Gustav Klimt, pittore simbolista, è considerato focus e anima della secessione viennese. Unisce un’estetica molto raffinata a intense tendenze erotiche che si fondono su superfici pittoriche simili a gioielli, con l’aggiunta di ornamenti astratti, che quasi danzano ritmicamente nelle sue opere. La ridondanza decorativa, ai suoi tempi, è vista come rivoluzionaria. Ma tutto ciò, non è insolito se consideriamo che Klimt nasce inizialmente come decoratore.

Insieme a Kolo Moser, sarà uno dei maggiori collaboratori di architetti importanti come Olbrich, Hoffman e Wagner. Spiccherà, inoltre, nella famosa rivista “Ver Sacrum”, la punta di diamante della secessione; poiché l’esuberanza e la creatività di Klimt sottolineano l’importanza dei motivi astratti, in molte opere future si noterà la prepotenza dell’impianto decorativo nella composizione del dipinto.

Gustav Klimt, Il Bacio, 1907-1908, Österreichische Galerie Belvedere, Vienna, Austria.

L’artista, spesso compiaciuto, mira a diffondere un messaggio: la decorazione rappresenta un polo dialettico della parte naturalistica della composizione, di cui egli rimarca il realismo, ma anche la forza con cui si manifesta l’attrito tra le due dimensioni. Un esempio è dato dalle cuperose nel volto delle sue figure femminili, oppure nelle vene pulsanti – volutamente accentuate – dei nudi.

Gustav Klimt, Danae, 1907-1908, olio su tela, 77×83 cm, collezione privata, Vienna
Gustav Klimt “Le tre età della donna” (1905)

Tuttavia, l’eleganza estrema, l’evanescenza quasi esasperata, con cui realizza i suoi dipinti, impedisce che vi sia un dissidio tra aspetto naturalistico e parte decorativa. Probabilmente, ai tempi di Klimt, le sue opere sono considerate, quasi un atto di coraggio, eppure, le sue immagini, si plasmano perfettamente con il gusto del tempo.

L’eleganza estetizzante di Gustav Klimt: curiosità e radici

Amante dell’oro, reiterato in quasi tutte le sue opere, lo considera elemento cardine della sua pittura. Tutto però si ricollega alla sua infanzia. Klimt era il secondo di sette figli. Sua madre, Anna, aveva l’ambizione, mai realizzata, di diventare musicista.

Suo padre, Ernst, orafo ed abile incisore, gli ha probabilmente trasmesso la passione per il metallo nobile. Tra il 1899-1910 molti dei suoi dipinti sono realizzati, infatti, con la foglia oro, tant’è che in tanti definiscono questo periodo la “fase d’oro” della sua vita artistica. Ma non è tutto. Viaggiò anche in Italia, spostandosi tra Venezia e Ravenna e fu ispirato dalla tecnica raffinata che assorbì dalle immagini bizantine. 

Fu definito un artista peculiare. In circostanze casuali, indossava sandali e una lunga veste, una tunica, senza indumenti intimi. Aveva la barba, la voce baritonale, gli occhi grigio-verdastri ardenti e un modo di fare diretto che ha fatto sì che molte donne facessero la fila per farsi ritrarre da lui. Una di loro, Friederike Beer-Monti, che lo pregò di dipingere il suo ritratto, lo descrisse come “eccezionalmente animalesco. Il suo corpo emanava un odore particolare. Come donna, bisognava averne davvero paura”. Tuttavia, questo commento, non ha avuto molta importanza, come leggerete di seguito.

Klimt e Emilie Flöge

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Klimt era un seduttore seriale! Sebbene fosse molto attivo sessualmente, manteneva le sue relazioni discrete e quindi evitava qualsiasi scandalo personale. Dopo la sua morte, avvenuta a Vienna il 6 febbraio 1918, sono state presentate 14 richieste legali di alimenti; quattro delle quali sono state accettate. Tuttavia l’artista non si è mai sposato, visse tranquillamente in un appartamento con sua madre e due sorelle.

La relazione più stretta e duratura non fu con una delle sue tante amanti, ma con Emilie Flöge, una donna d’affari e una stilista di moda. Flöge fu la pioniera degli stravaganti ma ampi indumenti del Reform Movement che liberarono le donne dalle restrittive mode di un’epoca precedente che richiedevano un corsetto. Si scambiarono 400 cartoline, ma nessuna suggerisce qualcosa al di là del platonico. Klimt dipinse Flöge diverse volte, mentre i suoi abiti appaiono in numerosi dipinti. Il famoso “bacio”, si pensa che sia un’immagine di loro due in veste di amanti.

I quadri di Klimt sono catalogati tra quelli che hanno registrato i prezzi più alti per singole opere d’arte. Nel 2006, il Ritratto di Adele Bloch-Bauer I è stato acquistato per la Neue Galerie di New York da Ronald Lauder per 135 milioni di dollari, superando il Ragazzo con la pipa di Picasso del 1905 (venduto nel 2004 per 104 milioni di dollari), come il prezzo più alto mai pagato per un dipinto. Questo quadro ha anche una sua storia, presentata in un recente film Woman in Gold di Simon Curtis che racconta la vicenda della restituzione del quadro da parte degli eredi di Adele.

Gustav Klimt, Adele Bloch-Bauer I, 1907, Neue Galerie, New York, NY, USA.
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