Toulouse Lautrec pittore e gastronomo di eccellenza

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Toulouse Lautrec

Sono gli anni di Parigi e del Moulin Rouge, il trionfo della Belle Epoque e della spensieratezza, del divertimento di una borghesia spendacciona. Un’esuberanza spesa tra salotti e teatri ma soprattutto, questo è il caso di Toulouse Lautrec, in bordelli affollati di donne. Tuttavia ai piaceri della carne l’artista sa bene accostare anche quelli della tavola, infatti oltre che pittore è anche un ottimo cuoco.

Henry de Toulouse Lautrec: una vita tra sesso e pittura

Quella di Toulouse Lautrec è la storia di una fuga dalla vita comoda e noiosa alla quale è destinato dai suoi nobili natali. Nel 1884 si trasferisce a Montmartre dove apre un atelier, tra le sue modelle c’è Suzanne Valadon madre di Maurice Utrillo. Si innamora subito dei locali animati da artisti, ballerine e ubriaconi ma soprattutto passa molto tempo nella maison della rue des Moulins. Condivide intere giornate con le prostitute e le ritrae nella loro intimità più autentica, Amore e piacere certamente condiviso. Infatti le ragazze presto si affezionano a quel tipo strano, basso, simpatico che le considera donne e non solo entraineuse. Oltre a questo Lautrec è in realtà conosciuto anche per le doti di cuoco, accurato e attento ad ogni dettaglio. Perciò tra una litografia che ritrae la ballerina Goulue al Moulin Rouge (1891) e la Toilette (1896) c’è spazio anche per la trippa alla lionese.

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Toulouse Lautrec

Pioniere dei nuovi sapori

Stupire il prossimo è il suo più grande diletto: una volta ha addirittura cucinato un’aragosta tagliandola viva a pezzi sotto gli occhi dei commensali. In realtà l’artista ha alle spalle un bagaglio culturale enorme che deriva dalle sue radici familiari. Infatti nella sua infanzia la famiglia non si fa mancare nulla: vini d’ogni tipo, formaggi e i prodotti culinari della migliore qualità. Toulouse importata a Parigi dal sud della Francia quegli aromi inconfondibilmente unici nella loro tradizione a Montmartre. Nel 1901, con la prematura scomparsa del pittore, il suo amico Maurice Joyant raccoglie e pubblica le ricette in un libro a tiratura limitata. Negli anni sessanta questo ricettario è riproposto in Gran Bretagna e Svizzera, in Italia arriva nel 2005 con il libro La cucina di monsieur Momo. In conclusione vale la pena riscoprire l’arte anche accompagnandola con un buon piatto cucinato.