gas velenoso; messi in camere a pressione fino a fargli schizzare fuori gli occhi. E, peggio, persino sezionati mentre erano vivi e coscienti. Dopo la guerra, il governo degli Stati Uniti ha contribuito a mantenere segreti gli esperimenti come parte di un piano, per rendere il Giappone un alleato della guerra fredda, almeno stando a quanto riferito dal Times.

Solo alla fine degli anni ’90 il Giappone ha riconosciuto l’esistenza dell’unità; e solo nel 2018 sono stati resi noti i nomi di migliaia di membri della stessa.

Omicidi e dissezione di Cadaveri

Fino al 1830, gli unici corpi legalmente disponibili per la dissezione da parte degli anatomisti, erano quelli degli assassini giustiziati. Poiché tali condizioni erano relativamente scarse, molti anatomisti cominciarono a comprare i corpi dai ladri di tombe, o a derubarli loro stessi.

Il furto di cadaveri come occupazione ‘professionale’ non cominciò davvero a prendere forma fino alla fine del XVIII secolo”. Affermava Suzie Lennox, autrice di <<Bodysnatchers: Digging Up the Untold Stories of Britain’s Resurrection Men ha detto a All About History in un’intervista>> “fino ad allora studenti anatomisti, avrebbero fatto le loro scorribande nei cimiteri, prelevando cadaveri come e quando volevano”. Esperimenti medici nei lager.

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Il proprietario di una pensione a Edimburgo, William Hare (e il suo amico William Burke) trovò un modo per fornire cadaveri freschi ai tavoli di anatomo-patologia di Edinbrugh senza mai appropriarsi di un corpo. Dal 1827 al 1828, i due uomini soffocarono più di una dozzina di inquilini della pensione e vendettero i loro corpi all’anatomista Robert Knox.

Lo scrive Mary Roach nel suo libro <<Stiff: The Curious Lives of Human Cadavers>> (W.W. Norton & Company, 2003). Knox apparentemente non notò (o non si preoccupò) del fatto che i corpi che i suoi nuovi fornitori gli portavano erano sospettosamente freschi.

Esperimenti medici nei lager e altri terribili test
Esperimenti medici nei lager e altri terribili test

Burke fu poi impiccato per i suoi crimini, e il caso spinse il governo britannico ad allentare le restrizioni sulla dissezione.

“Lo scandalo portò all’Anatomy Act del 1832 che rese un maggior numero di cadaveri legalmente disponibili per le scuole”; ha dichiarato a All About History in un’intervista Maclolm McCallum, il curatore del Museo Anatomico di Edimburgo. “Se morivi in un manicomio o in un ospedale, e non avevi parenti o mezzi per coprire le spese del tuo funerale, il tuo corpo andava alle scuole per la dissezione. Fondamentalmente, le istituzioni che fornivano i cadaveri li fornivano solo alle scuole di anatomia che erano associate agli ospedali di insegnamento”.

J. Marion Sims e la manipolazione sugli schiavi

Il padre della ginecologia moderna, J. Marion Sims, ha guadagnato gran parte della sua fama facendo interventi chirurgici sperimentali (a volte diversi per persona) su donne schiave. Lo racconta in un articolo The Atlantic. Sims, fino ad oggi, rimane una figura controversa perché il disturbo che stava trattando nelle donne, la fistola vescico-vaginale, causava una terribile sofferenza. Le donne con questo problema – una lacerazione tra la vagina e la vescica – erano incontinenti e spesso venivano rifiutate dalla società.

James Marion Sims

Sims eseguiva gli interventi senza anestesia. In parte perché quest’ultima era stata scoperta solo di recente; e in parte perché credeva che le operazioni non fossero “abbastanza dolorose da giustificare il disturbo”, come disse in una conferenza secondo NPR. Esperimenti medici nei lager.

Si discute ancora se i pazienti di Sims avrebbero acconsentito alle operazioni se fossero stati completamente liberi di scegliere. Tuttavia, come scrisse Durrenda Ojanuga, professoressa di assistenza sociale dell’Università dell’Alabama sul Journal of Medical Ethics nel 1993, Sims “ha manipolato l’istituzione sociale della schiavitù per eseguire sperimentazioni umane; il che è inaccettabile secondo qualsiasi standard”. Nel 2018, una statua di Sims viene rimossa come risposta alla polemica permanente.

