Cristo nel labirinto

Cristo nel labirinto il misterioso affresco di Alatri

Alatri è un paese dagli albori misteriosi e confusi con il mito, ma di certo custodisce una delle raffigurazioni più enigmatiche della storia. Ossia il Cristo nel labirinto scoperto casualmente durante un restauro nel 1997, sopra un’intercapedine nel chiostro della chiesa di San Francesco. L’attuale convento è costruito sul sito di una chiesa di origini templari e l’opera si trova su una parete che faceva parte di questa struttura. Ma chi lo ha dipinto e perché? E soprattutto qual è la sua storia?

La simbologia del Cristo nel labirinto

Probabilmente realizzato tra il 1300 ed il 1420 è un Cristo benedicente dentro un labirinto formato da dodici cerchi concentrici neri e altrettanti bianchi. Nella mano sinistra regge un libro all’altezza del cuore, mentre quella destra indica l’uscita dal dedalo. Ma c’è una coincidenza davvero sorprendete, perché questo labirinto corrisponde perfettamente a quello presente nella Cattedrale di Chartres, un’altra chiesa finanziata dall’ordine cavalleresco. Qui l’affresco è per terra, posto nella navata centrale, e rappresenta un simbolico cammino verso la salvezza. Addirittura i suoi corridoi disegnati sono della larghezza giusta per permettere ai pellegrini di percorrerlo. Anche ad Alatri il Cristo nel labirinto è un percorso di iniziazione che ha una sola entrata e un solo punto d’arrivo. Lo scopo non è quello di confondere chi lo percorre perché non è possibile sbagliare strada, al suo termine c’è solamente Cristo, luce e verità.

Cristo nel labirinto

Altre analogie nel mondo antico

Contrariamente si può decidere di tornare indietro, abbandonare la via della salvezza e tornare nelle tenebre, verso il male. L’unicità di questi due simboli non basta a spiegarne la valenza storica e mistica. Infatti, il labirinto ha origini lontane ed è presente tra civiltà diverse e sempre con la stessa forma. Infatti dalla Gran Bretagna alla Sardegna, dal Medio Oriente alla Francia, dal Nuovo Messico alla Cina, quel simbolo è spesso raffigurato con tre cinte murarie. Addirittura anche Platone quando descrive la struttura della città di Atlantide, spiega che è su un’isola. Ma posta sul mare e circondata da tre cinte murarie protette ognuna da un grande canale circolare. In conclusione questo è un affresco unico che legando due simboli nasconde un segreto che probabilmente solo i suoi committenti conoscevano, cioè i noti Cavalieri Templari.

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