Valter Reinero: identificato dopo 17 anni

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Valter Reinero

TORINO – 22 ottobre 2002. Un giovane di Cavagnolo, Valter Reinero di 37 anni, si allontana da una struttura ospedaliera dov’era ricoverato per problemi di salute. Da quel momento, di lui si perdono le tracce e, nei giorni a seguire le indagini non conducono da nessuna parte.

19 gennaio 2013, un gruppo di cacciatori di cinghiali, durante una pattuglia nel bosco, fa una scoperta agghiacciante: dinanzi a loro, uno scheletro in evidente stato di degrado. Avvisano le autorità.

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Ma, proprio per lo stato di deterioramento, non sarà possibile stabilire l’identità dello stesso.

Le analisi sono sospese e lo scheletro sarà custodito fino a data da destinarsi. I resti saranno conservati nel cimitero di Cavagnolo.

16 Gennaio 2020. Lo scheletro senza nome è identificato in Valter Reinero, scomparso nel 2002. Un giallo durato 17 anni, ad un anno esatto (2018) dalla nuova disposizione presa in carico dai poliziotti del gruppo investigativo Risc e Uacv.

Valter Capussotto, a capo dell’unità investigativa è incaricato di riesaminare la relazione e i referti autoptici legati ai resti.  Solo dopo svariati tentativi, i test hanno condotto al dato decisivo.

Grazie ai potenti mezzi di laboratorio, gli esperti sono riusciti a ricostruire il cromosoma Y completo. Nella fattispecie il cromosoma che, trasmesso geneticamente dal padre a tutti i soggetti di sesso maschile, resta inalterato.

Valter Reinero: identificato il corpo senza nome

Classe 1975, per 180 cm di altezza, Valter Reinero scompare senza lasciare traccia. Del perché o come la fatalità sia sopraggiunta, non c’è modo di stabilirlo. Almeno al momento non si hanno notizie.

A tutto questo si aggiunge una curiosità: Perché l’uomo fugge dall’ospedale? Domanda che resta senza risposta.

Il cromosoma, atto al riconoscimento, è stato confrontato con quello del fratello di Valter.  L’identificazione, avvenuta grazie all’UNITA’ ANALISI DEL CRIMINE VIOLENTO DELLA POLIZIA SCIENTIFICA DI TORINO – esaminando un frammento osseo con un kit di nuova generazione – ne ha tracciato l’esatto profilo.

La comparazione con il fratello ne ha confermata l’inconfutabile verità.

L’unità analisi, un ufficio specializzato nell’identificazione di cadaveri sconosciuti, si occupa del caso da quando la procura di Torino, a seguito del pretrattamento presso i laboratori del servizio Centrale di Roma ne da disposizione. E di seguito dai Laboratori di GENETICA FORENSE DELLA POLIZIA SCIENTIFICA DI TORINO.

I giornali scrivono di Valter, del giovane scomparso 17 anni fa. Ma poco o nulla sappiamo di lui, ad eccezione del fatto che fosse ricoverato per problemi seri e che la fuga ne ha, in qualche modo, inevitabilmente compromesso l’esistenza.

Nessuno sa perché il cadavere dell’uomo versasse in quelle condizioni. Il ritrovamento tardivo ne ha minato le prove. La salma ora sarà tumulata nel cimitero, dove giace la madre.