Nasce il progetto Molisefood

Nasce il progetto Molisefood

Nasce il progetto Molisefood

CAMPOBASSO – Nasce il progetto Molisefood, l’Hub internazionale Bio e Dinamico voluto dalla Fondazione Quid Novi. Proprio così. Un biodinamico, dalla A alla Z, che parli 100% italiano e si rifaccia a tradizioni e metodi di produzione della penisola. Da combinare con altre modalità più ancestrali che escludano o limitino l’uso di sostanze chimiche. L’obiettivo è di ritrovare la giusta armonia tra uomo e ambiente. Ma anche diventare produzione autenticamente made in Italy e non nata su teorie e pratiche derivanti da influenze straniere.

E’ questa la sfida, con la missione di fare anche da apripista in Italia nella direzione di una biodinamica più autoctona, di Quid Novi, madre dell’iniziativa enogastronomica Molisefood. Il fine è di creare un soggetto volto a regolamentare e convogliare produttori biologici che utilizzino tecniche di biodinamica generale riconducibili alla disciplina del filosofo e scienziato tedesco Rudolf Steiner. Disciplina basata sull’interconnessione tra terreno e cielo per accrescere la fertilità della terra. Molto bene.

Nasce il progetto Molisefood

Fondazione Quid Novi e MoliseFood, sulla base della realtà complessiva del biologico molisano, intendono quindi riportare alla luce il valore del territorio molisano non eccessivamente antropizzato, ricco di eccellenze e frutto di una tradizione solida che ancora resiste. Esattamente. Numeri alla mano, oggi il biologico del Molise può contare su 11.964 ettari con una variazione in positivo del 6,7% in relazione al rapporto 2019-2018 dell’ultimo report dell’Ismea e del Sinab. Non solo.

MoliseFood, progetto enogastronomico imprenditoriale nato due anni fa coinvolgendo circa 20 aziende agricole e artigiane, ha in particolare il compito di provvedere alla selezione degli operatori in funzione nel territorio. Tutto ciò, per l’adesione all’Hub Internazionale Bio e Dinamico, nato sotto indicazione del comparto estero. Quest’ultimo ha raccolto le istanze dei numerosi italiani espatriati che identificano nella produzione di eccellenza italiana un’opportunità di crescita economica e personale. Esattamente. Un’ottima iniziativa, di cui sentiremo parlare ancora.

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