Manipolazioni sulla sifilide in Guatemala

Lo studio sulla sifilide di Tuskegee, un esperimento clinico eseguito nell’omonima città dell’Alabama, ha lasciato davvero milioni di dubbi sullo stato di manipolazione dello stesso. La maggior parte delle persone, infatti, crede ancora oggi che il governo abbia deliberatamente infettato alcuni pazienti.

A ragion veduta, il lavoro della professoressa Susan Reverby ha recentemente chiarito un periodo in cui i ricercatori del Servizio di Salute Pubblica degli U.S.A., hanno fatto esattamente questo. Tra il 1946 e il 1948, ha constatato Reverby, i governi degli Stati Uniti e del Guatemala collaborarono a uno studio che prevedeva l’infezione intenzionale di 1.500 uomini, donne e bambini guatemaltechi con la sifilide. Scrive The Guardian.

L’indagine, aveva lo scopo di testare sostanze chimiche per prevenire la diffusione della malattia. Secondo Michael A. Rodriguez in un articolo del 2013;

Gli esperimenti non sono stati condotti in un ambiente clinico sterile in cui i batteri che causano le malattie sessualmente trasmissibili sono stati somministrati sotto forma di una vaccinazione o con una pillola presa per via orale”.

“I ricercatori hanno sistematicamente e ripetutamente violato individui profondamente vulnerabili; soprattutto coloro che si trovavano negli stati più tristi e disperati, aggravandone pesantemente la loro sofferenza”.

A coloro che hanno avuto la sifilide è stata data la penicillina come trattamento”, ha rilevato Reverby; però i registri che ha scoperto indicano che non c’è stata alcuna verifica o consenso informativo dei partecipanti. Il 1° ottobre 2010, il Segretario di Stato Hilary Clinton e il Segretario alla Salute e Servizi Umani Kathleen Sebelius hanno rilasciato una dichiarazione congiunta scusandosi per gli esperimenti.

A proposito di Tuskegee

Per 40 anni è considerato il più celebre errore di etica medica degli U.S.A. Nel 1932, secondo i Centers for Disease Control and Prevention, l’U.S. Public Health Service lanciò uno studio sugli effetti per la salute della sifilide non trattata negli uomini di colore.

I ricercatori hanno seguito la progressione della malattia in 399 uomini in Alabama e hanno anche studiato 201 uomini sani, dicendo loro che erano in trattamento per “il sangue cattivo”. In realtà, gli uomini non hanno mai ricevuto un trattamento adeguato; anche nel 1947 quando la penicillina divenne il farmaco di scelta per trattare la sifilide. È stato necessario che un articolo di giornale del 1972 esponesse lo studio agli occhi del pubblico perché i funzionari lo chiudessero.

Il terribile esperimento di nella prigione di Stanford

Nel 1971, Philip Zimbardo, ora professore emerito di psicologia all’Università di Stanford, si propose di testare la “natura della natura umana”, per rispondere a domande come “Cosa succede quando si mettono le persone buone in situazioni malvagie?” Il modo in cui ha risposto alle sue domande sulla natura umana è ritenuto da molti poco etico.

Philip Zimbardo

Allestì una prigione e pagò degli studenti universitari per interpretare guardie e prigionieri, che inevitabilmente sembravano trasformarsi in guardie violente e prigionieri isterici. L’esperimento di due settimane è interrotto dopo soli sei giorni perché le cose sono diventate caotiche velocemente.

“In pochi giorni, le nostre guardie sono diventate sadiche e i nostri prigionieri sono diventati depressi e hanno mostrato segni di stress estremo”; ha dichiarato Zimbardo, in base a Times Higher Education. Esperimenti medici nei lager.

Le guardie, più o meno fin dall’inizio, trattavano i prigionieri in modo terribile, umiliandoli spogliandoli e spruzzando i loro corpi con sostanze chimiche per l’eliminazione delle scorie e in generale molestandoli e intimidendoli, secondo il sito dell’esperimento carcerario di Stanford.

A quanto pare, secondo un rapporto su Medium, un giornale d’informazione, nel giugno 2018, le guardie non sono diventate aggressive da sole – Zimbardo ha incoraggiato il comportamento vessatorio – e alcuni dei prigionieri hanno finto i loro crolli emotivi. Per esempio, Douglas Korpi, un galeotto volontario ha detto che ha finto un crollo per essere rilasciato in anticipo in modo da poter studiare per un esame.

Anche così, l’esperimento carcerario di Stanford, è stato la base della comprensione degli psicologi e anche degli storici di come persino individui sani possono diventare cattivi se messi in certe situazioni.

Esperimenti medici nei lager.

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